Conte vs Spalletti all’Inter: chi è il migliore?

Il 31 maggio 2019 viene ufficializzato Antonio Conte come nuovo allenatore dell’Inter in sostituzione di Luciano Spalletti che saluta dopo la seconda Champions presa per i capelli.

Poco più di un anno dopo, precisamente al triplice fischio di Napoli-Inter che ha sancito l’ingresso degli azzurri nella finalissima di Coppa Italia. Tra i tifosi ci si interroga chi, fondamentalmente, sia meglio tra il tecnico leccese e il tecnico di Certaldo.

Dopo il triplice fischio della semifinale di Coppa Italia c’è stato un accanimento mediatico, secondo i sostenitori del tecnico sui social, nei confronti di Antonio Conte e si è parlato di fallimento della stagione. E’ giusto tutto ciò? Proviamo a vederlo insieme.

Il cammino di Spalletti e Conte all’Inter

Da un punto di vista di partecipazione Champions, Conte e Spalletti hanno fatto praticamente lo stesso percorso. Entrambi eliminati nell’ultima partita del girone che ha sancito anche il passaggio in Europa League. Qui ambedue hanno superato i 16esimi rispettivamente contro il Rapid Vienna e il Ludogorets mentre per quanto riguarda gli ottavi il giudizio rimane in sospeso per due ragioni principali. La prima, ovvia, è che l’Inter 2019/2020 deve ancora finire la competizione. La seconda viene segnata dall’eliminazione dell’Inter spallettiana ma in una condizione tragicomica nel bel mezzo del caos dello spogliatoio generato dalla vicenda Icardi, con il suo apporto forse si sarebbe potuto far meglio nel doppio confronto con l’Eintracht.

I campionati raccontano di obiettivi centrati da parte di Spalletti. Nelle ultime due stagioni l’Inter, grazie al tecnico di Certaldo, è tornata a respirare aria di Champions. Ci è arrivata un po’alla sua maniera ovvero per il rotto della cuffia. In Europa League fino al 70′ dell’ultima gara del 2017/2018 si è ritrovata in Champions con il gol di Vecino al minuto 82 di un Lazio Inter diventato storia. Se il gol dell’ 1-1, firmato Traoré, al 65′ di Inter Empoli della giornata numero 38 della stagione scorsa sembrava spianare la strada Champions al Milan, ci è voluto Nainggolan per riportare il biglietto per l’urna di Nyon da quest’altra parte del Naviglio.

Conte, ad ora, è perfettamente in linea con l’obiettivo. Se non consideriamo l’Inter una concorrente per lo scudetto, anche se i nerazzurri matematicamente sono in corsa. Probabilmente ha generato troppa acquolina in bocca con la partenza a razzo delle prime giornate, ma di fatto, l’Inter non è ancora pronta per lottare per lo scudetto e vedremo cosa potrà dare in questo finale di stagione ma sembra difficile pensare che possa perdere il treno Champions viste, anche, le difficoltà della Roma quinta e visto il calendario. Secondo me, in questo finale di stagione, l’Inter guarderà avanti più che indietro.

Bilanci e budget dell’Inter di Conte e Spalletti

E’ vero che Conte prende 12 milioni all’anno mentre Spalletti ne prendeva circa la metà. Però la scelta Antonio Conte è stata una scelta programmata, volta a costruire nel tempo una squadra solida senza lasciarsi influenzare da ciò che fece alla Juventus e sicuramente, rispetto a Spalletti, il tecnico leccese è persona più adatta a questo potenziale compito. Anche a livello di budget messo a disposizione della società parliamo di cifre totalmente distanti tra loro.

Alla domanda cosa deve fare Conte per essere superiore a Spalletti rispondo concentrandomi su due punti, a livello di risultati.

  1. Il Campionato: manifestare una crescita in questo finale garantirebbe all’Inter il consolidamento della zona Champions e, perché no, anche una chance di giocarsi fino in fondo le sue carte per lo scudetto. Basta ricordare che in caso di vittoria contro la Sampdoria sarebbero solo 6 le lunghezze dalla Juventus capolista.
  2. L’Europa League: il format final eight aiuta a sognare l’Europa League. Nel complesso l’Inter, con un Eriksen in più nel motore, non ha nulla da invidiare alle altre pretendenti alla vittoria finale. Già arrivarsi a giocare una finale, 9 anni dopo l’ultima, sarebbe un processo di crescita da tenere in considerazione. Vincerla sarebbe mettere la ciliegina e un pilastro importante verso il futuro perché vincere aiuta a vincere.

Con un Lukaku in forma tanto voluto da Conte l’obiettivo può essere possibile, mentre quel Nainggolan tanto voluto da Spalletti ha, in pratica, steccato nella sua esperienza in nerazzurro.

Io credo che bisogna essere ponderati nelle scelte e nelle disamine. E’ vero che il calcio dipende dai risultati, ma è anche vero che l’Inter, a Napoli, dopo 3 mesi d’inattività non ha per niente sfigurato, anzi, per larghi tratti ha dominato pagando l’unico vero errore della sua serata.

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