Il Liverpool sta attraversando un periodo parecchio complicato per molteplici fattori che stanno rendendo la vita durissima a Jurgen Klopp. La vittoria in casa del Tottenham non cambia la sostanza di una stagione finora sotto le aspettative e con tanti, troppi problemi individuali e di squadra.

Tottenham a parte, periodo nero

Il gol di Roberto Firmino al 90′ contro il Tottenham sembrava aver rilanciato il Liverpool da favorito nella corsa alla Premier League, a maggior ragione se seguito da un rotondo 7-0 come quello contro il Crystal Palace. Lo sliding doors che però ha sancito l’inizio di una crisi Reds arriva al 59′ della partita con il West Brom quando sull’1-0 Joel Matip, unico centrale di ruolo rimasto a disposizione di Klopp dopo i gravi infortuni di Joe Gomez e Virgil van Dijk, alza bandiera bianca abbandonando il terreno di gioco.

Al suo posto Rhys Williams che soffre tantissimo l’attacco degli ospiti che all’82’ trovano il gol d Semi Ajayi a fissare il punteggio sull’1-1. Da quel momento in poi il Liverpool ha registrato altri due pareggi e altrettante sconfitte per un totale di 3 punti nelle ultime cinque partite: peggio solo Wolverhampton e Newcastle. A riportare il sorriso a Liverpool è di nuovo il Tottenham, ma la strada verso la risalita è ancora lunga e tortuosa.

Difesa adattata e immobilismo sul mercato

Partiamo con un’ovvietà che però va sottolineata ed evidenziata: l’assenza di Van Dijk pesa come un macigno per tutta la squadra. Quando si perde un leader, spesso si perde anche fiducia nei propri mezzi e nei soliti meccanismi di squadra. Non è un caso se il rendimento di Alexander-Arnold e Robertson è calato nettamente rispetto alle solite prestazioni di livello. I due terzini difendono con qualche affanno in più e sembra abbiano perso anche la lucidità in avanti. A testimonianza c’è l’impietoso dato dei 22 cross sbagliati su 23 di Alexander-Arnold nella gara contro il Burnley del 21 gennaio o i 34 palloni persi da Robertson tra Southampton e Burnley. Come se non bastassero i dati, è iconica la situazione che si è creata contro il Manchester United in FA Cup dove i rispettivi terzini risultavano completamente fuori posizione e in ritardo come spesso è capitato quest’anno.

Al netto di un Joel Matip rimasto fuori come detto per quattro partite, l’arretramento di Henderson al fianco di Fabinho in difesa ha ulteriormente fatto infuriare i tifosi del Liverpool che chiedono a gran voce un investimento nella zona centrale della difesa. Ora che anche il capitano dei Reds è out per infortunio (sospetto problema all’inguine) è pronto a ritornare Matip in questo continuo via vai al fianco di Fabinho che nel giro di sette partite si è ritrovato a giocare con quattro partner diversi: Nathaniel Philips, Rhys Williams oltre ai già citati Hendo e Matip. L’unica rimane proprio il brasiliano ex Monaco che però, per quanto si sia adattato bene al ruolo di centrale difensivo, la sua assenza a centrocampo limita terribilmente il Liverpool. Ironia della sorte, Klopp ha dovuto far fronte anche all’assenza di Fabinho per problema muscolare nel match contro il Tottenham con la speranza di recuperarlo al più presto.

Una catena di problemi per i Reds

Visto che Fabinho non è in possesso del dono dell’ubiquità, la sua presenza in difesa lo esclude tra i centrocampisti schierabili da Klopp così come gli infortunati Keita, ultima partita datata 19 dicembre, e Jordan Henderson ko di recente. L’ex tecnico del Borussia Dortmund ha provato varie soluzioni a metà campo nella speranza di trovare il trio perfetto. L’inserimento di Curtis Jones non ha prodotto i frutti sperati complice la giovane età del ragazzo, l’esperimento Shaqiri mezzala non ha registrato feedback positivi e Oxlade-Chamberlain non sembra riuscire a trovare l’energie a sufficienza dopo il grave infortunio. Discorso a parte per Thiago Alcantara che dopo l’infortunio sembra finalmente essere tornato sui livelli di Monaco nonostante la situazione generale non lo aiuti a mettersi in mostra. Georginio Wijnaldum è la solita certezza di qualità e quantità ma metterlo davanti alla difesa limita come ovvio che sia i suoi inserimenti. In mezzo a questo caos di nomi e posizioni, il Liverpool ha spesso pagato a caro prezzo le prestazioni negative dei propri centrocampisti regalando il possesso e il pallino del gioco agli avversari.

Attacco sterile

Le quattro partite consecutive senza segnare sono state lo specchio del rendimento sotto la sufficienza da parte dei giocatori offensivi di Klopp con Manè e Firmino primi su tutti per prestazioni non all’altezza, senza considerare Origi sempre più a margine della squadra. Si salva nettamente Salah con il 40% delle partecipazioni ai gol della sua squadra in campionato e in Champions League. Aveva cominciato bene anche Diogo Jota ma, nemmeno a dirlo, è out da inizio dicembre. L’obiettivo fondamentale per Klopp è la rinascita di Firmino: il brasiliano è il filo che collega le frecce africane del potentissimo arco Reds che ha regalato campionato e Champions League due stagioni fa.

Tra volere e potere…

Jurgen Klopp continua a predicare calma e ottimismo, ma la situazione è tutt’altro che felice. Gli infortuni sono davvero parecchi e dal mercato sembra tutto fermo, immobilismo totale e i continui adattamenti non posso essere la soluzione. Una squadra come il Liverpool non può permettersi alibi bensì cercare di limitare i problemi in vista di un ottavo di finale di Champions difficile come quello che sarà con il Lipsia e di un campionato che potrebbe prendere una brutta piega se la vittoria col Tottenham non rappresenterà un vero e proprio riscatto.

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