Cosa manca al Milan di Giampaolo per poter ambire al quarto posto?

Fonte: EuroSport

Dall’apertura del mercato estivo, la rinnovata dirigenza del Milan, adesso composta da Gazidis, Boban, Maldini e Massara ha piazzato ben cinque colpi per una spesa totale di 85 milioni (30 per Leao, 20 per Theo Hernandez, 16 per Bennacer, 11 per Duarte, 8 per Krunic). L’unica cessione, invece, è stata quella di Patrick Cutrone, andato per 18 milioni al Wolverhampton.

Foto: LaPresse – Spada, 15 Luglio 2019 – Centro Sportivo Milanello, Varese (Italia)

Il Milan, comunque, ha avuto più uscite rispetto le semplici cessioni. Hanno lasciato definitivamente la maglia rossonera per mancato rinnovo del contratto Zapata, Mauri, Bertolacci, Montolivo ed Abate.

Un nuovo Milan

Con l’arrivo di Marco Giampaolo, inoltre, sembrerebbe esser cambiato il modulo con cui – da un paio di anni – il Diavolo scendeva in campo. Da 4-3-3 a 4-3-1-2 per una totale rivoluzione dal centrocampo in sù: al posto degli esterni subentrano il trequartista e la seconda punta.

Ma cosa manca ai rossoneri per poter concorrere al quarto posto, lo stesso che ai gladiatori di Gattuso sfuggì per un solo (dannato) punto? In porta non sembrerebbe esservi problema alcuno, vista la sicurezza che il duo Donnarumma – Reina è capace di garantire. Tuttavia, recentemente, la Gazzetta dello Sport abbia ridato adito alle voci su un possibile addio dell’estremo difensore classe ’99 (destinazione PSG). Nonostante ciò, appare difficile al momento che il giovane portiere di Castellamare di Stabia possa lasciare Milano.

Per quanto riguarda gli altri reparti al Milan serve un difensore centrale, almeno un centrocampista ed una seconda punta al livello di Piatek. Proseguiamo con ordine.

La difesa del Milan

Musacchio è certamente un valido giocatore, ma in un Milan che vuole ambire al ritorno in Champions League, l’ex Villareal deve essere una riserva di lusso e non un titolare inamovibile. Con Caldara ancora da valutare, vista la sua totale assenza di prestazioni in rossonero, a causa dei ripetuti infortuni, Romagnoli resta l’unico baluardo difensivo di alto livello. E considerando che Duarte andrebbe, in teoria, ad occupare lo slot lasciato vuoto da Zapata, Boban e Maldini dovrebbero provare ad acquistare un altro centrale, possibilmente d’esperienza. Un nome potrebbe essere quello di Lovren (Liverpool), ma attualmente si tratta di una semplice idea.

Sulla fascia, invece, il Diavolo sembra essere abbastanza coperto, avendo a destra Conti e Calabria e a sinistra Hernandez e Rodriguez. Anzi, proprio a sinistra sembrerebbero esservi degli esuberi. Stiamo parlando di Laxalt e Strinic. E se il primo potrebbe restare, vista la sua adattabilità a centrocampista, il secondo potrebbe presto partire. Il croato – secondo quanto riporta TuttoSport – potrebbe finire alla SPAL, che per 4 mesi dovrà fare a meno di Fares.

Il centrocampo del Milan

A centrocampo, invece, bisogna analizzare l’ipotetica turnazione dei vari giocatori attualmente presenti in rosa per poter capire perchè serva effettivamente un altro centrocampista a Giampaolo. Il ruolo di regista dovrebbe esser affidato ad uno tra Bennacer, Biglia e – in ultima istanza, in base a quanto sperimentato nelle ultime amichevoli – a Calhanoglu. Bonaventura, Paqueta, Kessie e gli stessi Bennacer e Calhanoglu saranno i nomi papabili per i due posti da mezz’ala.

Il trequartista, infine, dovrebbe essere Suso, ma non è da escludere che questo ruolo venga affidato a Paqueta o Calhanoglu. Il turco ex Bayer Leverkusen è il centrocampista più duttile della rosa del Milan.

calhanoglu
Hakan Calhanoglu

Fatta questa breve premessa ed ipotizzando una cessione di Biglia ovvero considerando una sua permanenza in rosa e dunque contemplando la sua fragilità fisica, la cabina di regia risulta essere scoperta. L’ideale sarebbe stato trattenere Bakayoko, ma al momento risulta improbabile un suo ritorno in rossonero. Appare così necessario l’acquisto di almeno un altro centrocampista, possibilmente regista.

Un compagno per Piatek

Resta da definire il reparto offensivo. Uno dei due titolari è certamente Krzystof Piatek, ma l’altro? A disposizione di Giampaolo in attacco vi sono Andre Silva, Castillejo e Leao (oltre Borini, che tuttavia può essere impiegato praticamente sia come centrocampista che come terzino). Al Milan serve, sostanzialmente, qualcuno da affiancare al numero 9 polacco, già impegnato a spezzare la maledizione della maglia che indossa.

Il profilo ideale – per la dirigenza del Diavolo – sembrerebbe essere quello di Angel Correa, attaccante dell’Atletico Madrid. La trattativa con i Colchoneros, in fase di stallo da tempo, sembrerebbe essersi da poco sbloccato. Con la cessione dell’argentino, gli spagnoli otterrebbero la provvista ideale per acquistare Rodrigo dal Valencia, che a sua volta ripiegherebbe su Andre Silva, eliminando eventuali esuberi in attacco per i rossoneri. Questo almeno è quanto prospettato dalla Gazzetta dello Sport.

Correa in 188 presenze (di cui 92 da titolare) con la maglia dell’Atletico si è distinto per essere un ottimo assist man. Dal dribbling secco e velenoso, ha un solo difetto: il rapporto con il goal. Passando da esterno nel 4-4-2 del Cholo a seconda punta nel 4-3-1-2 – e avvicinandosi quindi alla porta – potrebbe comunque migliorare il suo score realizzativo.

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"La maniera di andare a caccia è di poter cacciare tutta la vita, fino a che c’è questo o quell’animale [...] e quella di scrivere è sin che tu riesci a vivere e vi siano lapis e penna e carta e inchiostro o qualsiasi altro strumento per farlo, e qualcosa di cui ti importi scrivere, e tu senta che sarebbe stupido, che è stupido fare in qualsiasi altro modo" - Ernest Hemingway, Verdi colline d'Africa, 1935.

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