Massimiliano Allegri è tornato alla Juventus e ormai questo non è più una novità. L’allenatore livornese è stato ufficializzato oltre due mesi fa ma per diverso tempo non si era mai esposto pubblicamente. Martedì Allegri è tornato a parlare con la classica conferenza stampa e sono diversi gli spunti interessanti usciti dalle dichiarazioni del tecnico. Come sempre Allegri non è mai banale e preferisce lasciare da parte la retorica per far spazio al concreto, e questo è un assist importante per capire come potrà essere la nuova Juventus e soprattutto cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo ciclo bianconero di Max Allegri.

Mentalità aziendale e obiettivi da raggiungere

Allegri per certi versi ragiona più da uomo d’azienda che da allenatore di calcio. Lui stesso si è dichiarato aziendalista durante la conferenza stampa, sappiamo bene che è questa la mentalità dell’allenatore e conosciamo il suo modo di vivere il calcio. Per chi chiede il bel gioco, la risposta è che ci sono risultati da raggiungere nel breve e medio periodo, bisogna programmare in tempo le prossime stagioni e per far bene tutto questo ci sono altri fattori più importanti dello spettacolo in campo. Il presidente Agnelli, che ha parlato prima di Allegri, ha spiegato che l’ambiente juventino si aspetta di arrivare a marzo in corsa per tutti gli obiettivi. Campionato, Coppa Italia e soprattutto Champions League.

Allegri si sofferma anche sui giocatori, rimanendo coerente con il suo pensiero e quindi parla sempre in modo concreto e non si dilunga in schemi e tattiche perché sa che è troppo presto. Allegri stesso ricorda infatti di non aver ancora tutta la rosa a disposizione, alcuni giocatori devono ancora rientrare dopo l’Europeo e Copa America e altri sono tornati di recente. Ciò che ci tiene a ricordare è che ogni giocatore ha caratteristiche diverse dall’altro, sottintendendo che il modo di giocare dipenderà dai calciatori in campo e il tecnico dovrà essere capace di mettere nelle migliori condizioni i giocatori per rendere al massimo delle proprie potenzialità.

Gestione energie e ostacolo Covid

Allegri non ha mai allenato durante il periodo Covid e per uno che mette tra le priorità la gestione delle energie e l’equilibrio generale della squadra sarà importante adattarsi subito ai nuovi ritmi dettati dalla pandemia. Come ricorda Allegri, i giocatori nell’ultimo anno hanno goduto di poco riposo, tra una stagione che finisce e riparte dopo un mese, tra l’Europeo di quest’anno gestire le energie dei giocatori non sarà facile. Inoltre, come detto dal tecnico ancora la squadra non è al completo e non ci sarà molto tempo per preparare la prossima stagione dato che tra circa tre settimane riparte la Serie A. Quindi alla prima partita del nuovo campionato, che la Juventus giocherà domenica 22 agosto contro l’Udinese, è assai probabile che Allegri si affiderà ai giocatori che conosce meglio e che gli offrono più garanzie. Non c’è tempo, né probabilmente è un desiderio di Allegri, di sperimentare particolari moduli o schemi. Per trovare la squadra giusta ci sarà il tempo successivamente. Prime due gare di campionato poi altra sosta nazionali, poi il solito periodo dove si gioca 3 volte a settimana con l’inizio dei gironi di Champions e poi la sosta di ottobre. E’ fondamentale quindi far forza sulle certezze e su chi dimostra di esser nella condizione fisica migliore.

Ruoli e gerarchie da rispettare

Come succede nelle altre aziende, anche una squadra di calcio possiede ruoli precisi e gerarchie da rispettare. Negli ultimi due anni questo è mancato e sembrava che i calciatori contassero più dell’allenatore in termini di decisioni e potere. Allegri ha messo le cose in chiaro, facendo capire che nessun giocatore deve sostituirsi all’allenatore. Ha fatto discutere e allo stesso tempo sorridere la dichiarazione di Allegri su Bonucci quando si parla di fascia da capitano. La fascia andrà a chi ha più presenze in bianconero, Chiellini è il primo (in attesa della firma del nuovo contratto che dovrebbe arrivare a breve), Dybala il secondo e Allegri spiega che Bonucci, essendo partito 4 anni fa, deve recuperare (e lo sta facendo) per cui le presenze maturate prima della partenza al Milan sono praticamente “azzerate”.

Le domande su Ronaldo non potevano non mancare, Allegri gli da più responsabilità e anche sul portoghese si sofferma sulla gestione nel corso della stagione. Non l’ha detto esplicitamente, ma non sorprende se Ronaldo riposasse più volte in campionato per presentarsi in gran forma per le partite di Champions. Le alternative nel reparto offensivo sono tante e di qualità, è importante avere tutti al top nei momenti più importanti e quindi anche lo stesso Ronaldo potrà saltare qualche partita in più in campionato rispetto alle altre tre stagioni dove comunque una volta ogni tanto godeva di un turno di riposo.

E sulle punizioni? Allegri risponde di avere due calcianti, uno col destro (Ronaldo appunto) e uno col sinistro (Dybala) e il tiratore dipenderà dalla posizione. Con una nota da aggiungere. Se arriverà un altro calciante destro le gerarchie potrebbero cambiare. Il pensiero va a Pjanic, che gradirebbe un ritorno alla Juve e la stessa società bianconera sta pensando ad un suo ritorno.

Rabiot e McKennie da 10 gol a testa

Parlando dei giocatori che non ha mai allenato, Allegri cita subito Rabiot. Il discorso che fa sul centrocampista francese è molto simile a quello riservato a McKennie. Due giocatori che per caratteristiche dovrebbero fare 10 gol a campionato. Al contrario, un giocatore come Bentancur non ha i gol nelle gambe e per caratteristiche gli si dovrà chiedere altri compiti. Questa probabilmente è una risposta a chi si ostina a ribadire che Bentancur per migliorare deve segnare qualche gol in più. Sono altri i centrocampisti che devono portare gol (tra cui appunto Rabiot e McKennie), Bentancur tornerà utile in altri ruoli (non davanti alla difesa, riprendendo un discorso fatto da Allegri a fine marzo durante la partecipazione a Sky Calcio Club in qualità di ospite).

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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