Da top player a problema: cosa sta succendo a Lautaro?

Il caso Lautaro Martinez, se di caso possiamo parlare senza urtare la sensibilità di molti, sta tenendo banco in casa Inter. L’argentino ormai manca il gol da praticamente 5 partite (ultima rete contro la Sampdoria al ritorno in campo post Covid 19) ma in generale il suo girone di ritorno non è stato entusiasmante in Serie A: in 12 partite solo due reti, unite ad un solo assist e ad una squalifica di ben 2 giornate a causa dell’espulsione con conseguente protesta avvenuta contro il Cagliari alla 21esima giornata.

Includendo anche la Coppa Italia bisogna aggiungere le tre partite contro Fiorentina e Napoli (andata e ritorno quest’ultima) in cui non è andato a segno, così come il match in cui è rimasto a secco in Europa League con il Ludogorets.

Parliamo quindi di una seconda parte di stagione composta da ben 16 presenze e sole 2 reti, 2 assist, 2 cartellini gialli e un’espulsione: in poche parole una media non propriamente da top player.

Aggiungiamo che il Toro nerazzurro ha realizzato ben 12 reti in campionato assieme a 5 in Champions League, unite a 5 assist e noterete come la prima parte di stagione dell’attaccante argentino sia stata oggettivamente da vero e proprio craque, mentre il crollo vertiginoso della seconda è difficile da spiegare e non si può semplicemente collegare ad un’Inter che non rende più come prima, in quanto arrivato decisamente prima. Inoltre non dimentichiamo le ben 11 ammonizioni guadagnate che fanno di lui uno degli attaccanti più “cattivi” dell’intero panorama mondiale calcistico e, di conseguenza, fa capire come Lautaro Martinez rischi spesso di lasciare la sua squadra senza di lui a causa di un’eventuale squalifica per somma di ammonizioni o, addirittura, a causa di espulsione diretta visto il suo modo duro di giocare e pressare.

Qual è il valore reale di Lautaro Martinez?

La verità, dove sta dunque? Lautaro Martinez è veramente un fenomeno o semplicemente ha vissuto solo di una prima parte si entusiasmante di stagione sportiva, salvo poi non riuscire a mantenere le attese su di lui? Diciamo che la verità sta nel mezzo.

Nella stessa partita una dimostrazione sia delle sue incredibili doti tecniche che, purtroppo, dei limiti caratteriali

Il Toro è un giocatore con dei colpi fenomenali, dal punto di vista puramente tecnico è una gioia per gli occhi di chiunque lo osservi, soprattutto dal vivo: grande qualità di palleggio, dribbling, forza fisica, abilità con entrambi i piedi e dotato dal punto di vista acrobatico. Capace di adattarsi perfettamente sia a giocare da prima punta che assieme ad un compagno, Lautaro riesce sempre a tenere in apprensione i difensori avversari ed è molto apprezzato dagli allenatori per il suo spirito di sacrificion e la sua grande fame agonistica.

Nella prima metà di stagione in maglia interista ha mostrato questi colpi, mettendo a referto prestazioni superlative anche nel caso in cui non avesse segnato e facendo capire al mondo intero quanto avesse sbagliato Spalletti a non osare mai nel schierare lui e Icardi insieme, dimostrando una capacità di intendersi con Lukaku fuori dal comune facendo difatti nascere il famoso”Lu-La”. Il problema Martinez inizia a porsi quando il Barcellona mette gli occhi su di lui e l’attaccante argentino, da quel momento, pare essere un altro e quasi con la testa già lontana da Milano: il richiamo di Messi è forte, i giornali parlano di accordo già fatto e il rendimento del Toro cala vistosamente. Al tempo stesso arriva però il Covid 19, con tutte le sue devastanti conseguenze che toccano anche dal punto di vista economico il calcio e rendono decisamente meno possibile l’affare Lautaro-Barcellona, dichiarando che il Barca può scegliere uno solo fra lui e Neymar (quando li avrebbe voluti entrambi) e la resistenza dell’Inter sembrava far desistere il club spagnolo.

Da quel momento in poi però l’attaccante classe 1997, invece di prendere per mano il proprio destino e trascinare l’Inter nella lotta Scudetto in modo da meritarsi un vero e proprio investimento da parte del club blaugrana, sprofonda nell’oblio più profondo faticando terribilmente e non riuscendo a rendere più come prima.

Un riassunto dei colpi migliori della stagione dell’argentino

Siamo sicuri però che il problema Lautaro sia direttamente proporzionale al Barcellona? In parte, forse , si ma sicuramente non del tutto. L’argentino, se guardato bene durante tutti i minuti della gara con la lente d’ingrandimento, ha spesso denotato delle mancanze dal punto di vista dell’intelligenza calcistica e nel gestire la pressione. Basti pensare al rigore sbagliato contro il Borussia Dortmund, un penalty pesante e decisivo, o basti guardare le molte situazioni capitate nei 90’ di gioco dove il Toro spesso preferisce la soluzione personale piuttosto che servire un compagno libero.

Si nota infatti, in molti casi, come Lautaro Martinez sia decisamente egoista in fase offensiva e questo crei non pochi problemi alla manovra interista: prima, quando in condizione fisica e mentale al massimo, non ci si ponevano dubbi in quanto Lautaro segnava e con continuità, ma ora il problema sta venendo a galla e non è una cosa legata al solo girone di ritorno. Per esempio vi basta guardare il gol contro il Borussia Dortmund nella sconfitta dell’Inter in terra tedesca per 3-2, con il Toro che sblocca la gara con un assolo clamoroso: al centro vi era Lukaku da solo per tutta l’azione che avrebbe potuto comodamente appoggiare in rete lo 0-1. Queste cose, quando si è psicologicamente in forma, riescono… ma contro l’Hellas, tanto per citarne una recente, sarebbe stato meglio forse tentare il passaggio a Sanchez solo in mezzo all’area. Così come lo stesso Toro dovrebbe avere l’umiltà di non battere più rigori: è un suo difetto, ma spesso sono poco angolati e non molto potenti, quindi facilmente parabili per i portieri.

L’errore tramutato poi in gol con il Borussia Dortmund

In sintesi Lautaro Martinez non è diventato scarso tutto d’un tratto: i colpi, l’attaccante argentino, li ha e ne ha da vendere. Il problema semmai è la sua tenuta mentale, sia dal punto di vista caratteriale che squisitamente tecnico, dove spesso ha dimostrato dei problemi nelle scelte anche in campo. Sono difetti migliorabili sia chiaro, ma è difficile riuscire a modificare in breve tempo il carattere di un calciatore (Balotelli ne è un esempio) e quindi lo stesso Toro deve decidere cosa vuole essere: se un fuoriclasse di livello mondiale o un giocatore dotato di straordinaria tecnica ma non un vero campione.

Questa decisione, secondo il mio modesto parere, l’attaccante argentino la prenderà vestendo la maglia blaugrana.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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