1° Settembre: senza sbilanciarsi troppo, può essere tranquillamente definito “il giorno più brutto dell’anno”. Perché? E’ il giorno in cui virtualmente si chiude l’estate, finisce tutto il relax derivante da quest’ultima e inizia un nuovo anno lavorativo, o studio nel caso. Anche per noi calciofili il 1° settembre è un giorno terribile: è il primo giorno senza calciomercato estivo, quell’amico che ci ha tenuto compagnia nei due mesi e mezzo senza calcio giocato.
E’ stato il mercato delle spese folli, dello strapotere del Milan, dei certificati medici, delle cessioni brillanti di Lotito, dei sogni dell’Inter e chi più ne ha più ne metta.
Noi di Novantesimo abbiamo voluto “dare i numeri”, votando e giudicando il mercato delle sette big della nostra amata Serie A: Juventus, Napoli, Roma, Milan, Inter, Lazio e Fiorentina.

JUVENTUS 6.5 – Iniziamo dai campioni d’Italia, i quali riescono a portare la sufficienza piena, senza però convincere appieno. Gli arrivi di Bernardeschi e di Douglas Costa possono far allontanare ulteriormente i bianconeri dalle inseguitrici, questo è vero, ma le partenze di due grandi personalità quali Bonucci e Dani Alves, forse non sostituiti a dovere, alla lunga possono pesare. Matuidi sarà un rinforzo importante, ma forse serviva altro al centrocampo, inoltre non sarebbe dovuto essere l’unico rinforzo in mediana, poiché, al contrario di Allegri, non ci fidiamo troppo del giovane Bentancur, non da subito, e le solite non perfette condizioni di Marchisio e Khedira preoccupano e non poco i tifosi bianconeri. Deleterio l’ingaggio di De Sciglio, troppi i 12 milioni spesi per lui. Intelligente l’operazione Szczesny, Buffon può dormire sonni tranquilli, così come l’arrivo di Howedes, il miglior acquisto in rapporto qualità-prezzo dei bianconeri. Nota finale sul terzino destro, ruolo totalmente ignorato dagli operatori di mercato bianconeri, a cui verrà posto rimedio riciclando il neo-arrivato Howedes.

NAPOLI 6 – Il mercato degli azzurri si è aperto con i preziosi, vitali, essenziali rinnovi di Mertens e Insigne, segno che la società punta in alto e ha voglia di compiere il passo decisivo per diventare una grande in via definitiva. Successivamente, troviamo l’arrivo di Ounas, ottimo talento, ma riuscirà a crescere alle spalle di Callejon? Passato lo sdegno per lo scippo del Torino per Berenguer, viene ufficializzato Mario Rui, ovvero colui che a Roma sarebbe stata la riserva della riserva del titolare Kolarov. Calma piatta fino a fine agosto, con nel mezzo la grande attesa per il playoff di Champions League per il possibile regalo di De Laurentiis mai recapitato ai tifosi azzurri. Poi? Tre importanti cessioni in pochi giorni, via Pavoletti, Zapata e Strinic e dentro 34 milioni complessivi. Davvero niente male. Infine, troviamo il colpo finale Inglese per 12 milioni totali, il quale resterà al Chievo un’altra stagione. Che sia il preambolo di un’importante cessione in avanti l’anno prossimo?

ROMA 6.5 – Anche la nuova Roma targata Di Francesco-Monchi merita la sufficienza, frutto di molte operazioni messe a segno in entrata, ma anche di tante completate in uscite. Dopo le importanti cessioni di RudigerParedes e Salah, con i tanti milioncini incassati, i giallorossi si sono scatenati: sistemate le fasce basse con il duo Karsdorp-Kolarov, in attesa dei rientri di Florenzi ed Emerson Palmieri, hanno portato a casa un difensore rude e fisico come Moreno, sebbene si potesse sostituire meglio il partente Rudiger; riportare a casa Pellegrini è stato forse il miglior colpo del mercato, dato il suo eclettismo e il suo immenso potenziale; Under ispira fiducia per il futuro, ma si spera non si riveli un Gerson-bis; Defrel discreto giocatore che già conosce e bene i dettami del tecnico Di Francesco, mentre Gonalons di tanto in tanto può dare il cambio a De Rossi in mediana. E’ però il colpo finale a prendersi la scena, ovvero l’arrivo di Patrik Schick, l’operazione più costosa della storia della Roma: passi il talento di dimensioni mastodontiche del ceco, qualità davvero indiscutibili, ma era davvero ciò che serviva o è solo un colpo ad effetto fatto per reperire al mancato arrivo di Mahrez? O si cambia modulo, o c’è da dire e ridire che l’importante vuoto lasciato da Salah in quel di Roma non è mai stato colmato…

