Il calcio ormai è fermo da un pezzo, esattamente l’ultima giornata di campionato in Serie A è stata giocata in un clima surreale nel primo weekend di marzo, più precisamente 8 e 9, a porte chiuse e recuperando le restanti gare non giocate della 26° giornata che era iniziata il 29 di febbraio. Da quel giorno, inoltre, si è iniziata a capire la vera pericolosità di un virus e si è iniziato un periodo di quarantena che non è ancora finito al giorno d’oggi.

Una domanda, però, mi sorse spontanea quando si iniziarono a disputare le partite a porte chiuse, essendo abbonato per vedere dal vivo le partite allo stadio: chi, come me, è abbonato ed ha di conseguenza pagato per seguire la sua squadra dal vivo, come farà? So che a molti può sembrare un pensiero egoistico vista anche la situazione in cui ci trovavamo e nella quale ci troviamo tuttora, ma la mia domanda si può estendere già solo in Serie A a 20 squadre, le quali come minimo (e sottolineo minimo) fanno questi numeri:

Di conseguenza capirete come molte persone, come minimo, immagino abbiano investito almeno un centinaio di euro. Io per esempio, per il mio abbonamento all’Inter, ne ho spesi 245. La conseguenza è che delle 19 partite che mi spettavano, però, io non abbia usufruito di tutto il pacchetto acquistato. Anzi, mi mancano ancora 7 partite da vedere nella casa dei nerazzurri, di conseguenza quasi mezzo abbonamento: si parla di praticamente 100 euro che moltiplicati per i 41.000 dell’Inter, come da foto sopra (in questo calcolo utilizzo come metro di paragone i 245 euro da me spesi, i prezzi potrebbero essere più alti soprattutto in determinati settori ndr), fanno un qualcosa come 4 milioni e 100 mila euro. Solo nell’Inter e prendendo come fascia di prezzo per fare questo calcolo una delle più basse. Ora, a parte il danno causato dallo stop forzato del campionato e di tutte le competizioni sportive, capirete come giustamente i tifosi di qualsiasi club, partendo dalle serie maggiori a quelle minori, siano adirati e vogliano essere tutelati.

Cosa faranno le società per i tifosi?

Come può una società, la quale deve in qualche modo risanare la ferita aperta dei propri sostenitori, riuscire a tutelare i tifosi senza attirare o attivare polemiche e riuscendo comunque a non far pesare questa scelta in modo importante a bilancio?

Una soluzione potrebbe essere quella di dare la possibilità ai tifosi di acquistare una maglietta della propria squadra del cuore. Ovvio, il merchandising sicuramente non beneficierà di questa scelta, ma potrebbe essere un’ottima soluzione a tampone in quanto in un periodo difficile come quello che stiamo affrontando ora spedire una maglia a casa del tifoso, con nome e cognome stampato, per permettergli di indossarla per stare in casa e fidelizzarlo ancora di più alla causa.

L’altra, da me più gradita, sarebbe quella di dare uno sconto sull’abbonamento dell’anno seguente per permettere ai tifosi di mostrare ancora una volta di più la loro fede per la squadra del cuore o, addirittura, dare un servizio di pay tv per seguire la squadra in quelle partite nelle quali tu saresti dovuto essere allo stadio ma per le quali sei impossibilitato. Di conseguenza tu, pensando appunto di vederle dal vivo, non avevi programmato di fare un abbonamento ad una pay tv e di conseguenza ti trovi scoperto nel periodo in cui le partite saranno disputate a porte chiuse.

Questo discorso ovviamente non vale per i match in trasferta, anche se aggiungerli sarebbe un’ulteriore plus e fidelizzerebbe ancora di più il tifoso abbonato in vista di un futuro tutto ma non facile.

san siro

Per quanto concerne il futuro invece, su eventuali nuovi abbonamenti, bisognerebbe cercare di tutelare di più il tifoso, visto che grazie a lui le partite forniscono determinate emozioni che a porte chiuse, come è giusto che sia, sarebbero impossibili da ricreare e, come dimostrato, non garantiscono la stessa passione e voglia di godere dell’evento.

Ripresa dei campionati: porte aperte o Pay-tv?

L’idea della pay tv da dare nel caso in cui ad esempio la partita non venisse disputata a porte aperte sia per emergenze sanitarie che, come è già capitato più volte, per colpa di altre persone che fanno squalificare il campo, può essere un’idea sicuramente percorribile. Ovvio, sarebbe difficile da realizzare, ma tutelerebbe il tifoso e lo stimolerebbe ad acquistare nuovamente l’abbonamento perché lui sa che in quel caso, qualunque cosa succeda, vedrebbe le 19 partite per le quali ha pagato in un modo o nell’altro.

Ovviamente vederla dal vivo e allo stadio una partita è un conto rispetto che guardarla sul divano di casa, ma in un periodo come questo bisogna cercare di venirsi assolutamente incontro per fronteggiare un’emergenza che difficilmente si ripeterà negli anni a venire: il tifoso rinunci alla sua passione più grande di seguire la squadra del cuore dal vivo per il momento, la società gli dia però i mezzi per farlo.

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Amante di Inter e del calcio in tutte le sue forme, Classe 1995, redattore di Novantesimo. Come la squadra che ama, si sente un po' pazzo anche lui a volte. Telecronista per Sportube e Helpdesk per BonelliErede. Hobby? Videogiochi, serie tv e libri.