Cosa succede a Cristiano Ronaldo?

Cristiano Ronaldo

Ieri preso il Teatro Chatelet di Parigi è stato nominato il vincitore del Pallone d’Oro 2019. Il premio è andato a Leo Messi, fuoriclasse del Barcellona che si aggiudica questo riconoscimento per la 6a volta in carriera, superando il rivale di sempre: Cristiano Ronaldo. Il portoghese, che non era presente durante la premiazione, è arrivato secondo alle spalle di Messi e davanti a Virgil Van Dijk. Tutti conosco ormai la fame di vittoria di CR7, la sua irrefrenabile voglia di dare sempre il massimo per raggiungere successi individuali e di squadra. Per questo immaginiamo che non sia stato facile per lui digerire il secondo posto in classifica per il premio che decreta il miglior giocatore al mondo alle spalle del suo storico rivale. Bisogna però ammettere che, al netto di tutti i goal e di alcune prestazioni effettivamente degne di nota, l’ultima stagione di Cristiano Ronaldo e della Juventus è stata parecchio altalenante. Sono arrivati lo Scudetto (con largo anticipo) e la Supercoppa Italiana, ma è arrivata anche l’eliminazione in Champions in favore dell’Ajax. L’ex Real si è “consolato” a Milano al Gran Galà del Calcio ritirando il Premio Aic come miglior giocatore della Serie A per la stagione 2018-2019.

Fonte: tuttosport.it

L’inizio non esaltante di stagione da parte del portoghese ha fatto muovere diverse voci sui possibili problemi e sui limiti dello stesso Ronaldo (35 anni il prossimo Febbraio) e della Juve che, nonostante il cambio di guida tecnica, ha incontrato non poche difficoltà nel trovare la giusta quadratura dal punto di vista tattico per sviluppare il tanto atteso “bel gioco” di Sarri. Ma qual è il vero problema di Cristiano Ronaldo?

L’età e il sistema di gioco

Le sostituzioni contro la Lokomotiv Mosca e il Milan, la via per gli spogliatoi imboccata senza neanche guardare la panchina, il problema al ginocchio evocato da Sarri nel post partita di Juventus-Milan, sono solo alcuni dei campanelli d’allarme che fanno preoccupare i tifosi bianconeri che fino ad ora non hanno visto CR7 incidere come ai tempi dei Galacticos, e tutta la Juve in evidenti difficoltà tattiche. Cristiano non è nuovo a inizi di stagione “lenti”: negli ultimi anni infatti è spesso migliorato nel corso dell’anno trovando il miglior periodo dal punto di vista fisico e del gioco da Marzo in poi, quando le partite (specialmente in Europa) iniziano a diventare decisive. Inoltre, come spesso succede a tanti giocatori che si avviano verso la fine della propria carriera, anche Ronaldo ha scelto di modificare il proprio modo di giocare e di stare in campo, riducendo gli scatti e le accelerazioni improvvise, iniziando a giocare di più a ridosso della’area di rigore ottimizzando i minuti in campo per portare in vantaggio la propria squadra con giocate più rapide. Anche la cura maniacale del proprio corpo ha giocato un ruolo importante per Cristiano che ha iniziato a rinforzare ancora di più la propria muscolatura al fine di evitare nei limiti del possibile traumi vari e infortuni in generale. Ma parlando del gioco, perché Sarri non riesce ancora a trovare la quadratura del cerchio? Dopo 5 mesi infatti la Juventus non ha ancora fatto vedere lo spirito di dominio che tutti si aspettavano, siamo ancora in attesa di vedere le idee imposte dalla società e promesse dallo stesso tecnico e che fino ad ora si sono viste solo in parte come nei primi 60’ della partita contro il Napoli. Alcuni conflitti interni, la scelta dei titolari, il ruolo del centrocampo e del trequartista non ben definiti, non hanno infatti permesso alla Juventus di sviluppare il tanto atteso “Sarrismo” di partenopea memoria. Si parla di alcuni problemi nel riuscire a portare la squadra a giocare 30 metri più avanti e a trovare soluzioni offensive davanti a una difesa schierata. Di fatto più di una volta la Juve si è trovata a risolvere alcune partite in contropiede, o a doverle “raddrizzaresul finale a causa della manca gestione durante il corso della gara. Per qualcuno Ronaldo può diventare un problema per questa Juve a causa del suo temperamento e delle plateali espressioni del fisico e del volto nei confronti di tecnico e compagni quando le cose non vanno come dovrebbero. La verità, come spesso accade, sta nel mezzo e riguarda anche la gestione del tridente d’attacco: le tre stelle della squadra (Ronaldo, Dybala e Higuain) e altri giocatori come Ramsey, Bernardeschi e Douglas Costa non sono sempre stati in grado di garantire alla squadra di Sarri il dominio del campo, complice anche un’organigramma mal definito. L’abbondanza di campioni in rosa è sicuramente una grande risorsa, e una delle principali armi che ha permesso alla Juve di fare strada in questo inizio di campionato. Si tratta però di un fattore che ti mette davanti a delle scelte ogni settimana. Secondo Sarri infatti i due argentini e il portoghese non possono giocare insieme, ed essendo Cristiano Ronaldo un elemento imprescindibile, Dybala e Higuain si sono trovati a contendersi una maglia da titolare, con chi subentra dalla panchina che ha spesso trovato più fortuna di chi ha iniziato dal 1’.