MILAN 9 – Un dominio, uno strapotere ostentato dai rossoneri in lungo e in largo con più di 230 milioni spesi e ben undici calciatori arrivati, con i 20 milioni arrivati dalla cessione di Niang al Torino come ciliegina finale. Si inizia con Musacchio, difensore argentino che bene ha fatto al Villarreal, buona tecnica di base e discreta personalità, per proseguire con Rodriguez, terzino dal piede fatato, e Kessié, carrarmato che può essere definito un centrocampista completo già a quasi 21 anni; e ancora Borini, buona riserva, non sicuramente un titolare, Andrè Silva, ottimo in prospettiva, forse non ancora pronto, e Conti, difensore goleador dai 7 gol contro l’Atalanta ma da rivedere nella linea difensiva a quattro; Calhanoglu darà qualità tra le linee e tanto spettacolo sui calci piazzati, mentre Biglia, per quanto reggerà con i suoi muscoli cristallini, darà ordine e pulizia alla mediana. In attacco infine troviamo Kalinic, attaccante perfettamente funzionale al gioco di qualità di Montella. Chiudiamo con Bonucci, il colpo che non ti aspetti, l’ “acquisto dell’anno”: l’arrivo dell’ex bianconero dà leadership e sicurezza ad una squadra fragile e vacua di personalità negli scorsi anni. Nettamente il miglior colpo da diversi anni a questa parte. Dimentichiamo qualcuno? Ah sì, Antonio Donnarumma

spallettiINTER 6.5 – Per i tifosi dell’Inter è stata l’estate delle illusioni, partito con i sogni Di Maria, Vidal e Nainggolan, e chiusosi con le realtà Karamoh, Vecino o Skriniar. Ragionandoci su, la compagine meneghina ha effettuato un mercato improntato sulle idee e non sullo “spettacolo”, si è ritenuto più importante ingaggiare giocatori adatti e funzionali al progetto tecnico, che ingaggiare fenomeni da circo che poi non riescono a impattare e finiscono per partire dopo solo una stagione. Partiamo con logica calma: s’inizia con l’operazione Skriniar, affare dalla doppia funzione, poiché inserendo Caprari si sistema il bilancio con un’ottima plusvalenza, e ci si assicura un roccioso difensore bravo potenzialmente, ma che deve ancora crescere. Borja Valero a 5.5 milioni è un’ottima mossa, poiché fungerà da cervello della squadra e darà personalità al reparto. Vecino non varrà 24 milioni, ma è un buon giocatore e alla lunga lo dimostrerà. Per Dalbert è stato un travagliato parto, ma almeno adesso, forse, la fascia mancina arretrata è finalmente sistemata. Davvero intelligente l’operazione Cancelo-Kondogbia, ma che sfortuna l’infortunio del portoghese! L’ultimo colpo è Karamoh, un giovane di prospettiva, è un ’98, che alla fine dei giochi sostituirà numericamente Biabiany. In ogni caso, è da sottolineare più e più volte l’errore della cessione di Murillo senza l’arrivo un sostituto, poiché adesso in difesa ci sono solo Miranda, Skriniar e l’esubero Ranocchia. Davvero poco. Il colpo dell’estate nerazzurra? Luciano Spalletti.

LAZIO 7.5 – Era da un mercato insufficiente fino al 28 agosto, ma la cessione di Keita ha stravolto ogni possibile giudizio. Vendere un calciatore, seppur di estremo talento e immense potenzialità, a 30 milioni più bonus, a 10 mesi mesi dalla scadenza del suo contratto, può solo essere definito un capolavoro. Ancora una volta Lotito ha vinto, annullando il braccio di ferro del giocatore e del suo procuratore, ottenendo quanto voluto fin dall’inizio. Altra ottima operazione la cessione di Biglia, anch’egli a 10 mesi dalla fine del contratto, ceduto al Milan a 20 milioni complessivi, nonostante i 31 anni del centrocampista. Entrambi sono stati poi sostituiti egregiamente: Nani e Pedro Neto alla lunga non faranno rimpiangere troppo l’attaccante senegalese, mentre l’esperienza di Lucas Leiva non compenserà la mancanza della qualità di Biglia, ma sicuramente il brasiliano riuscirà a dare un contributo maggiore per quanto concerne il minutaggio. Marusic un talento interessante che può far rifiatare Basta, mentre Caicedo sarà importante in ottica Europa League. Di Gennaro a zero è altrettanto una buona operazione, così come il giovanissimo Jordao. Infine, da non dimenticare l’altra uscita “capolavoro”, ovveroa cessione di Hoedt, partito al Southampton per la “modica” cifra di 17 milioni. Non si può negare che sia stata l’estate di Claudio Lotito.

FIORENTINA 6.5 –  E’ stata l’estate della rivoluzione più totale in casa Fiorentina, con la partenza di tutti i leader della squadra, da Borja Valero a Rodriguez, passando per Vecino e Kalinic, fino ad arrivare alla stella “traditrice” Bernardeschi. Un azzardo forse, anzi, molto probabile, ma forse era necessario per chiudere un ciclo e aprirne un altro, svecchiando la rosa e abbassando notevolmente il monte ingaggi, giunto a poco più di 20 milioni. Iniziamo dalla difesa: Hugo non è ancora pronto per l’Italia; Milenkovic sarà ottimo ma non nell’immediato; Bruno Gaspar è forse troppo offensivo per fare il terzino; Pezzella piace e può crescere molto; Biraghi deve ancora migliorare, ma può essere utile; Laurini è sicuramente un salto in avanti rispetto a Tomovic. In mediana Veretout darà una mano a Badelj, mentre Benassi può essere utile un po’ ovunque, ma preferibilmente non sulla fascia. Eysseric alla lunga può far meglio di Ilicic, ha buoni piedi, oltre a una buona tecnica di base. Simeone vero colpaccio del mercato, non farà rimpiangere Kalinic, sebbene siano totalmente differenti, ma sarà coadiuvato da Thereau nel suddetto arduo compito, il quale garantirà esperienza al reparto. Si chiude con le scommesse Gil Dias e Zekhnini, con il primo che già si è messo in mostra, mentre c’è da attendere per il secondo.
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Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.