Cosa può dare Hakimi e perché ha scelto l’Inter

Achraf Hakimi il 2 luglio 2020 è diventato ufficialmente il primo colpo di questo particolare calciomercato estivo dell’Inter in vista della stagione 2020/2021 con in corso tuttora ancora il campionato 2019/2020 oltre alle altre competizioni europee.

Quanto è costato Hakimi all’Inter?

I nerazzurri per assicurarsi le prestazioni del laterale marocchino classe 1998, che ha vestito negli ultimi 2 anni la maglia del Borussia Dortmund in prestito dal Real Madrid, ha dovuto sborsare 40 milioni di euro (più 5 eventuali di bonus) alle Merengues più un quinquiennale da 5 milioni netti all’anno al giocatore: un investimento importante che fa capire quanto sia reputato fondamentale il suo arrivo sia dalla società che dall’allenatore.

In fin dei conti si può tranquillamente dire che l’Inter ha preso, in quel ruolo, uno dei migliori 5 al mondo vista e considerata l’età del giocatore, il suo potenziale e quanto dimostrato, senza dimenticare che visto la pandemia che ha appena scosso il mondo in generale e, di conseguenza, anche quello economico del calcio, il prezzo speso per acquisire le prestazioni di Hakimi è decisamente basso se si ripensano ai valori dei giocatori solo un’estate fa.

In questo articolo proveremo ad analizzare il perchè l’acquisto di Hakimi è considerato così importante, di che tipo di giocatore stiamo parlando e di cosa potrà dare all’Inter di Antonio Conte.

Un tributo del canale ufficiale della Bundesliga ad Hakimi

Che giocatore è Hakimi

Viene facile capire la sua importanza partendo dai dati delle sue ultime due stagioni, vissute in Germania con la maglia del Borussia Dortmund, dove Hakimi ha monopolizzato la fascia destra con un rendimento sontuoso: parliamo di 73 presenze, 12 gol e 17 assist in due anni, uniti a 5920’ che equivalgono a praticamente 66 partite complete giocate, con una media generale di 6 reti e 8 assist ogni 33 partite giocate dal primo all’ultimo minuto.

Giocatore duttile, in grado di agire sia sulla sinistra che sulla destra, predilige ovviamente la corsia di destra dove può puntare l’avversario andando sul piede forte e affrontandolo direttamente su quello, a differenza del lato sinistro dove dovrebbe praticamente sempre rientrare per sfruttarlo. Bravo anche sui calci piazzati e negli inserimenti, spesso le sue scorribande lo portano a lasciare il lato difensivo a volte scoperto, cosa rischiosa soprattutto in una difesa a 4 che è lo schema in cui lui si è espresso quasi sempre in carriera.

L’arrivo all’Inter modifica quindi, difatti, il suo ruolo naturale che è quello del terzino destro facendolo passare ad un esterno di centrocampo votato ad offendere come prima cosa, provando a creare superiorità numerica coi suoi inserimenti in area o con i dribbling sulla fascia, per poi rientrare formando una linea difensiva a 5 nei momenti di maggiore sofferenza.

Questo fa capire come bisognerà cercare di attendere l’adattamento di Hakimi ad un nuovo ruolo fisso, dove già è stato usato in passato ma non con continuità, nel quale potrà dare sfoggio di tutte le sua abilità offensive preoccupandosi meno della fase difensiva. Ultimo, ma non per far capire la sua importanza, è quanto l’Inter ha sborsato per assicurarsi uno dei migliori al mondo, come abbiamo già detto ad inizio articolo: solo 40 milioni di euro più 5 di bonus, quando ad esempio su Transfermarkt.it il cartellino del marocchino viene valutato oltre 50 milioni, una cifra sicuramente accettabili per assicurarsi un vero e proprio top player nel ruolo designato.