Il ruolo in campo

Già nelle scorse settimana si erano sentite voci su alcuni possibili battibecchi tra Cristiano Ronaldo e Sarri durante gli allenamenti alla Continassa con l’asso portoghese che avrebbe sostenuto la propria volontà di lasciare più spazio alle individualità del reparto offensivo piuttosto che ricorrere ai continui schemi suggeriti dal tecnico toscano. Oltre a ciò sembra che il 4312 disegnato da Sarri non si adatti bene alle capacità e alle esigenze del fuoriclasse di Madeira, infatti negli ultimi tempi in Spagna Ronaldo ha giocato sostanzialmente da centravanti attaccando gli spazi che Benzema apriva in attacco così come l’anno scorso faceva Mandzukic (oggi fuori rosa), che sembrava rappresentare una specie di “partner perfetto” per CR7. L’idea tattica dell’ex Napoli e Chelsea prevede l’avanzamento per vie centrali sfruttando molti passaggi corti e meno verticalizzazioni, con Dybala (quando gioca) molto vicino alla porta e Higuain (anche lui con l’incognita legata all’inizio da titolare) che diventa un punto di riferimento diverso. Si fa fatica quindi a capire dove dovrebbe collocarsi Ronaldo che diventa una specie di uomo destinato a imbucare i compagni di reparto invece che agirare le difese com’era abituato a fare, con il portoghese che si divide tra il centro dell’area e la fascia sinistra. Si vedono linee corte e diversi uomini attorno alla zona del pallone, e per il momento chi sembra trarne veramente giovamento è Paulo Dybala, spesso decisivo nelle ultime gare, che si ritrova a giocare in avanti al contrario di come veniva impiegato da Allegri, e a tirare tanto in porta. Per il bene della Juve sarebbe meglio che tecnico e giocatore facessero un passo indietro venendosi possibilmente incontro per cercare di trovare insieme il modo per far coesistere in campo 11 giocatori di livello, trovando un compromesso tra gli schemi di Maurizio Sarri e le volontà e le esigenze di Cristiano Ronaldo.

Ronaldo Sarri
Fonte: skysport.com

È davvero strano parlare di problemi e limiti quando si analizza un giocatore come Cristiano Ronaldo, un professionista che ha più volte dimostrato di essere un vincente e di poter andare oltre qualsiasi limite imposto. Quasi un paradosso venuto fuori alla luce del periodo difficile del portoghese e dei bianconeri che si sono visto superare in classifica dall’Inter di Conte al termine dell’ultima giornata di Serie A. Chiaramente non è ancora tempo di bilanci o sentenze, ma crediamo che ci sia ancora parecchio da lavorare in allenamento per trovare i giusti meccanismi che riescano a far brillare una macchina potenzialmente inarrestabile che può addirittura vantare tra le sue fila uno dei giocatori più forti di sempre.

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