Da colpo a sorpresa a uomo insostituibile: l’Inter non può fare a meno di Stefano Sensi

fonte foto: open.online

Sono passati solo tre mesi, contando anche il ritiro estivo, eppure Stefano Sensi si è già preso l’Inter. Paradossalmente, la prova inconfutabile è arrivata alla prima sconfitta in campionato, giunta in casa contro la Juventus.

Era la metà dello scorso giugno, il Milan era davvero ad un passo dall’accordo con il Sassuolo per l’ingaggio di Stefano Sensi, talentuoso centrocampista classe ’95. Qualcosa è andato storto, nell’affare si inserisce l’Inter che lo strappa ai cugini: 5 milioni di euro subito, altri 25 in caso di riscatto l’anno dopo e la trattativa va in porto.

PRIMI PASSI ALL’INTER E L’IMPATTO DEVASTANTE

Per comprendere l’inizio a razzo di Sensi all’Inter, bisogna partire dal principio ineluttabile secondo cui con Antonio Conte in panchina le mezzali si inseriscono assiduamente e diventano parte integrante del pacchetto offensivo. Da qui si arriva ad una prima spiegazione dei 3 gol e 3 assist collezionati da Sensi in sole 9 presenze.
Non solo centrocampista, l’ex Sassuolo ha giocato anche da trequartista tra le linee contro Udinese e Milan, garantendo verticalità e maggior rapidità in attacco. Di conseguenza, media tiri di 2.3 a gara (fonte WhoScored.com), oltre che un’elevata presenza nella zona offensiva del campo.
Infine, come non elogiare la personalità con cui Sensi si è imposto a San Siro fin dalla prima giornata contro il Lecce. Pronti-via, al 24′ lampo del centrocampista che conclude a rete dopo un’iniziativa personale. Sarà il primo di altri tre, come detto, oltre agli assist e al rigore propiziato magnificamente a Cagliari. Personalità, cervello e grinta.

L’INFORTUNIO E IL DAZIO PAGATO CONTRO LA JUVENTUS

Come abbiamo più volte sottolineato, il coraggio è una qualità che a Sensi non manca affatto. Se al primo derby, vinto tra l’altro senza mai subire l’avversario, il centrocampista è stato tra i migliori in campo, non è stato da meno contro la Juventus. Prima volta anche nel derby d’Italia e subito ottimo avvio: 16 passaggi effettuati, 93,8% di precisione (fonte WhoScored.com); verticalizzazioni, interessanti cambi di gioco e sensazione di poter rendersi pericoloso da un momento all’altro.
Tuttavia, al 34′ arriva per lui l’infortunio che lo costringe ad uscire anzitempo dal campo.

Una volta uscito Sensi, l’Inter esce dalla partita a sua volta. Non vuole essere un’iperbole, bensì la mera descrizione della realtà. L’ingresso di un abulico Matias Vecino ha nettamente squilibrato tecnicamente la sfida, accentuando ulteriormente il mismatch qualitativo con la Juventus. Tanto per citare due dati, l’uruguayano ha messo a referto “solo” 10 passaggi in più di Sensi nonostante il maggior minutaggio, con una percentuale del 76.9%. Inoltre, sono calati notevolmente anche gli interscambi tra i tre centrocampisti, con Brozovic lasciato solo contro la pressione di Bernardeschi prima, Dybala e Bentancur poi. Crollata la qualità, l’Inter ha pagato l’eccessiva superiorità degli avversari, leggermente attenuatasi nel primo tempo ma esplosa nella ripresa.

LA COPERTA CORTA E LE POSSIBILI SOLUZIONI

Per la fortuna di Antonio Conte, gli esami clinici odierni hanno scongiurato lesioni: difatti, Sensi avrebbe rimediato “solo” un’elongazione agli adduttori, con stop che si aggira attorno alle due settimane. C’è il dubbio per la sfida del 20 contro il “suo” Sassuolo, sebbene l’obiettivo vero sia la sfida di San Siro contro il Borussia Dortmund del 23.
E’ in ogni caso compito del tecnico studiare eventuali alternative, vista anche la prestazione incolore di Vecino che ha evidenziato lacune incolmabili. La tecnica va sostituita con altra tecnica, con un buon cervello che non interceda nel virtuoso progetto contiano del palleggio a due tocchi partendo dal basso. In tal senso potrebbe risultare fondamentale recuperare un mai utilizzato Borja Valero, il quale dall’alto dei suoi quasi 35 anni potrebbe dare di tanto in tanto il cambio a Sensi, specie nelle sfide contro squadre chiuse, laddove di tecnica ce n’è bisogno eccome.
Sarà tuttavia inevitabile ricorrere al mercato invernale per il pacchetto di centrocampo, vero anello debole nerazzurro, specie se si vuole puntare alla vittoria di un trofeo fin dal primo anno con l’ex allenatore della Juventus in panchina.

L’esplosione con l’Inter di Stefano Sensi non può che rendere felici tutti, compreso il CT della Nazionale Roberto Mancini in ottica Euro 2020.
Ironia della sorte, proprio il Mancio, da sempre estimatore del giocatore, avrebbe voluto portarselo in nerazzurro già più di tre anni fa ai tempi di Cesena. Non se ne fece nulla, sarebbe cambiato tutto… Ma forse è stato meglio così. Tempo al tempo, che nel frattempo sta emergendo una stella.

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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

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