Giornata di presentazione quest’oggi per Maurizio Sarri, nuovo allenatore del Chelsea. L’ex tecnico del Napoli è intervenuto in conferenza stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti.

Ecco le sue parole, riportate da tuttomercatoweb.com:

Sulle prime impressioni: “E’ veramente un piacere essere qui a Londra e in Premier League. Al momento è il miglior torneo del mondo. Chiedo scusa per il mio inglese, nel corso delle prossime settimane conto di poter parlare in conferenza in un inglese migliore. Per me è una sfida difficile ma appassionante. Qui ci sono i giocatori e gli allenatori più forti del mondo”.

Sui giocatori dal futuro in dubbio come Hazard, Morata e Courtois: “Tutti noi vorremmo sempre tenere tutti i giocatori più forti, ma non lo dico solo io, lo vuole fare qualsiasi allenatore e società. Vediamo come andrà il mercato, ma voglio subito ribadire che mi sento più un allenatore da campo che un manager a tutto tondo. Penso di essere uno dei pochi allenatori che è annoiato dal mercato, non mi piace parlarne. Penso più che altro a far crescere i giocatori a disposizione”.

Sul precedente esonero di Conte e su cosa serve per mantenere il posto: “Non lo so e non mi interessa. Il mio obiettivo è divertirmi ed essere competitivo su tutti i fronti fino alla fine. Nella vita il più grande regalo che uno possa ricevere è fare il suo lavoro divertendosi, ci sono riuscito negli ultimi anni. Se divertirsi fa vincere trofei? A volte sì e a volte no, di sicuro è meglio vincere divertendosi”.

Sull’addio al Napoli e a De Laurentiis: “Ho un ricordo stupendo di Napoli, un popolo che amerò sempre. Se ci siamo lasciati male con la società, vorrà dire che ci sono stati degli errori da entrambe le parti. De Laurentiis avrà interpretato male i miei silenzi che erano frutto di incertezza di chi aveva il cuore straziato al fatto di pensare di lasciare. Nei prossimi anni credo che anche questo sarà superato”.

Ancora su Antonio Conte: “Mi piace molto non essere condizionato dai giudizi degli altri. Antonio qui ha fatto risultati straordinari, è chiaro che io gioco in maniera diversa quindi ci vorrà un po’ di tempo. Molti giocatori devono ancora rientrare. Molte cose che ha fatto Conte sono ottime e non vanno disperse. Al giorno d’oggi per un allenatore però è importante saper imporre la propria idea di gioco in tempi minori rispetto al passato”.

Sul tempo necessario per far entrare in forma la squadra: “Nelle esperienze precedenti ho avuto bisogno di molto tempo, nella penultima di tre mesi e ho resistito grazie alla lungimiranza del club. A Napoli abbiamo sofferto le prime tre partite e poi abbiamo cominciato un percorso positivo. Spero di accorciare ancora di più i tempi, sfruttando la qualità dei miei nuovi giocatori”.

Sul “rivale” Pep Guardiola, campione d’Inghilterra col City: “Anche lui ha incontrato difficoltà il primo anno, ma fare cento punti in Premier non è cosa da tutti, anzi, è un’impresa straordinaria, irripetibile. Il primo passo da fare è cercare di colmare il gap evidente, un gap che due anni fa era a favore del Chelsea”.

Sulle fasi del suo passaggio al Chelsea: “Fino a pochi giorni fa non ho parlato con il club. Attraverso il mio procuratore e i miei avvocati sapevo che poteva esserci un interesse senza nessun tipo di certezza, fino a pochi giorni fa non avevo parlato col club. Ho incontrato la società del Chelsea solo nel weekend, e mi ha chiesto solo di fare una stagione competitiva su tutti i fronti”.

Su un eventuale colloquio con Abramovich per il budget di mercato: “Il proprietario è una persona estremamente riservata. Mi sembrerebbe fuori luogo iniziare un rapporto di lavoro esponendo in pubblico dinamiche e discorsi che in genere vengono fatti in maniera estremamente privata”.

Sui comportamenti giudicati in passato omofobi e sessisti: “Nessuno, tra le persone che mi conosce bene, può definirmi omofobo, né sessista, né razzista. Sono una persona estremamente aperta a livello di mentalità, non ho questo tipo di problemi. Spero di dimostrarlo nel periodo di tempo in cui lavorerò e vivrò qui. Scusarsi conta poco, avere un atteggiamento professionale e morale conta molto di più. Spero mi conosciate a fondo e spero che possiate cambiare idea, spazzata via molto velocemente dal vostro cervello”.

Su Cahill e l’importanza dei calciatori inglesi: “In squadra c’è già una bella presenza di giocatori inglesi. Francamente non mi interessa la nazionalità, ma piuttosto se sono giocatori forti o meno forti. Rispetto a Cahill, credo che possa dare ancora molto a questa squadra”.

Sul possibile appellativo: “Mi piacerebbe che tutti al centro sportivo mi chiamassero Maurizio. Semplicemente Maurizio… (ride, ndr)”.

Sulle caratteristiche di Hazard: “Hazard è veramente un giocatore di alto profilo, uno dei primi due o tre in tutta Europa. Spero di farlo migliorare, anche se è difficile visto che ha già raggiunto un livello molto alto”.

Su quando pensa sarà possibile vincere un trofeo: “Se fossi uno che si preoccupa sempre, probabilmente non farei questo lavoro. Fare l’allenatore significa assumersi dei rischi ma anche molte soddisfazioni. Quello che è successo in passato al Chelsea non mi interessa. E’ vero che non ho vinto nulla negli ultimi quattro anni, ma nessuno a parte la Juventus ha vinto qualcosa”.

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Classe 1997, studente di Culture Digitali e della Comunicazione presso l'Università Federico II di Napoli. Da sempre appassionato di calcio: milanista.