Scopriamo insieme chi è Raffaello Follieri, l’imprenditore che vuole comprare il 100% delle azioni del Catania. 

Uomo d’affari con interessi in mezzo mondo, ex fidanzato dell’attrice Anne Hathaway,  amicizie altolocate, uffici nella Trump Tower, truffatore che millantava contatti in Vaticano, quattro anni di carcere negli Stati Uniti, ora l’interesse per il mondo del calcio. Chi è davvero Raffello Follieri, il faccendiere di San Giovanni Rotondo che vuole comprare il Calcio Catania?

Foggiano, classe 1978, la sua storia di imprenditore nasce in Italia con la ditta di cosmetici Beaty Planet, ma è nel 2003 – con il trasferimento a New York – che il suo nome comincia a comparire e ricomparire nelle cronache, anche grazie al fidanzamento con una delle attrici più promettenti di Hollywood, appunto Anne Hathaway. Un paio di anni più tardi nasce il Follieri Group, una società immobiliare che aveva un progetto tanto semplice quanto incredibile: approfittare del fatto che le diocesi cattoliche dovessero fare cassa per risarcire le vittime dei preti pedofili e acquistare i loro beni – seminari, scuole, conventi, canoniche – per trasformarli in edifici di pregio. In quel periodo, con la febbre del mattone che saliva alle stelle nel mercato immobiliare americano, Follieri apparve ai più come un mago del settore. 

Affittò uno degli appartamenti più belli della Olympic Tower, due piani con vista mozzafiato sulla quinta strada e la cattedrale di San Patrizio e continuava ad accreditarsi negli ambienti che contano anche grazie alla rete «giusta» di contatti – da Andrea Sodano, nipote del­l’allora cardinale Segretario di Stato della San­ta Sede Angelo Sodano, al miliardario ameri­cano Ron Burkle, amico dei Clinton. E così Follieri rie­sce a trovare numerosi investitori attratti dal business «facilitato» dai rapporti – veri o millantati – con la Santa Sede.

Follieri aveva detto anche che il Vaticano lo aveva formalmente incaricato di gestire gli affari finanziari della Santa Sede negli Usa nominandolo Chief Financial Officer. In realtà il compaesano di Padre Pio non aveva che tenui contatti in Vaticano: un impiegato della Congregazione del Culto e un amico dal nome altisonante, appunto Andrea Sodano.

Follieri aveva  puntato in alto: oltre a Hillary Clinton, alla quale aveva offerto inesistenti contatti in Vaticano per conquistare il voto dei cattolici, aveva corteggiato anche John McCain, diventato poi il candidato repubblicano alla Casa Bianca. Nel 2006 Follieri e la Hathaway avevano ospitato McCain su uno yacht preso a nolo davanti alle coste del Montenegro.

Lusso, inganni, falsi monsignori vestiti da alti prelati. Ma alla fine tutto è crollato. Follieri è stato riconosciuto colpevole di aver truffato per due milioni di dollari imprenditori creduloni. Follieri patteggiò  un forte sconto di pena ammettendo parziali responsablità. L’ex fidanzato della Hathaway rischiava oltre 250 anni di galera se non avesse fatto mea culpa: «Ha agito per avidità», aveva scritto il pubblico ministero in un memorandum al giudice John Koeltl chiedendo una pena compresa tra i quattro e i cinque anni.

Dopo aver scontato la sua pena, 4 anni e mezzo di carcere nel penitenziario federale di Loretto in Pennsylvania e 3,6 milioni di dollari di risarcimenti alle vittime della truffa, il giovane faccendiere è tornato in Italia al timone del Gruppo Follieri, società fondata dal padre Pasquale con presunti soci americani e arabi, che si occupa di estrazione, trasporto e commercializzazione di petrolio e gas attraverso le aziende South Oil e Blue Lion Maritime Transport. Secondo la rivista Forbes, il capitale sociale del gruppo sarebbe di circa 2 miliardi di dollari.