La straordinaria prestazione, condita da due gol, con cui Hakimi ha eliminato l’Inter dalla Champions League

L’annata della svolta: analisi sulla stagione 2019/2020

La stagione della consacrazione di Hakimi è sicuramente stata quella appena conclusasi in Germania, ossia il 2019/2020, dove è riuscito ad imporsi con continuità e costanza di rendimento attirando su di sè le attenzioni dei grandi club. Analizzando nel dettaglio le sue prestazioni e reperendo i dati da WhoScored, andremo a capire come incide nelle partite, prendendo in esame Champions League e Bundesliga. In Europa Hakimi ha stupito tutti, segnando tantissimo, con ben 4 gol in 8 partite, due reti all’Inter e due allo Slavia Praga.

In Champions in media realizzava due tiri a partita, riuscendo a mettere a referto anche 1.3 passaggi chiave realizzati, 2.1 dribbling riusciti e 1.9 falli subiti. Stupisce il numero di palle perse, 1.9 a match in meda, mentre il numero di passaggi realizzati a partita nella coppa dalle grandi orecchie è di 56.4, con una percentuale di riuscita del 84.9 % e con 1.1 cross realizzati e un lancio lungo a partita. Passando al lato difensivo, i contrasti a partita sono 2.5, con 0.9 intercettazioni di passaggi e 0.4 fuorigioco provocati a partite e dribbling subiti.

Le sue spazzate sono 1.1, mentre i falli commessi anche loro 1.1. Vedendo i dati in Champions di Hakimi si capisce come sia un giocatore votato prevalentemente all’attacco, sicuramente più propenso a fare l’esterno di centrocampo o l’ala d’attacco che il terzino difensivo.

Altro tributo da parte del canale ufficiale della Bundesliga per il talento marocchino

Passando alla Bundesliga, invece, i dati cambiano leggermente ma fanno comunque capire come Hakimi sia un giocatore decisamente offensivo e perchè abbia scelto il progetto dell’Inter e di Antonio Conte che sembra cucito su misura per lui. In campionato il marocchino ha segnato 5 reti e realizzato 10 assist in 29 partite, di cui 25 da titolare e 4 da subentrante, raccogliendo 5 cartellini gialli. Per quanto concerne la fase difensiva ha realizzato in media 1.8 contrasti a partita, con 0.9 passaggi intercettati e solo 0.7 falli commessi.

I fuorigioco provocati sono stati 0.1, mentre le spazzate 0.6 a partita, con 1.1 dribbling subiti a match. In fase offensiva ha messo a referto 1.2 tiri a partita, realizzando 1.1 passaggi chiave e ben 2.2 dribbling a match. I falli subiti sono 1.5, mentre i contrasti subiti e le palle perse rispettivamente 1.3 e 1.8 a incontro. Infine, in Bundesliga, Hakimi a partita realizza ben 62.8 passaggi a partita con una percentuale di riuscita del 84.9%, mettendo a referto 0.6 cross a match e 2 passaggi lunghi. Analizzando questi ultimi dati, riferiti alla Bundesliga, si nota uno stile di gioco simile nel campionato tedesco alla Champions League, dove però bisogna considerare che nella Bundes i dati sono estrapolati in media su 29 partite, non 8 come la Champions League, quindi vedere dati simili fa capire come Hakimi prediliga ancora di più forse la fase offensiva che quella difensiva e di come possa particolarmente soffrire se viene aggredito alto e non venga supportato a dovere quando attua le sue scorribande in fase offensiva. Antonio Conte ha puntato, probabilmente proprio su questo, assicurandogli un ruolo molto offensivo, con l’esterno di sinistra che probabilmente rimarrà bloccato più dietro nelle azioni offensive, in modo da svincolarlo da compiti a lui non perfettamente congeniali e per fargli esprimere al massimo il suo potenziale.

Per concludere, avrete capito già da voi quello che potrà dare all’Inter di Antonio Conte: tanta qualità sugli esterni, come non se ne vedeva (con i dovuti paragoni) dai tempi di Maicon sulla fascia destra nerazzurra. Un giocatore forte, promettente e che può crescere ancora molto. In sintesi, un acquisto che fa capire come l’Inter, ed il calcio italiano, stiano finalmente tornando alla ribalta.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.

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