La lotta salvezza riporta idealmente, per pathos ed interesse, agli ultimi giorni di scuola: studenti in tensione per scongiurare il rischio di essere bocciati o rimandati a settembre, in un’aspra contesa che giocoforza, mieterà per forza qualche “vittima”.

Quest’anno la lotta si preannuncia più che mai combattuta e livellata verso il basso, stando almeno alle indicazioni arrivate sin dalle prime giornate.

Chiariamoci: si tratta di impressioni che potrebbero benissimo essere contraddette, considerando le numerosi variabili e le numerose gare ancora da giocare fino al termine, però iniziamo ad analizzare quanto espresso dal campionate. Tra le ultime della fila, per blasone e mezzi partirei dal Verona di Setti: è qui che la situazione rischia di diventare tragica, e non tanto per l’organico (a mio avviso non eccelso, ma valido comunque per la parte destra della Serie A). Personalmente, ritengo che Pecchia difetti di esperienza e non abbia mai trovato il giusto feeling con l’organico: lo scorso anno l’Hellas era di gran lunga la squadra più forte della B e questo strapotere ha permesso di sorvolare su alcuni difetti tecnici, ma quest’anno la storia è diversa e tutti i nodi sono venuti al pettine. L’allenatore laziale si giocherà il futuro nei prossimi giorni e non è escluso che la società possa affidarsi ad qualcuno più esperto (Di Carlo?) nel caso in cui non ottenesse la reazione auspicata. Non se la passa bene neanche il Benevento, ma qui l’attenuante è rappresentata dalla novità assoluta nel calcare certi palcoscenici.

Baroni merita fiducia e dovrà scrollarsi di dosso al più presto le sei reti incassate a Napoli, soprattutto dal punto di vista psicologico, per non vanificare il doppio salto di categoria compiuto dalla compagine campana in soli due anni. Percorso simile compiuto anche dalla Spal, che nel massimo campionato mancava dai tempi ormai mitici del “presidentissimo” Paolo Mazza. Qui Semplici sta confermando quanto di buono mostrato alla guida della primavera della Fiorentina e l’ottima partenza può rappresentare un carburante motivazionale da non disperdere. Eccoci dunque arrivati al Crotone: il tiro mancino giocato pochi mesi fa all’Empoli è un’impresa che potrebbe indurire ulteriormente la scorza dei calabresi, che si sono presentati al via con una rosa leggermente superiore in termini di qualità rispetto a dodici mesi fa. Occhio infine al Genoa, all’Udinese e al Sassuolo targato Bucchi:sulla carta sono attrezzate per una stagione tranquilla, tuttavia si gioca sul campo…

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