Chiellini e co. quando un’autobiografia finisce in polemica: era davvero necessaria?

Negli ultimi giorni è scoppiata la polemica con protagonista Giorgio Chiellini, il quale è pronto a far uscire la propria autobiografia. Di recente è emerso qualche argomento trattato dal difensore della Juventus nel libro intitolato “Io, Giorgio” con molte critiche verso Mario Balotelli e Felipe Melo, suoi ex compagni di squadra rispettivamente in Nazionale e in bianconero.

Le parole utilizzate da Chiellini non sono state di certo al miele e i due giocatori tirati in ballo hanno successivamente risposto a loro volta non in maniera dolce e amichevole. Una polemica nata dal nulla, con Chiellini che ha riesumato tempi ormai passati mettendo in cattive luce con commenti negativi i due giocatori.

Autobiografie e polemiche nel calcio, non è la prima volta

L’autobiografia di Chiellini deve ancora uscire in edicola ma è già argomento di discussione tra i vari tifosi, con molti juventini che si schierano contro il proprio capitano, colpevolizzandolo di una caduta di stile che si sarebbe potuto risparmiare. Tuttavia, non è la prima volta che un’autobiografia di un calciatore scaturisce polemiche e i tifosi interisti si ricorderanno sicuramente il tanto contestato libro di Mauro Icardi uscito nel 2016. Rimanendo in tema Inter e Chiellini, l’ex capitano nerazzurro Javier Zanetti attraverso il suo libro ha lanciato delle critiche al difensore, sottolineando la sua arroganza e prepotenza in campo.

Pirlo e un’autobiografia da apprezzare^

A questo punto ci si chiede, sono davvero necessarie queste autobiografie se devono essere ricordate per le “frecciatine” e critiche indirizzate ad altri giocatori? Per rispondere bene a questa domanda potrebbe essere d’aiuto citare Andrea Pirlo e la sua autobiografia chiamata “Penso quindi gioco“. Per chi non l’avesse mai letta, oltre a consigliare di rimediare, ricordiamo che il libro dell’ex centrocampista è caratterizzato da molti aneddoti legati alla sua grande carriera da calciatore. Storie che solitamente non si raccontano nelle interviste ma che permettono di apprezzare ancora di più il calciatore e anche i suoi compagni che hanno condiviso con lui lo spogliatoio. Ad esempio, un aneddoto divertente riguarda i tempi della Nazionale, con i ripetuti scherzi, in particolare cita quello realizzato con l’aiuto di De Rossi, ai danni di Gattuso, il quale con le sue reazioni poco razionali divertiva tutto il gruppo. Uno dei tanti modi per tenere vivo il gruppo. Oppure, Pirlo ha spiegato in maniera dettagliata il carattere di Antonio Conte ai tempi della Juve, riuscendo in poche righe a rendere perfettamente l’idea di come il tecnico pugliese abbia costruito la sua carriera da allenatore con carattere e leadership. Tralasciando la parte forse un po’ poco rispettosa sul Milan.

L’autobiografia di Pirlo dovrebbe essere un modello da seguire, chi compra un libro sulla vita di un calciatore si aspetta di trovare episodi inediti che lo hanno contraddistinto durante la sua carriera. Episodi quindi che, senza leggere il libro, difficilmente verrebbero a conoscenza dei tifosi. Dalla parte opposta, invece, lanciare critiche gratuite contro altri giocatori non sembrerebbe essere il modo migliore per farsi apprezzare anche da quei tifosi che solitamente non ti vedono con un buon occhio. Raccontare se stessi attraverso vicende inedite, approfondire meglio la propria persona aldilà del calciatore, spiegare come si è arrivati al successo e motivare i lettori a raggiungere i propri obiettivi tramite la propria esperienza potrebbe aiutare un giocatore a far cambiare idea a diverse persone che non lo hanno mai apprezzato, mettendo quindi in risalto dettagli sconosciuti ma che potrebbero rivalutare in positivo la reputazione del giocatore.

Le autobiografie nel calcio sono necessarie?

Chiellini ha sempre spaccato in due la tifoseria italiana, con praticamente tutti gli juventini a sostenerlo mentre tra i tifosi di fede diversa c’era chi lo elogiava per le sue caratteristiche e chi invece lo considerava un giocatore scorretto. Adesso, invece, anche alcuni tifosi bianconeri hanno mosso diverse critiche nei suoi confronti. Non si tratta di giudicare un libro, anche perché prima di fornire opinioni adeguate servirà leggerlo interamente e inoltre ricordiamo che Chiellini non è il primo caso come scritto più sopra, ma ci vogliamo focalizzare sulle polemiche nei confronti di Balotelli e Felipe Melo.

Erano davvero necessarie? Il rischio è che eventuali aneddoti interessanti, storie divertenti e tanto altro che potranno essere accolti positivamente saranno apprezzati meno e non colpiranno come avrebbero dovuto, perché l’attenzione sarà concentrata maggiormente sulle frasi ai due giocatori. Chiudiamo con una domanda, rivolta anche a chi in futuro deciderà di scrivere un’autobiografia: è meglio scrivere un libro in cui si racconta la propria storia (perché è questa la funzione principale) e magari diventare un esempio per chi non ti ha mai visto con simpatia oppure scrivere un libro che ancora prima della pubblicazione produce polemiche nei tuoi confronti? Risposta forse banale, ma ancora non chiara per tutti.

CONDIVIDI
15/10/99 Redattore di Novantesimo

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008