Febbraio in tempi pre-Covid era il mese in cui si iniziava a fantasticare sulle vacanze estive, prenotando la location che rappresentava il miglior compromesso per la coppia o per la famiglia.

Tuttavia, parlare di vacanze per alcune squadre già a febbraio appare prematuro: se diverse delle compagini della nostrana Serie A perdessero gli stimoli già nel secondo mese dell’anno, a più di cento giorni dalla trentottesima giornata, la spettacolarità del campionato potrebbe risentirne.

La classifica della massima serie appare già sgranata e polarizzata alla seconda giornata di ritorno, con gruppi distinti a lottare per i diversi obiettivi ed una decina di squadre che potrebbero tirare i remi in barca fino al 23 maggio, giorno in cui si calerà il sipario sulla stagione 2020-2021.

La lotta scudetto

La questione più importante, quella dello Scudetto, pare essere ormai diventata un discorso a tre tra Milan (49 punti), Inter (47) e Juventus (42, con una partita in meno). Il prossimo sarà un mese molto caldo per la lotta al titolo, in particolare con lo scontro diretto del derby milanese del 21 febbraio. Inoltre, i nerazzurri dovranno affrontare Lazio ed Atalanta in casa, mentre i rossoneri hanno Roma, Verona e Napoli.

Ai bianconeri toccheranno invece Napoli e Lazio. Da tenere in considerazione anche la ripresa delle coppe, che vedrà impegnate l’attuale capolista e i campioni in carica e che potrebbe togliere qualche energia di troppo.

La corsa Champions ed Europa League

Supponendo che le tre squadre sopracitate arrivino a fine anno nelle prime tre posizioni, resta un ultimo posto per i gironi di Champions League del prossimo anno. Le candidate più accreditate sembrano essere le due romane, appaiate a quota 40 punti, con la Roma che è stata più costante ma che fatica nei big match e la Lazio in gran forma e reduce da 6 vittorie consecutive.

Da non sottovalutare l’Atalanta (37 punti), macchina macina-punti nei gironi di ritorno, ma “ostacolata” dagli impegni di Champions League e orfana del suo simbolo e leader dell’ascesa degli ultimi anni, il Papu Gomez.

Nonostante sia appaiato agli orobici, sembra un candidato meno credibile il Napoli, il cui ambiente pare alle prese con qualche problema di troppo ed i rapporti interni del triangolo De Laurentiis-Gattuso-squadra sembrano essersi incrinati.

La questione europea sembra ridursi a queste quattro squadre, con una sola compagine che strapperà il pass per giocare la massima rassegna continentale e le altre che saranno destinate a sfidarsi sui folkloristici campi dell’Europa League.

La lotta salvezza

A differenza degli ultimi anni, sembra invece essersi assottigliato il lotto delle squadre che lotteranno per la permanenza in Serie A.

Il Crotone (12 punti), al netto di un tutto sommato buon gioco espresso, non sembra affatto accreditato alla permanenza nella massima serie. In netta difficoltà anche il Parma (13), reduce da due salvezze abbastanza tranquille, e che potrebbe affidarsi ai numerosi nuovi acquisti per svoltare una stagione finora molto difficile. Il mercato ha messo diverse frecce nella faretra di D’Aversa, che dovrà risolvere una situazione complicata ma non impossibile, almeno matematicamente.

Nonostante una buona rosa, sembra essere destinato a lottare nelle sabbie mobili della zona retrocessione anche il Cagliari (15), vera sorpresa in negativo della stagione. I sardi pagano forse l’assenza di un regista ed una rosa non adatta ai diktat tattici di Di Francesco. Il Torino (16) è l’ultima squadra che dovrebbe essere invischiata nei bassifondi: i granata soffrono una panchina molto povera di qualità ed alternative valide ed un centrocampo privo di creatività, oltre al fallimento del matrimonio con Giampaolo.

Sono queste le compagini che dovrebbero giocarsi la diciassettesima posizione che vale la salvezza. Attenzione però alle due neopromosse, Spezia e Benevento, che pur avendo pienamente meritato i punti ottenuti finora (rispettivamente 21 e 23) potrebbero pagare dazio quando l’esperienza sarà fondamentale ed il pallone diventerà pesante e scottante. Altre due squadre potenzialmente a rischio in caso di filotto negativo potrebbero diventare Bologna (23) e Fiorentina (22), abbastanza deludenti ed altalenanti fino a questo momento. Il Genoa invece con Ballardini sembra aver definitivamente svoltato e potrebbe avviarsi alla prima salvezza tranquilla dopo anni.

E le altre della Serie A?

Dal Sassuolo ottavo con 31 punti alla Fiorentina quindicesima a quota 22 sembra già essere tempo di vacanza: le squadre potranno giocare con relativa tranquillità, facendo qualche punto qua e là e salvando una stagione senza nemmeno più velleità. A risentirne è l’agonismo e la competitività del campionato.

Con le prime sette della classe che viaggiano tra gli 1,77 ed i 2,33 punti di media il campionato si sta livellando verso l’alto per quanto riguarda le posizioni europee. Tuttavia, è un peccato che vengano soffocate le velleità di buone squadre come Sassuolo ed Hellas Verona, che hanno giocato bene finora, anche se con qualche passaggio a vuoto, come normale che sia. Neroverdi e gialloblù, forse demotivate da un obiettivo che appare già irraggiungibile, sono già entrate in una spirale negativa: l’undici di De Zerbi ha raccolto 2 punti nelle ultime 5 partite, mentre la formazione di Juric ne ha perse 3 delle ultime 4.

Le altre squadre stanno facendo un campionato in linea con le attese, chi più chi meno. Un plauso particolare va fatto a Spezia e Benevento, che non hanno sofferto il salto di categoria, grazie anche al grande lavoro di Italiano ed Inzaghi.

Ma come evitare che un terzo delle squadre “smetta” di giocare a metà campionato? Il dibattito va avanti da anni, qualche proposta sul tavolo c’è.

Qualcuno auspica una riduzione del numero delle squadre a 16 o 18 squadre, con la conseguenza di avere organici sull’attenti fino all’ultimo, che possono passare dal giocarsi l’Europa al giocarsi la salvezza nel giro di una manciata di giornate.

In FIGC si è parlato anche di un’ipotesi playoff e playout, in modo da tenere le squadre sulla corda, nobilitando anche un ottavo posto che potrebbe dare (remote) chance di vittoria. Quest’ultima possibilità potrebbe rendere anche più appetibili i diritti del campionato, incrementando inoltre lo spettacolo e l’imprevedibilità, a discapito forse della meritocrazia (quasi sempre su 38 giornate vince il migliore).

Ogni proposta ha i suoi pro ed i suoi contro. Quale soluzione adotteranno i vertici del calcio italiano? Status quo, diminuzione delle squadre o playoff? Ai posteri l’ardua sentenza.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Diplomato al Liceo Linguistico, attualmente studio Economia e Management ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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