Al termine del campionato mancano 8 giornate. Ah no, 9. Anzi 10. Se vi siete appena sentiti confusi, è normale. E’ la reazione di ognuno di noi che tenta di guardare la classifica di Serie A e trovarci un senso, tra squadre che hanno già giocato 30 partite, altre 29, chi addirittura 28. Il motivo della disparità tra le partite giocate, e quindi rimanenti alla fine del campionato, risale alla famosa giornata rinviata (in parte) ad inizio 2022, oltre all’ultima del 2021, quando Udinese-Salernitana venne rinviata a causa dei troppi positivi al Covid della Salernitana. Stesso problema che ha impedito, secondo il discusso e contorto protocollo calcistico anti-Covid, agli stessi campani di giocare la partita successiva, quindi la prima dell’anno solare, contro il Venezia. I troppi giocatori contagiati sono stati la causa del rinvio delle altre partite che ancora oggi, a quasi tre mesi di distanza, attendono la data del recupero. Le partite sono, oltre alle già citate Udinese-Salernitana e Salernitana-Venezia, Bologna-Inter, Fiorentina-Udinese e Atalanta-Torino.

Juventus-Napoli non ha insegnato, situazione inaccettabile

La domanda che qualsiasi persona interessata al calcio si pone è abbastanza scontata, e riguarda la data o le date dei recuperi di Serie A. Una domanda legittima, specie se si considera che tra due mesi esatti il campionato sarà già finito. L’ultima giornata è prevista per il weekend del 21 e 22 maggio, ma se dopo quasi tre mesi la situazione è praticamente la stessa di inizio gennaio qualcuno dovrebbe iniziare a farsi delle domande e soprattutto darsi (e dare) delle risposte. E’ inaccettabile, sia per le squadre coinvolte ma anche per le altre, non sapere ancora quando potranno recuperare le partite non giocate, e tutto nasce da una pessima organizzazione e gestione del protocollo e norme anti-Covid. Un protocollo che già anno scorso ha mostrato enormi debolezze, si ricorda il caso Juventus-Napoli, ma si vede che le incongruenze e le contraddizioni non hanno insegnato niente a chi di dovere.

I problemi sono emersi tra fine dicembre e inizio gennaio, problemi che pure un bambino poteva prevedere, ma evidentemente non sono stati ritenuti risolvibili. Da questa gestione a dir poco fallimentare di protocolli e norme, si è arrivati a vedere squadre che hanno dovuto farsi chilometri e chilometri per andare in trasferta pur sapendo di non giocare. Per la solita formalità all’italiana l’Inter è andata a Bologna con la consapevolezza di non giocare, per esempio. L’Atalanta, anche se giocava in casa, ha dovuto attendere l’arrivo del Torino che, casualmente, non si è presentato a Bergamo.

Obiettivi e motivazioni, non è un campionato regolare

Ci fermiamo qui con gli esempi, che purtroppo valgono per tutte le squadre. Ora prendiamo la classifica di Serie A. Il Milan è primo, con un vantaggio di tre punti sul Napoli e sei sull’Inter. A prima vista, uno potrebbe insinuare che i rossoneri dispongano di un buon vantaggio sui rivali concittadini. Poi si va a vedere la voce delle partite giocate. L’Inter ha una partita in meno del Milan, vincendo andrebbe potenzialmente alla pari del Napoli. Discorso Champions, la Juventus quarta in classifica gode di un vantaggio sull’Atalanta di 8 punti. Tanti, si potrebbe pensare. Ma battendo il Torino la squadra di Gasperini accorcerebbe e andrebbe a meno 5. E’ già diverso. Questione salvezza. La Salernitana deve giocare nei recuperi contro Udinese e Venezia. Sulla carta due partite fondamentali per i campani, perché vincendo ruberebbe punti a dirette concorrenti. Anche per lo stesso Venezia, che al momento è in zona retrocessione, vincendo si porterebbe alla pari del Cagliari, al momento salvo. Per preparare bene una partita, specie verso fine campionato, un ruolo chiave lo riveste proprio la classifica. Giocare sapendo di essere inseguiti o giocare sapendo di dover inseguire cambia tanto nell’aspetto mentale delle squadre. E la classifica attuale mostra diverse squadre in una posizione di classifica che invece potrebbe essere diversa con i recuperi già disputati. La Fiorentina, altra squadra che deve recuperare, è a meno 4 punti dalla Roma sesta. Vincendo contro l’Udinese andrebbe ad una sola lunghezza dai giallorossi e scavalcherebbe la Lazio.

