Covid19, la crisi economica distruggerà la Serie D e i dilettanti?

Non solo Serie A. Il Covid-19 ha fermato anche il vasto mondo dei Dilettanti, con effetti ancor maggiori rispetto ai colleghi del mondo professionistico. Un sistema che abbraccia nell’intera nazione oltre un milione di tesserati suddivisi in 66mila squadre.

Va ricordato che, a differenza del professionismo, le Società della Lega Nazionale Dilettanti hanno smesso di allenarsi ad inizio mese, al fine di prevenire la diffusione del Covid-19: era praticamente impossibile per una Società dilettantistica tenere sotto controllo lo stato fisico dei calciatori, essendo tra l’altro obbligatorio soltanto in Serie D (e, salvo qualche rare deroghe, in Eccellenza) il medico sociale; inoltre, la prosecuzione dei campionati avrebbe necessitato l’impiego di forze dell’ordine, ambulanze e medici nel corso delle partite.

Campionati sospesi e tante gare di recuperare tra i vari gironi, soprattutto a livello di tempistiche: i primi a fermarsi sono stati in Lombardia (dove non si gioca dal 16 febbraio ed in Eccellenza ci sono ancora 9 giornate da recuperare), mentre in Emilia Romagna e Trentino Alto-Adige dalla settimana successiva (con 10 giornate da disputare). Viceversa, in diverse regioni italiane l’ultima giornata non disputata è quella dell’8 marzo.

Le proposte

Servirà una decisione comune da parte della LND, che in un modo o nell’altro non accontenterà qualcuno: nelle ultime settimane molti addetti ai lavori hanno formulato ed espresso le proprie idee, che possono essere sintetizzate di seguito:

  • Annullamento del campionato
  • Congelamento del campionato all’ultima giornata disputata, con promozioni e retrocessioni d’ufficio
  • La ripresa del campionato ad emergenza finita, anche al costo di giocare in estate

Annullamento del campionato

L’annullamento del campionato sarebbe la soluzione più drastica che penalizzerebbe fortemente tutte quelle squadre che hanno fortemente investito sul mercato in estate per ambire al salto di categoria e che erano, al momento della sospensione, al vertice. L’idea di far ripartire la prossima stagione con gli stessi organici e con punti di vantaggio non sembra essere stimolante, in virtù del fatto che in Basilicata, Puglia e Toscana mancano appena 5 giornate (in Eccellenza).

Verdetti d’ufficio per i campionati

Congelare la classifica al momento della sospensione del campionato ed effettuare i verdetti sulla base di quanto maturato sino ad oggi: una soluzione che scontenterebbe molte società, ma dall’altro lato sembra essere quella più immediata. Accettare un verdetto amaro come la retrocessione con delle gare ancora da disputare sarebbe un boccone amaro da mandar giù, pertanto si potrebbe pensare anche all’aumento degli organici annullando le retrocessioni e garantendo soltanto le promozioni.

La ripresa del campionato

Sicuramente la soluzione che piacerebbe a tutti. O meglio, piacerebbe a tutti qualora ci fossero quelle condizioni di sicurezza. Un ritorno alla normalità che potrebbe essere scandito anche dal calcio con la conclusione (quasi normale) della stagione corrente. Se questi sono i vantaggi, ci sono diverse problematiche che affronteremo nei prossimi paragrafi…

La posizione di Sibilia: riniziare

In merito, si è espresso il numero uno della L.N.D Cosimo Sibilia ai microfoni di Campania Sport: “La priorità in questo momento è la salute. Dopodiché dovremo tornare in campo, perché il campo è l’unico giudice che può decidere le classifiche, chi vince i titoli, le retrocessioni e le promozioni. In molti sport si gioca anche quattro volte a settimana, in caso di emergenza dobbiamo fare uno sforzo perché ripeto: promozioni, retrocessioni e titoli non possono essere concessi a tavolino”.

Come si reinizia? Tanti interrogativi

Ipotizziamo che l’Italia esca completamente dalla crisi sanitaria a fine aprile, con una riapertura degli impianti sportivi. Servirebbero alcune settimane affinché si riprenda una forma fisica accettabile, pertanto il ritorno in campo non può che slittare intorno all’ultima domenica di maggio. Di qui, ogni società dovrebbe disputare le giornate che mancano all’appello (dalle 5 alle 10, a seconda della provenienza geografica). Senza considerare play-out e play-off che metterebbero in calendario ulteriori partite.

Ad ascoltare le parole di Sibilia, si ricorrerebbe quindi ai tanto odiati turni infrasettimanali: abbiamo parlato per praticità fino ad ora di Serie D ed Eccellenza, ma il mondo dei Dilettanti interessa anche tutti i campionati al di sotto (fino alla Terza Categoria) che si trovano nella medesima situazione e che non hanno certamente gli stessi interessi economici di una Serie D ed Eccellenza dove in alcuni casi vi sono dei veri e propri stipendi. Ed un turno infrasettimanale può risultare difficoltoso per i tanti lavoratori (calciatori e dirigenti) che sarebbero dunque costretti a prendersi permessi rinunciando a giornate di lavoro (dopo non aver probabilmente lavorato per due mesi).

Una società di calcio dilettantistica fa ricorso principalmente a sponsor come fonte di entrata: dove troverebbe le risorse per la ripresa considerando che le aziende che solitamente davano un contributo sono state chiuse a causa dell’emergenza? Quali imprese che avevano promesso un contributo, dopo essere state chiuse, onoreranno l’impegno?

Infine, analizziamo un discorso secondario, quello legato ai fuoriquota: in Serie D, Eccellenza e Promozione è obbligatorio l’impiego di un calciatore nato dal 1° gennaio 2001 in poi. Millesimo che normalmente dovrebbe coincidere con l’esame di maturità; di conseguenza, si troverebbe con il doppio impegno scuola-calcio. Ipotizziamo che l’esame (scritto o orale) capiti proprio nel giorno della partita: come ci si regolerebbe?

Con l’auspicio di tornare il più presto possibile alla normalità e di tornare a vedere partite di calcio, bisogna ricordare che il mondo del calcio dilettantistico è uno strumento di inclusione sociale e come tale deve essere trattato: trasformarlo, seppur per un solo mese, in calcio professionistico rischierebbe soltanto di generare gridi di aiuto da parte di tutte le parti interessate.

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