110 anni della Nazionale: auguri all’Azzurro!

Oggi, 15 maggio, corre la ricorrenza dei 110 anni dalla prima gara della Nazionale Italiana. Anni in cui si è assistito a gioie e delusioni, festeggiamenti e dispiaceri. Capace di unire un popolo intero in svariate occasioni, accompagnando la crescita di moltissime generazioni e di tanti giocatori italiani che fin da piccoli hanno sempre cullato il sogno di vestire un giorno quella maglia.

L’esordio della Nazionale italiana

Riavvolgiamo il nastro per arrivare fino al lontano 1910, quando proprio il 15 maggio una formazione, in rappresentanza del Belpaese, affronta un’amichevole contro i colleghi della Francia. Teatro dell’evento la città di Milano, con l’incontro che si disputa presso l’Arena Civica Garibaldi. Nonostante una Nazionale italiana agli albori, i giocatori in campo mostrarono le proprie qualità battendo i transalpini con un netto 6-2 che non lasciò spazio ad interpretazioni.

La nascita del colore azzurro e lo stemma della Nazionale

Le prime tre gare furono disputata con un completo bianco: la scelta fu dettata dal fatto che non fu raggiunto un accordo sul colore da utilizzare. Il colore azzurro subentrò a partire dall’anno successivo: la tenuta bianca fu sostituita da una di colore azzurro, giustificato dal fatto che il blu fosse il colore dello stendardo della casa reale dei Savoia.
Sulle maglie della Nazionale dal 1910 al 1946 campeggiò lo stemma della Croce Sabauda, affiancato durante il periodo fascista dal fascio littorio.
Il tradizionale scudetto tricolore è comparso nel dopoguerra, nel 1947, dopo la nascita della Repubblica Italiana. Successivamente integrato per la prima volta nel 1952 dalla scritta “ITALIA”, a ricordare i valori di unione dell’intero paese. Di qui, le varie varianti fino al giorno d’oggi che hanno sempre visto i colori della bandiera tricolore all’interno dello stemma che simboleggia l’unità nazionale.

Confronti positivi e ‘bestie nere‘ della Nazionale

La nazionale con cui l’Italia si è sfidata più volte nel corso degli anni è stata la Svizzera: ben 58 i match tra le due Nazionali, di cui quasi la metà hanno visto una vittoria degli Azzurri. A tallonare il record, il gruppone composto da Francia (39), Austria e Spagna (37), Germania (35) e Ungheria (34): ad eccezione delle Furie Rosse per cui prevale un equilibrio totale (segno X intercorso 15 volte, con 11 gare vinte da entrambe), per tutti gli altri casi l’Italia vanta un maggior numero di successi. Tuttavia, proprio con l’Ungheria si vanta la peggior sconfitta della storia (7-1 nel 1924), mentre il successo con più gol di scarto è un 9-0 rifilato agli Stati Uniti nel 1948, mentre la gara più reti messe a segno è stata quella contro l’Egitto (11-3) del 1928.
Per quanto riguarda le bestie nere possiamo annoverare Brasile (8 gare perse su 16 giocate) ed Uruguay (soltanto 3 vittorie su 11). Mancano invece dal secolo scorso le vittorie contro Argentina (10 giugno 1987), Austria (23 giugno 1998) e Brasile (5 luglio 1982).

I giocatori simbolo della Nazionale italiana

Il calciatore con più presenze in Nazionale è il campione del Mondo Gianluigi Buffon (176) che vanta anche il primato del numero più alto di presenze con la fascia da capitano (80), seguito a ruota da colui che ha alzato al cielo la Coppa del Mondo a Berlino: Fabio Cannavaro (79), secondo anche per numero di presenze (136). Tra i calciatori in attività, spiccano le presenze di Giorgio Chiellini (103), attuale Capitano dal 2018, e Leonardo Bonucci (95). Tra le fila dei goleador, svetta Gigi Riva (35 reti in 42 gare), mentre la miglior media reti a partita spetta a Silvio Piola (30 marcature in 34 gare disputate).

L’Italia 4 volte sul tetto del Mondo

La Nazionale Italiana in 110 anni di storia ha disputato 824 gare. Un numero che sottolinea, qualora ce ne fosse ancora bisogno, il blasone di una delle nazionali calcistiche più importanti del panorama mondiale. Non a caso, la mancata partecipazione ai mondiali del 2018 può essere vista come un’eccezione: nella storia, gli Azzurri non hanno preso parte alla competizione più importante soltanto nel 1930 e nel 1958.

Il primo trofeo vinto nella storia fu la Coppa Internazionale 1927-1930, seguito dal Mondiale vinto nel 1934, alla prima partecipazione, prontamente bissato quattro anni più tardi nel 1938. Nel mezzo, la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici del 1936, che riscattò quella di bronzo del 1928, e la Coppa Internazionale 1932-1935. Nel 1968 l’Italia si laureò campione d’Europa vincendo il suo primo ed unico Europeo, mentre due anni più tardi andò vicino dal vincere il terzo mondiale arrendendosi in finale contro il Brasile. Terza Coppa del Mondo che giunse nel 1982.

Dopo i trionfi, tante vittorie sfiorate: cammino nell’Europeo 1988 interrotto in semifinale, terzo posto nel 1990 quando fummo noi i padroni di casa ed una cocente sconfitta ai rigori in finale nel 1994 contro il Brasile, per poi uscire in semifinale nell’Europeo del 2000. Il successo è nell’aria e giunge nel 2006: l’Italia alza al cielo per la quarta volta nella storia la Coppa del Mondo, dopo aver battuto nei rigori gli acerrimi rivali della Francia, per poi collezionare una medaglia di argento nell’Europeo 2012 e un terzo posto nella Confederation Cup l’anno successivo.

In parole povere, un palmares importante che fa capire il motivo per cui questa nazione è nell’èlite del calcio mondiale.

Auguri Nazionale: anche oggi è bello essere azzurri!

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Classe '97, studente di Economia. Amante del calcio e delle sue sfaccettature a tutto tondo.

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