Champions League, girone E: Napoli, ancora il Liverpool! Salisburgo e Genk alla portata

Una serie di sorteggi non proprio fortunati non ha reso positivo nel corso degli anni il rapporto tra il Napoli e l’urna di Montecarlo. E ciò ha fatto sì che la si attendesse spesso con un particolare timore.

L’avranno assaggiato di nuovo i tifosi azzurri quando l’ex portiere ceco Petr Cech ha accoppiato la formazione di Carlo Ancelotti con il Liverpool, campione uscente della competizione ed avversario anche nella scorsa edizione. Poi, però, dalla terza e quarta fascia sono stati sorteggiati due avversari come Salisburgo e Genk. Insidiosi sì, ma sostanzialmente alla portata considerato il livello del torneo.

I partenopei partiranno, dunque, quest’anno senza l’assillo di dover compiere una grande impresa per superare la fase a gironi. Si affideranno all’esperienza di mister Ancelotti, che di Champions League ne ha portate a casa ben tre nel corso della propria carriera.

Consapevolezza dei propri mezzi ed entusiasmo saranno fondamentali per andare avanti il più possibile. Si partirà dalle notti del San Paolo, ad Anfield, in Belgio e in Austria. Con la voglia, chissà, di viverne altre.

LIVERPOOL (INGHILTERRA)

C’è poco da dire sulla formazione allenata da Jurgen Klopp. Finalista nel 2018 e trionfatrice nella scorsa edizione di Champions League, la squadra inglese parte nel ristretto gruppo delle favorite anche quest’anno. Il Liverpool ha iniziato la nuova stagione europea con un trofeo: la Supercoppa vinta ai calci di rigore ai danni del Chelsea di Frank Lampard. Rispetto alla scorsa stagione, è cambiato pochissimo.

La spina dorsale a cui si affida Klopp è sempre quella composta dal portiere Alisson Becker (miglior estremo difensore della passata edizione), dal difensore Virgil Van Dijk (miglior centrale, tanto per cambiare), da un solido centrocampo e dal terribile tridente offensivo Salah-Firmino-Mané. Sul mercato i Reds sono stati praticamente fermi. Nessun acquisto di rilievo e nessuna cessione, tranne quella possibile di un comprimario come Lovren. La scintilla non si è spenta e gli uomini di Klopp hanno ancora tanto da dare.

Il Napoli incontrerà il Liverpool alla prima giornata sul campo di casa. L’anno scorso gli uomini di Ancelotti si imposero per 1-0 con gol di Insigne, in una delle migliori prestazioni dello scorso anno. Di tutt’altro livello quella di Anfield Road, che diede il via al cammino trionfale dei britannici. Ma quest’anno gli azzurri dovranno fare in modo che la sfida di ritorno non sia da dentro o fuori.

SALISBURGO (AUSTRIA)

Anche gli austriaci sono una “vecchia”, ma recente, conoscenza del Napoli. Gli azzurri li hanno affrontati negli ottavi di finale dell’ultima Europa League. Al San Paolo un secco 3-0 permise ai partenopei di archiviare subito la pratica qualificazione, ma la sconfitta per 3-1 in Austria regalò qualche spavento. Proprio quel match ha fatto assaggiare agli uomini di Ancelotti il caldo ambiente dalla Red Bull Arena, che è già sold-out per la fase a gironi con quasi 30mila biglietti venduti.

Il Salisburgo di quest’anno ha, però, poco a che vedere con quello degli ultimi anni. La dirigenza ha deciso, infatti, di rinnovare la rosa, nella speranza di inaugurare un altro ciclo vincente. In panchina è arrivato Jesse Marsch, allenatore americano che ha sostituito Marco Rose. Sono partiti anche alcuni dei calciatori più rappresentativi come Dabbur, Lainer e Samassekou, accostati spesso anche a squadre italiane in sede di mercato. I nuovi arrivati, però, promettono molto bene. Il reparto difensivo è stato rinforzato con Maximilian Wober dal Siviglia e Rasmus Kristensen dall’Ajax. Assumerà un ruolo sempre più centrale nella rosa Szboszlai, uno dei 2000 più interessanti nel panorama europeo che Marsch schiera prevalentemente da esterno di centrocampo nel 4-4-2. Da sottolineare anche il frizzante Minamino, duttile attaccante esterno di nazionalità giaponese.

GENK (BELGIO)

Agli occhi del calcio italiano, questa realtà belga è stata vista recentemente come un’ottima fucina di talenti. Da qui, per citarne due, provengono ad esempio Koulibaly e Milinkovic-Savic. E da qui, come abbiamo analizzato sul nostro sito, sono pronti a prendere il volo tanti altri giovani.

Vincitore dello scorso campionato belga, il Genk è allenato da Felice Mazzù, che in questo inizio di stagione ha schierato la squadra con il 4-3-3. Perno dello schieramento è il norvegese Sander Berge, centrocampista classe 1998. Grande fisico e ottima visione di gioco, rappresenta un interessante mix di prestanza e tecnica. La punta, l’africano Samatta, ha mantenuto nelle ultime stagioni un’ottima media gol, confermata anche nelle prime giornate del nuovo campionato.

La politica dei giovani in casa Genk è stata protagonista anche nell’ultimo mercato, con gli acquisti di due profili interessanti come Bongonda e Odey. Saranno proprio freschezza e velocità le armi attraverso cui il club belga proverà a fare qualche scherzetto a Liverpool, Napoli e Salisburgo. Si proverà a smentire fin da subito chi vede il Genk come la vittima sacrificale del raggruppamento.


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