Negli ultimi giorni si sono fatti passi avanti per quanto riguarda la Serie A, con il calcio italiano che sembra orientato a riprendere gradualmente, iniziando con le dovute visite, per poi passare agli allenamenti che porteranno infine alla definitiva ripresa del campionato.

Niente di ufficiale, per ora, ma le dichiarazioni del presidente della FIGC Gabriele Gravina portano a pensare che ci siano molte possibilità di ripresa. Non tutti sono d’accordo, è difficile avere il consenso di tutte le parti in un momento particolare come questo dove ognuno porta ragioni e motivazioni diverse, per non dire contrastanti.

Il battibecco tra Lotito e Cellino

Tra chi nelle ultime settimane ha fatto intendere la propria posizione, e quindi quella del suo club, è Massimo Cellino, il quale si sta impegnando per evitare la ripresa del campionato. In questo dibattito che coinvolge tutta la Serie A l’avversario principale, almeno a parole e dichiarazioni, è la Lazio di Lotito che a sua volta spinge per riprendere e concludere la stagione.

La posizione di Cellino sull’annullare il campionato

E’ importante analizzare bene le parole di Cellino, perché in questo periodo le dichiarazioni assumono un valore più pesante rispetto al solito, e il presidente del Brescia ha rilasciato affermazioni che potrebbero avere delle conseguenze qualora si riprendesse a giocare.

Cellino ha infatti dichiarato qualche settimana fa che non avrebbe schierato la sua squadra in caso di ritorno in campo: “Non è una provocazione: mi diano i punti di penalizzazione che vogliono, mi assumo tutte le responsabilità del caso”, spiegò al Corriere dello Sport in un’intervista risalente al 22 marzo scorso. Si è parlato molto su come procedere se la Serie A non dovesse concludersi, avanzando anche l’ipotesi di congelare la classifica e non far retrocedere alcuna squadra in serie cadetta. In questo modo il Brescia sarebbe salvo, condizione che più difficilmente potrebbe arrivare dal campo considerati i 9 punti dalla zona salvezza.

Tuttavia, per capire a pieno le dichiarazioni di Cellino va fatto un passo oltre al calcio e “leggere” le sue parole osservando l’andamento del virus. Brescia è infatti una delle città più colpite d’Italia e non è sbagliato pensare che le affermazioni di Cellino non siano un modo per provare ad evitare la retrocessione ma per salvaguardare la salute e sicurezza di un’intera città.

Detto questo, non si mette in dubbio la priorità di Cellino di proteggere la popolazione bresciana, ma dal lato calcistico le ultime dichiarazioni potrebbero influire sul campionato, e a tal proposito vanno aggiunte le ultime parole rilasciate al Giornale di Brescia: “Io non voglio vantaggi e non ho paura di retrocedere perché non fallisco e perché la serie A ce la riprenderemo“. Un conto è prendere posizione spiegando semplicemente di non avere intenzione di terminare il campionato, un altro è affermare e ribadire di non avere paura di penalizzazioni e di retrocedere.

Il rischio della contraddizione

Polemica o farà davvero così se si torna a giocare? Se si trattasse semplicemente di polemica avrebbe potuto utilizzare altre parole, non tanto nei modi ma piuttosto nell’esporre le proprie volontà. Se Cellino non ha paura di retrocedere, così come ha affermato, allora non dovrebbe farsi problema a non schierare la squadra e ricevere sconfitte a tavolino e/o punti di penalizzazione.

Dall’altra parte, un uomo con grande esperienza nel mondo del calcio come lui è consapevole che queste condizioni se dovessero essere formalizzate potrebbero influenzare l’intero campionato. Una soluzione estrema e sicuramente inedita nel campionato di Serie A, ma se si trattasse solo di polemica e il Brescia tornasse a giocare regolarmente Cellino avrà dato l’impressione di aver esagerato con le sue affermazioni oltre a contraddire ciò che lui stesso non solo ha dichiarato ma soprattutto ribadito.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo