La questione Donnarumma – Milan ha riacceso i riflettori sul mondo dei procuratori. Tante sono le voci che sono lievitate intorno al mancato rinnovo dell’estremo difensore della Nazionale con il Diavolo. Ancora non è chiaro se la volontà del giocatore sia stata sin da subito orientata verso l’addio oppure se sia stata frutto di un’attenta ponderazione fatta con l’agente, Mino Raiola. Proprio quest’ultimo è uno dei più importanti procuratori sulla piazza, i nomi appartenenti alla sua scuderia sono di grande valore: basti pensare a Zlatan Ibrahimovic o Erling Braut Haaland.

C’è, tuttavia, chi, per amor di restare nella squadra che ama e lo ha reso grande, ha scelto di emanciparsi e cambiare procura: stiamo ovviamente parlando di Lorenzo Insigne. Anche Alessio Romagnoli, capitano del Milan, potrebbe seguire le orme dell’attaccante partenopeo, per poter rinnovare tranquillamente e restare all’ombra della Madonnina, sponda rossonera.

La mossa di Maldini nell’affare Donnarumma

La mossa operata da Paolo Maldini, dirigente del Milan, ex capitano storico, ha interrotto questa ballata dell’amore cieco portata avanti da Gigio e Raiola, prima che si giungesse all’ultima prova ed evitare che una società s’uccidesse per amore. Diversamente da quanto fatto ai tempi da Massimiliano Mirabelli, il Milan ha scelto di andare avanti, tutelandosi immediatamente con l’acquisto di Mike Maignan dal Lille. La scelta di Maldini – apprezzata da molto – presenta solamente una criticità: la perdita a zero di una potenziale plusvalenza faraonica.

I precedenti: la scelta di Perez

A parte ciò, questa presa di posizione del Milan potrebbe segnare un secondo passo storico nella lotta agli interessi dei procuratori ed alle loro commissioni. Prima di lui, soltanto Florentino Perez aveva scelto di troncare i ponti con la scuderia Raiola. La notizia risale allo scorso aprile: secondo quanto riportato infatti da Eurosport Spagna, i Galacticos non potrebbero essere la futura destinazione di Haaland, dato che tra Perez e Raiola non correrebbe buon sangue. Il primo non vuole trattare con i giocatori che sono sotto la procura del secondo.

L’intervento necessario di UEFA e FIFA

I Raiola nel calcio ci saranno sempre, così come i Donnarumma, ciò comunque non implica che le società debbano condurre da sole questa eterna battaglia. S’è vero che l’agente deve fare gli interessi del suo assistito e s’è ancor più vero che questi sono liberi di scegliere come muoversi, è altrettanto vero che una società non può finire ostaggio di un suo tesserato e del suo procuratore. Il gioco del rialzo con chi non ha il senso di sazietà è una roulette russa a caricatore pieno.

Sarebbe auspicabile, infatti, che sia la FIFA che la UEFA intervenissero per evitare che vengano chieste commissioni da 20 milioni su un singolo rinnovo o su una cessione. Tetti massimi e minimi consentirebbero di evitare abusi di posizione tra le parti della trattativa. Le società – che ambiscono all’Europa – come possono contenere i costi per evitare la break even rule, se dall’altro parte le pretese sono così elevate? Urge certamente riformare il sistema del FPF, partire dalle commissioni e dai poteri degli agenti sarebbe certamente un buon inizio.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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