Altra questione che rischia di compromettere ancora di più un campionato già di per sé non regolare come dovrebbe essere riguarda gli obiettivi delle varie squadre. E, aperta e chiusa parentesi, la colpa non è delle squadre che potrebbero trarre qualche vantaggio. Ma di chi ha permesso tutto questo. Prendiamo per esempio l’Udinese. L’obiettivo dei friulani è la salvezza. Al momento i bianconeri sono a +8 dalla zona retrocessione. Una distanza abbastanza rassicurante ma che ancora non deve rilassare completamente. Mettiamo che le due partite che l’Udinese deve recuperare le giocherà quando avrà conquistato matematicamente la salvezza, ipotizzando che avverrà.

Questo discorso prende come esempio l’Udinese perché rappresenta molto bene questa situazione, non è tanto un’analisi concreta sulla stagione dei bianconeri e del valore complessivo della squadra. Se le partite contro Fiorentina e Salernitana verranno disputate con la salvezza già acquisita, è normale che l’Udinese possa scendere in campo con un atteggiamento diverso rispetto a quello che avrebbe nel caso in cui servissero punti urgenti per raggiungere il traguardo.

E’ una questione fisiologica e nessuno potrebbe mai rimproverare l’Udinese o altre squadre al suo posto. Di conseguenza, il risultato delle partita contro Fiorentina e Salernitana potrebbe non essere lo stesso che sarebbe potuto uscire se la partita fosse stata giocata mesi prima. E per cui, ipotizzando questo scenario nemmeno troppo irrealizzabile, la Fiorentina che si gioca l’Europa potrebbe avere sulla carta una partita più abbordabile. E così si ritorna al discorso di inizio paragrafo, cioè che alcune squadre, come in questo esempio la Fiorentina, potrebbero uscirne avvantaggiate a discapito di altre. Le altre, in questo contesto, sono le dirette concorrenti della squadra viola in campionato.

Mancano le date e ancora zero ipotesi

E’ vergognoso che a quasi tre mesi dal 6 gennaio ancora non si sappiano date e non ci siano nemmeno delle spiegazioni. 0 ipotesi. Solo ricorsi, controricorsi e contro-controricorsi. Come ad esempio Bologna-Inter, partita che fin qui si è disputata solo in tribunale ma tra una sentenza e l’altra, che di concreto portano poco, bisogna attendere settimane e settimane. Le altre partite invece ancora niente, segno di una politica calcistica che non funziona. Ieri dopo la figuraccia mondiale della Nazionale si è tornati sui soliti noiosi discorsi di rivoluzioni, ringiovanimento, riforme. Stessi discorsi che ogni tanto devono essere ritirati fuori. Ma se il calcio italiano non funziona come ci si auspica è anche a causa di queste gestioni fallimentari.

Addirittura il presidente della FIGC Gabriele Gravina aveva avanzato l’idea di rinviare la 30esima giornata, cioè l’ultima disputata prima della sosta, per permettere ai giocatori di prepararsi meglio per la partita contro la Macedonia. Più che valutare i pro e contro calcistici, sarebbe opportuno chiedere a Gravina quando avrebbe avuto intenzione di recuperare l’intera giornata. Probabilmente, vista la situazione che va avanti da fine dicembre/inizio gennaio, non avrebbe considerato questo problema come una priorità.

A meno di due mesi dalla fine del campionato dunque la situazione è questa. Diverse squadre devono recuperare delle partite, non si sanno ancora date, bisogna attendere un’altra sentenza e poi chissà se ce ne attendono altre. Una certezza però ce l’abbiamo. La Serie A giocherà anche nel periodo di Ferragosto. Solo una domanda: il 14 agosto si disputerà la prima giornata del prossimo campionato oppure si giocheranno i recuperi di quest’anno?

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15/10/99 Redattore di Novantesimo