Il capitano del Chievo Verona Sergio Pellissier è pronto a sfidare la Juventus, in una partita che si preannuncia abbastanza difficile per i clivensi. I primi della classe, infatti, difficilmente commettono degli errori in casa, davanti al loro pubblico, anche se la prossima partita di Champions League, contro il Barcellona, potrebbe distrarre i giocatori bianconeri e quindi favorire i propri avversari, in questo caso i giocatori gialloblù.

Il Chievo in quest’ultimo periodo non ha brillato come al solito; la sconfitta di domenica in casa contro il Crotone ha generato diversi malumori, per tale motivo il capitano Pellissier,  intervenuto nella classica conferenza stampa di metà settimana, ha cercato di analizzare il momento no della squadra e soprattutto la sfida di sabato sera allo Juventus Stadium: “Affrontare la Juventus, automaticamente porta a stimoli diversi. Sono i più forti, per cui è normale che devi essere più concentrato. Il risultato di domenica contro il Crotone ci deve far capire che, se non si gioca al 100% per tutti i 90’, rischi di far brutta figura contro chiunque. Sarebbe bello far gol allo Juventus Stadium:on sarà semplice, ma la voglia e l’impegno saranno maggiori. Daremo il massimo e vedremo poi che ne verrà fuori. Certo, la Juventus non è la squadra giusta per rifarci dopo i 2 ko consecutivi. E’ bello sognare e riuscire a fare l’impresa, sarebbe grandioso. Non guardiamo però al risultato, quanto alla prestazione. I miei 8 gol stagionali? Più giochi e più hai l’occasione di segnare, più segni e più acquisti fiducia. Spero di continuare così e che le mie reti servano per far ottenere al Chievo un maggiore punteggio in classifica. Se dovessi arrivare in doppia cifra sarei ancor più felice. Il mio obiettivo però è far il bene del Chievo, a prescindere dalle mie marcature. Ritirarmi? Al momento non ne ho intenzione. Finché il fisico reggerà io ci sarò. Sfida con Bonucci e Chiellini? Se ce ne sarà l’opportunità, sarà necessario sfruttare i loro errori. Ciò che concederanno sarà basilare: tutti sbagliano e possono farlo anche loro. Noi dovremo essere bravi a non farli rimediare all’errore che commetteranno”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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