Chievo, Campedelli: “Sono fiducioso ma dobbiamo fare la guerra altrimenti scordiamoci la salvezza”

campedelli

La stagione del Chievo non sta procedendo come previsto e la squadra veneta è stata improvvisamente coinvolta nella lotta per non retrocedere. Il presidente clivense Luca Campedelli ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport commentando questo particolare momento della squadra.

Forse abbiamo pensato tutti di essere troppo bravi. Abbiamo mollato e non possiamo permettercelo. Nel 2013-14 avevamo un punto in meno e ci salvammo all’ultimo con Corini. Situazione delicata, ma ero fiducioso come lo sono adesso. Solo che a quei tempi eravamo ancora abituati a lottare, ora non più. Ci siamo imborghesiti e non fa parte del nostro Dna”.

Maran obbligato a vincere? Abbiamo l’obbligo di tornare a essere quello che siamo. Un primo segnale lo abbiamo dato a San Siro, ora c’è la necessità di fare punti. Voglio rivedere il Chievo che fa la guerra e lotta con cuore e gambe, altrimenti possiamo scordarci la salvezza. Tutti dobbiamo sentirci in discussione. La Serie A non è un diritto divino, dobbiamo dimostrare di meritarla. C’è la possibilità che lasci il Chievo? Sono il presidente più vecchio della Serie A e devo pensare a un futuro per il Chievo. Il “one man show” non va più bene e il KickOffers è un inizio, perché rende i tifosi più partecipi e può portare la società a diventare una public company. Dopo 26 anni mi sarei anche stufato, ma non c’è nessuno che alzi la mano per venire al posto mio”.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo