E’ un girone déjà-vu per l’Inter che nel gruppo D pesca ancora il Real Madrid, ancora lo Shakhtar Donetsk, proprio come l’anno scorso. Cambia solo la squadra dalla quarta fascia: arriva lo Sheriff Terispol, squadra moldava (separatista) che a sorpresa ha eliminato la Dinamo Zagabria al playoff.

Dopo tre anni in fasce pericolose, stavolta i nerazzurri sono partiti da quella più alta, ma non è andata proprio benissimo nemmeno stavolta. Il Real si prospetta un osso duro, un ostacolo quasi insormontabile, mentre lo Shakhtar con Roberto De Zerbi è una scoperta da analizzare e capire. Decisamente morbido lo Sheriff, ma vietati cali di tensione.

Di seguito l’analisi nel dettaglio delle tre rivali degli uomini di Simone Inzaghi:

Il ritorno di Ancelotti e l’eredità di Sergio Ramos

Le novità più grosse tra le fila dei Blancos sono in uscita ma soprattutto in panchina, visto il ritorno di Carlo Ancelotti, colui che portò la Décima a Madrid 7 anni fa. Dicevamo le cessioni, hanno lasciato sia Sergio Ramos, sia Raphael Varane, vuoti mastodontici in un reparto arretrato che ha accolto però David Alaba. Da segnalare inoltre il ritorno di Gareth Bale dopo il proficuo prestito al Tottenham.

Tutto invariato per quanto riguarda il resto della rosa, sebbene sia grossa l’attesa per l’affare Kylian Mbappé, con Florentino Perez che sta provando in tutti i modi ad anticipare il suo arrivo già a partire da quest’anno. Il tempo scorre e l’affare si complica ogni minuto che passa vista la distanza con il PSG.

Non sarà il Real delle tre Champions vinte di fila, ma sicuramente resta una delle squadre più forti del mondo, frutto di tanta, tantissima qualità in campo e anche tra le riserve. Qualche svarione difensivo è da tener conto, viste le lacune lasciate da Ramos e Varane, tuttavia il livello resta elevato e a tratti ingiocabile.

Real Madrid (4-3-3): Courtois; Vazquez, Militao, Nacho, Alaba; Modric, Casemiro, Valverde; Bale, Benzema, Hazard.
All. Carlo Ancelotti

Mister De Zerbi al debutto in Champions League

Ancora lo Shakhtar Donetsk nel destino europeo dell’Inter, sebbene stavolta sia tutta un’altra storia. Quest’anno in panchina c’è una conoscenza del calcio italiano, vale a dire Roberto De Zerbi, il quale ha lasciato in estate il Sassuolo per spiccare il volo e fare il suo debutto nella massima competizione europea.

Gli ucraini hanno sposato in toto la filosofia propositiva del tecnico italiano, dunque sicuramente non proporranno gare sulla netta difensiva come accaduto nella passata stagione; ricordiamo bene come l’Inter sbatté contro un muro sia all’andata, sia al ritorno. E’ comunque da sottolineare come l’approdo ai gironi, giunto grazie al playoff contro il Monaco, sia arrivato “all’italiana” con una buona dose di fortuna.

Sul mercato si è speso e non poco, in particolar modo con tre innesti: il primo è Marlos, fedelissimo di De Zerbi al Sassuolo; in secondo luogo, è arrivato Lassina Traoré dall’Ajax come nuovo centravanti; infine, è arrivato il giovane Pedrinho dal Benfica per la bellezza di 18 milioni di euro.

Shakhtar Donetsk (4-2-3-1): Turbin; Dodo, Marlon, Vitao, Matvienko; Antonio, Alain Patrick; Tete, Pedrinho, Solomon; Traore. All. Roberto De Zerbi

Lo Sheriff da fanalino del gruppo

I campioni di Moldavia sono al debutto assoluto nella fase a gironi della Champions League, dunque hanno raggiunto Inter, Real e Shakhtar da fanalino di coda, da classica squadra che tutti pescherebbero nel proprio raggruppamento. Eppure, i moldavi vogliono dimostrare che non sarà tutto così semplice.

Difatti, la squadra allenata dall’ucraino Vernydub ha eliminato la ben più blasonata Dinamo Zagabria ai playoff con un netto 3-0 al termine del doppio incontro tra andata e ritorno. Due volte la rete inviolata nonostante le evidenti differenze nel tasso tecnico e nell’esperienza in campo internazionale.

Lo Sheriff è sicuramente una squadra molto fisica e abile nel chiudersi dietro in attesa di eventuali spazi da sfruttare per ripartire in velocità. Parte nettamente con gli sfavori del pronostico, ma sappiamo che in Champions è vietato prendersi alla leggera.

Sheriff (4-2-3-1): Athanasiadis; Cristiano, Arboleda, Dulanto, Fernando; Addo, Thill; Luvannor, Castaneda, Kolovos; Traore. All. Jurij Vernydub

Sebbene il Real Madrid rappresenti uno scoglio quasi insormontabile, il girone è assolutamente alla portata dell’Inter di Simone Inzaghi, squadra che deve portare con sé tanta rabbia dopo le brutte figuracce rimediate nelle passate edizioni.

Lo Shakhtar Donetsk sarà sicuramente la principale rivale per il passaggio del turno pur non essendo del livello dei nerazzurri, mentre lo Sheriff dovrebbe semplicemente fare da comparsa.

CONDIVIDI
Classe 1998, studio Lettere Moderne. Da sempre dipendente dal calcio e dall'Inter.