Un patrimonio quindi importante. Che negli ultimi tempi l’imprenditore pugliese ha cercato di investire anche nel calcio, tramite la Follieri Capital Limited, provando ad acquistare prima il Palermo calcio da Maurizio Zamparini e poi la squadra della sua città, il Foggia, per il quale aveva messo sul piatto circa 15 milioni di euro. Ma nessuna delle due trattative alla fine è andata in porto, con Zamparini che accusò il faccendiere di aver prodotto documenti falsi durante la trattativa e Follieri che minacciò di adire le vie legali per difendersi da quelle che definì calunnie.

Insomma Follieri ne sa una un più del diavolo, ma l’interesse è pubblico e sbandierato concedendo interviste qua e là. 

Lui dice che non gli interessa farsi pubblicità, ma sarà veramente così? Quel che è certo è che c’è una trattativa, non lo conferma solo lui ma anche il patron rossoazzurro Nino Pulvirenti che ha ammesso che le due parti stanno trattando. 

La questione Torre del Grifo, scoglio imponente per chi vuole comprare il Catania, sembra superato, in quanto c’è l’interesse ad acquisire il centro sportivo per sviluppare le accademy. 

I numeri li sappiamo: TdG da solo vale 70 milioni di euro, il titolo sportivo del Catania dovrebbe valere 0 mentre i debiti sono in incognita. Fino allo scorso anno in bilancio c’erano 4 milioni di debiti ma recentemente è spuntato che Meridi, altra società in mano a Pulvirenti, vanta un credito di un milione di euro dalla società Etnea. Bisogna anche vedere se questi crediti li vanta la World Service di Arturo Magni, società di sicurezza che fino ad un mese fa garantiva gli steward allo stadio e nel centro sportivo. Società che, come ben sappiamo, non lavora più con Lo Monaco e compagnia per problematiche finanziarie tra le due parti, costringendo il Catania a giocare a porte chiuse nell’ultimo match interno. 

Infine, secondo l’ad rossoazzurro il Catania vanta un credito da parte dell’erario di circa un milione di euro.

Quindi, non essendo ancora approvato il bilancio non si sa a quanto ammontano i debiti della società di Pulvirenti, che pensiamo possano essere aumentati, da questo si spiega il pericolo fallimento e la volontà di vendere il prima possibile. 

Se dovesse subentrare in toto, rilevando il Catania, Raffaello Follieri avrebbe già un’organizzazione propria per gestire la società. Ci riferiamo alla dirigenza, ma anche al consiglio di amministrazione. Follieri ha uomini di fiducia che lo supportano quotidianamente nelle sue attività che spaziano dall’Arabia fino all’Inghilterra: a livello giuridico, amministrativo, sul piano della comunicazione e della gestione dei rapporti con l’esterno. Il nome che, fin qui, è emerso è quello di Riccardo Fabbro, suo uomo di fiducia in Italia che potrebbe avere un ruolo nella società rossazzurra se – e ribadiamo se – l’affare dovesse andare in porto.

Si è anche parlato già di mercato di gennaio, l’imprenditore ha già dichiarato di voler intraprendere una campagna acquisti importante per rafforzare la squadra.

Insomma pubblicità o reale interesse? L’imprenditore foggiano dice che non ha bisogno di pubblicità in Italia ma i dubbi sono tanti, forse troppi. 

C’è bisogno di ricordare il caso Parma con Manenti e compagnia bella? Oppure il recentissimo caso tutto siciliano firmato da Tuttolomondo a Palermo. 

La Sicilia fu regno di conquista araba, speriamo che non diventi regno di conquista di pseudo imprenditori-truffatori che poi si rilevano un bluff. 

Follieri, Catania ti accoglie a braccia aperte e ti può far diventare grande, ma occhio a non scherzare con il fuoco… e soprattutto Pulvirenti e Lo Monaco, voi che avete dato tutto per il Catania, non vendete questa società al primo che capita, fate in modo che questa favola che sta per concludersi con un brutto finale possa rivoluzionarsi ed avere un lieto fine. 

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Mi chiamo Edoardo Sergi, sono nato a Catania 21 anni fa e studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. Amo lo sport, specialmente il calcio. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport

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