Dopo l’esperimento più volte fallito del 3-4-1-2, Antonio Conte ritorna alle origini: 3-5-2 di vero stampo contiano e l’Inter vince 3-0 contro il Sassuolo. Match senza storie fin dai primissimi minuti, merito del doppio vantaggio acquisito già al 14′. Grinta, compattezza e cinismo che mancavano dall’estate scorsa, dalla cavalcata fino alla finale di Europa League.
Sarà stato forse un problema tattico più che mentale quello che ha afflitto l’Inter finora in campionato e in Champions League?

Vittoria tattica più che tecnica

Ha stupito tutti Antonio Conte con la formazione scesa in campo sabato pomeriggio a Sassuolo: fuori Hakimi e Lukaku, 3-5-2 classico con Vidal partito regista ma che spesso cambiava posizione con Barella; la novità Darmian sulla destra, mentre in avanti c’era il duo Sanchez-Lautaro. In difesa c’erano i tre titolari: Skriniar, De Vrij e Bastoni.
Di fronte c’era quel Sassuolo imbattuto prima della partita, che tanto bene stava facendo, come certificato dall’attuale 2° posto in campionato.
Con il 3-5-2 Conte ha dato un’impronta chiara a quelle che erano i piani tattici della sfida. Su tutti il pressing costante verso i difensori emiliani, tutti e tre più Consigli, autentici costruttori della manovra della squadra. Proprio da qui è nata la rete dell’1-0, dal disimpegno sbagliato di Chiriches causato dalla pressione di Sanchez, il quale poi avrebbe convertito in rete.

Con l’arretramento di Barella nei tre di centrocampo, i tre difensori hanno avuto ben più supporto in fase di non possesso. La squadra riusciva a difendersi con una linea a cinque pressoché perfetta, ideale per contrastare le folate offensive di Boga e Berardi sulle fasce. Proprio l’ivoriano, di solito spina nel fianco per le difese, è stato arginato alla grande dalla coppia Darmian-Skriniar, tra i migliori in campo del match. Inoltre, la presenza di un regista ha permesso di non concedere spazio a Djuricic, trequartista neroverde. L’ex Benfica è un maestro nel muoversi tra le linee e nella ricerca della profondità, qualità non espresse a causa della gran copertura nelle vie centrali. Infine, avere il duo d’attacco esule dal trequartista garantisce il binomio costituito da un rifinitore, Sanchez, e una boa che attacca la profondità, in questo caso Lautaro. Di tal maniera, aumenta vertiginosamente la pericolosità nelle ripartenze.

Conte rinnega l’offensivo 3-4-1-2

E’ da dire che da inizio stagione abbiamo assistito ad un nuovo Antonio Conte, frutto di una disposizione in campo più offensiva del solito. Come ammesso da lui stesso, l’Inter ha giocato più volte con due autentiche ali in campo, ovvero Hakimi a destra e Perisic a sinistra, più il trequartista e le due punte. Il risultato è stato però deludente e basta vedere i numeri: se da un lato i nerazzurri sono il miglior attacco della Serie A con 23 reti, preoccupano le 13 reti subite, dopo che l’anno scorso l’Inter ha fatto della solidità difensiva la propria forza. Come visto più volte, manca equilibrio in mezzo al campo con soli due uomini in mediana e scarsi raddoppi sulle fasce. Andando a ritroso, sono molti i gol subiti a causa di innaturali situazioni di disequilibrio in fase difensiva. Perfetto l’esempio della prima giornata contro la Fiorentina: sia sul primo, sia sul secondo gol ci sono autostrade per la viola causate da buchi lasciati da mezzali e quinti, con situazioni di 3 vs 3 tra attacco e difesa.

Offre ancor più chiarezza il derby perso contro il Milan, con i rossoneri che hanno viaggiato sulle verticalizzazioni negli spazi sempre lasciati dall’Inter. In occasione del rigore Ibrahimovic si ritrova solo contro Handanovic con Kolarov che banalmente lo affossa in area. Colpa della difesa alta e larga? O del mal posizionamento dei due di centrocampo? Entrambe le cose, fatto sta che l’Inter fu recidiva. Tre minuti dopo altra situazione, stesso epilogo. Calhanoglu dal cerchio di centrocampo verticalizza verso Leao sulla fascia che si ritrova da solo a puntare D’Ambrosio. Dall’altro lato, Ibrahimovic viaggia da solo con De Vrij che sbaglia l’uscita, Kolarov la marcatura e Perisic è dato per disperso. Siamo certi che, come noi, anche Conte ricorda benissimo tali disattenzioni, frutto più che altro di disordine tattico, di posizioni sballate e raddoppi non effettuati. Certo, è ovvio che più uomini attaccano, più c’è possibilità di segnare, e i numeri danno ragione a Conte in ciò. Ma al contempo, meno si difende, più si subisce. Sono cose banali, eppur basilari.

Se in campionato l’Inter è seconda, nonostante un inizio altalenante, in Champions League i nerazzurri sono a un passo dall’eliminazione. Domani si va in Germania in casa del Borussia Moenchengladbach, sfida da vincere ad ogni costo per sperare nel miracolo. I tedeschi giocheranno con il classico 4-2-3-1 con chiara impronta offensiva, sebbene potrebbe star bene loro anche il pareggio vista la classifica. L’Inter dovrebbe confermare il 3-5-2 con il ritorno di Lukaku avanti e la conferma di Darmian a destra. Si rivede Sensi a centrocampo, vista la squalifica di Vidal. L’ex Sassuolo ha chiaramente caratteristiche diverse rispetto al cileno, dunque cambierà il modo di giocare dei tre centrocampisti, vista la maggior qualità in campo.

Resta dunque da valutare se quello di Sassuolo sia stato solo un episodio sporadico, oppure se l’Inter di Antonio Conte sia davvero tornata ai livelli del finale della scorsa stagione. Il ‘Gladbach sarà il vero crash test della squadra nerazzurra, dove si misurerà il valore tecnico e mentale dell’Inter, visto che è permessa una sola parola per continuare a sperare: vincere.

CONDIVIDI
Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008