Ciao, Davide

Mi piace pensare che, quando arrivi il nostro giorno, raggiungeremo il posto nel quale avremmo sempre voluto essere. Davide, non posso non immaginarti in un luogo luminoso, magari in un campo verde( e so che molto probabilmente tu sceglieresti quello del Franchi), mentre dall’alto proteggi la tua Francesca, la tua Vittoria, i tuoi familiari e amici, la tua squadra. Capitano sempre.

Dicono gli psicologi che(generalmente) per elaborare e superare il lutto è necessario un anno, che lentamente quelle cose che ci provocavano dolore allo stomaco fanno meno male, che andrà meglio, anche se si tratta di una ferita che mai si rimarginerà. Ci sono giorni in cui il dolore ci accompagna ed particolarmente acuto, altri in cui alziamo gli occhi al cielo e ti sentiamo vicinissimo.

“Inguaribile ottimista, innamorato della vita”, così ti descrivevano i tuoi compagni di squadra, che ti onorano settimana dopo settimana, lottando, facendo gruppo, stringendosi forte. Il vero Capitano è colui che non abbandona la nave nei momenti difficili. Davide, tu di certo non sei andato via. Tu, i tuoi compagni, i tuoi tifosi siete diventati una cosa sola.

Siamo scesi di nuovo tutti in campo, Davide. Per te, perché avresti voluto così. Davide, non ti conosco, ma mi riconosco nel tuo viso, nel tuo sorriso: sei una persona normale, un fratello maggiore, un amico, che la vita si è portata con sé troppo presto, che avrebbe meritato di vedere sua figlia crescere, di viaggiare con la sua compagna, di esultare per altri goal. Davide, spero che tu, ovunque tu sia, possa sorride, stare bene, difendere i tuoi compagni, proteggere Vittoria e Francesca. Spero che tu abbia trovato la tua pace. Ti vogliamo bene.

CONDIVIDI