Nome: Federico. Cognome: Chiesa. Segni particolari: figlio d’arte.

Se provassimo a costruire un’altra carta d’identità a Federico Chiesa tra le varie diciture non può mancare la caratteristica che lo accompagna fin dal 20 agosto dello scorso anno, quando l’allora sconosciuto giocatore calpestava per la prima volta un campo di Serie A, ovvero quello dello Juventus Stadium.

La sua carriera calcistica partì proprio da Torino quando Paulo Sousa lo lanciò titolare già alla prima giornata di campionato in una trasferta tutt’altro che semplice, e l’attenzione mediatica era riservata proprio a Federico Chiesa, o meglio dire, il figlio di Enrico.

Oggi debutta in Serie A Federico Chiesa, figlio di Enrico, giocherà contro la Juventus, speriamo sia all’altezza del padre”, si vocifera in quel di Firenze prima della sfida alla Juve. Il primo pensiero di ogni tifoso gigliato era inevitabilmente diretto verso papà Enrico, che nel triennio 1999-2002 ha incantato un’intera città segnando oltre 30 reti prima di trasferirsi alla Lazio.

Si muove bene il ragazzo, ma è ancora giovane, è presto per paragonarlo al padre”, sono i primi (leciti) pensieri nei confronti del giovane Chiesa, che pian piano inizia a collezionare presenze con la maglia viola. Il giovane ed inesperto giocatore si mette in mostra già dalle prime partite, l’8 dicembre 2016 firma la prima rete con la Fiorentina in Europa League contro il Qarabag. Però, come viene costantemente ricordato, è ancora presto per paragoni azzardati.

Passano i giorni, passano le partite e per Chiesa arriva anche la prima rete in campionato contro il Chievo al ‘Bentegodi’ nel successo per 3-0. Siamo a gennaio, Federico ha raccolto l’esperienza giusta per diventare un uomo fondamentale per la formazione titolare di Sousa. La gente inizia a valutare Chiesa con una visione più ampia, i paragoni ormai sono permessi anche se la dicitura ‘figlio d’arte’ se la porterà dietro per ancora tanto tempo.

Federico, come giusto che sia, accoglie con grande vanto i paragoni con il padre Enrico, che a sua volta si complimenta con il figlio per le grandi giocate e prestazioni in campo, che ricordano appunto le gesta del genitore.

Però, se si analizza la questione dalla parte opposta, queste giocate che Federico ormai ci offre quotidianamente vengono accompagnate dalla classica frase “ricorda suo padre”. La soddisfazione non può certamente mancare ma dopo più di un anno dal suo esordio tra i professionisti per il giocatore classe 97, sempre giovane ma non più inesperto, dovrebbe arrivare il momento di prendersi la propria identità ed essere riconosciuto semplicemente come ‘Federico’.

L’attaccante viola ha ancora tutta una carriera davanti, un’altra sua meraviglia è arrivata appena ieri sera con il gol all’Atalanta e, mentre la società sta riflettendo sul rinnovo, Pioli si gode il suo talento Chiesa, o meglio dire, Federico Chiesa.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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