Ufficio svuotato e chiavi appese alla porta: è così che Pietro Lo Monaco ha abbandonato definitivamente il suo ruolo operativo all’interno del Calcio Catania.

Una storia lunghissima quella che lega il dirigente di Torre Annunziata al sodalizio etneo e al patron Nino Pulvirenti: dall’Acireale al Catania poi l’allontanamento e l’amaro ritorno.

Infatti per descrivere l’ex ad rossoazzurro, bisognerebbe utilizzare due pesi e due misure in relazione al periodo in cui lui ha operato.

Negli anni di serie A è stato l’assoluto protagonista portando a Catania giocatori ed allenatori di primissimo livello. È riuscito a monetizzare e ad ottenere plusvalenze nella rivendita. Sono passati ai piedi dell’Etna calciatori come: Papu Gomez, Martinez, Maxi Lopez, Vargas e Pitu Barrientos ecc. e tecnici come: Cholo Simeone, Montella, Mihajlović e Gianpaolo.

Dopo la realizzazione di Torre del Grifo lascia gli etnei nella massima serie per poi ritrovarli in Serie C ad un passo dal fallimento.

Da quel ritorno però il direttore ha fatto “solo danni”, espressione celebre utilizzata da egli stesso.

Non c’è bisogno di riepilogare i vari avvenimenti accaduti in questi anni, fatto sta che il Catania è di nuovo ad un passo dal baratro e proprio per questo motivo è stato impellente il bisogno di cambiare aria.

La stagione 2019/2020 sarà sicuramente una di quelle da ricordare negli annali di questo club, non certo per clamorosi risultati sportivi, ma per le tantissime vicende extra campo accadute.

Già a settembre iniziano ad insinuarsi i primi dubbi sul futuro del Calcio Catania: i conti non tornano e qualche dichiarazione mette a luce la difficile situazione.

Inizia subito male con l’allontanamento per motivi disciplinari di Rosario Bucolo, Marco Biagianti e Giovannino Marchese. Lo Monaco disse che sarebbero stati denunciati agli organi federali ma poi non successe nulla e i tre rientrarono in squadra.

Poi l’avvicendamento fra Camplone e Lucarelli, l’addio di Argurio, le dimissioni, l’aggressione e le mille ipotesi sul futuro.

Ieri sera arriva la notizia del definitivo addio con la conseguente triplice dimissione e perdita di ruolo operativo da: amministratore delegato del Calcio Catania S.p.A e Calcio Catania Servizi e anche quella di direttore generale.

Per il direttore non è stato un quadriennio semplice.

Sono diventate celebri e virali le sue interviste che sembrano più una commedia napoletana rispetto ad una conferenza stampa.

La costante è sempre una: l’arroganza e l’incoerenza.

“Parole Parole” di Mina è il perfetto sottofondo per leggere le prossime righe.

“Porterò questa squadra in Serie A, sono tornato perché non potevo vedere questo scempio. Per me questo club è come un figlio, non potevo lasciarlo morire.”

Stagione 16/17: a Corner il direttore afferma: “arriviamo primi in classifica”, ai play off il Catania viene eliminato dalla Juve Stabia.

“La mi…..ia, solo danni” il celeberrimo attacco ai tifosi e ai giornalisti; qualche mese fa Lo Monaco si lamentò che i rossoazzurri giocassero in uno stadio vuoto senza i propri supporters; ma come non facevano solo danni?

“Il risanamento con scadenza quinquennale è stato completato in due anni”

“Andiamo come i treni; io ve l’ho detto, ci staremo un anno, due anni, tre anni ma arriveremo dove il Catania merita di stare”

Quest’anno il direttore apre la stagione dicendo: “Il Catania è tornato ed è una società: forte, stimata, rispettata e anche temuta”

“Il Catania per me è come un figlio” l’altro giorno a Sportitalia disse: “Sono qua per reggere la baracca”

Queste sono solo alcune delle più indicative parole dette dal dimissionario direttore.

Insomma, per lui è stato un fallimento totale in quanto l’unico risultato ottenuto è stato quello di far allontanare la tifoseria ed aver distrutto una squadra.

Ora la nuova dirigenza etnea dovrà rimboccarsi le maniche.

Manca in organico un direttore sportivo, ruolo scoperto da tanto ma che comunque veniva presidiato da PLM.

I rossoazzurri sono in deficit di una prima punta ma sembra che nell’ufficio vuoto del dirigente di Torre Annunziata, sia stato lasciato un foglio con scritti i nomi di attaccanti svincolati come: Piovaccari e Cacia.

Proprio per questo motivo, il distacco fra l’ex dirigente e i rossoazzurri sarà a lento rilascio. Infatti si deve ancora trovare l’accordo per la buonuscita con Pulvirenti.

Ora le ipotesi sul futuro del Catania diventano sostanzialmente tre:

  1. Con la composizione di un nuovo CdA, si potrebbe andare alla ricerca di investitori, ricordate le operazioni con la Lazio? Qualcosa in sponda romana si potrebbe muovere.
  2. Cessione alla cordata che abbiamo raccontato come sia anch’essa alla ricerca di imprenditori con denaro da investire.
  3. Fallimento se nessuna delle due ipotesi andasse in porto e se i commissari di Meridi dovessero emanare esito negativo dopo il periodo di amministrazione controllata. Il 12 maggio sarà una data da segnare con il pennarello rosso.

Lo Monaco può essere definito come un “tuttocampista”: presidente, calciatore, direttore generale, direttore sportivo, amministratore delegato, addetto stampa e allenatore. 

A lui piace creare un regime autoritario in cui il potere non è equidistribuito ma è tutto incentrato nelle sue mani. 

Un personaggio ambiguo e discusso, ma sicuramente un grande conoscitore di calcio. 

CONDIVIDI
Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008