Il Chievo Verona è la realtà di provincia per eccellenza del calcio italiano.

L’allenatore dei gialloblù Rolando Maran ha parlato alla Gazzetta dello Sport degli obiettivi della sua squadra in vista della prossima stagione. Queste le sue parole: “Ai giocatori ho detto che per conquistare la salvezza dobbiamo violentarci. Dobbiamo scappare da qualcosa che ci fa paura, ovvero la retrocessione. Chi scappa corre più veloce di chi rincorre. Sarei un bugiardo se non dicessi che l’idea di lottare per qualcosa di importante mi intriga. Però non mi sento sfigato e non è stata incrinata la mia autostima. La mia storia personale è fatta di lunghe rincorse, però quando arrivo non torno più indietro. Sono un uomo felice e il Chievo è la mia Juventus. E come la Juve, anche noi dobbiamo inventarci qualcosa di nuovo per vincere un altro scudetto. Come si può essere infelice facendo un lavoro che riempie testa e cuore”.

Poi, sul rapporto con Campedelli e sul Dna Chievo: “Io e Campedelli ci conosciamo da una vita, entrambi sappiamo che dobbiamo evitarci quando siamo arrabbiati. È bello lavorare per un presidente come lui con valori umani così importanti. Per quanto riguarda la mia squadra, conoscenza e identità sono i valori aggiunti. Penso a Pellissier e Dainelli che sono preziosi anche se non vanno in campo perché trasmettono ai compagni il Dna del Chievo. Ma se la conoscenza diventa abitudine, rischiamo di tornare indietro”.

Sulla prossima Serie A: “La Juve ha tutto per vincere il settimo scudetto e il Napoli è l’antagonista numero uno. Sono curioso di vedere la crescita delle milanesi. Arriveranno altri colpi, soprattutto all’Inter. E capiremo cos’ha lasciato in dote al calcio italiano lo splendido lavoro di Gasperini. L’Atalanta ha prodotto uno stile. Per la salvezza invece saremo in 10 a combattere. Per questo è un anno zero: abbiamo la volontà di far crescere dei giovani a fianco del gruppo storico. Abbiamo giovani interessanti che devono però completare un percorso”.

Infine, sul derby col Verona: “Per noi sarà uno stimolo in più. Per la città di Verona è un motivo di vanto avere due squadre in Serie A. Una sana rivalità farà bene ad entrambe”.

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