0-2.02.2020 non è solamente la giornata di oggi che verrà ricordata per la data palindroma ma è anche il risultato scaturito alla fine dei 90 minuti allo stadio “Angelo Massimino”, in cui ad avere la meglio sul Catania c’è stata la compagine barese.

Risultato scritto? Chissà ma di certo per il Monopoli è una vittoria stra-meritata.

É difficile scrivere e parlare di questo Catania che è sin troppo brutto per essere vero. Qualsiasi commento sarebbe superfluo perché per analizzare questa sconfitta non ci vuole molto in quanto la situazione è agli occhi di tutti.

La partita

C’è poco da dire sull’andamento del match, oggi il Monopoli ha vinto meritatamente e ha fatto una prestazione di altissimo livello. I rossoazzurri hanno invece perso lo spirito combattivo delle scorse settimane.

Lucarelli, senza attacanti in rosa, propone il “falso nueve” con Curcio deputato a svolgere questo complesso ruolo. Ad affiancare il numero 10 ci sono Barisic e Di Molfetta.

Passano in vantaggio i baresi al 17′ con Fella che sfrutta un cross basso e teso proveniente dall’out di destra e insacca facilmente il pallone in rete.

Nel primo tempo gli etnei creano qualche buona occasione con le verticalizzazioni che innescano Barisic che non riesce mai a centrare la porta. Lo sloveno sbaglia ogni pallone che tocca, giocatore ormai alla fine del suo lunghissimo ciclo a Catania che dura dal 2011. Giocatore pesante e sporco, la cui qualità sembra la corsa, ma da anni sembra fuori condizione in quanto lento e macchinoso.

La sua prestazione è impalpabile e i tifosi non perdono occasione di farglielo notare. Il risultato sono dei brutti gesti che il giocatore, ragionevolmente, rivolge ai supporters rossoazzurri.

Nel secondo tempo è il Monopoli che ha il totale controllo del gioco. Il tecnico del Catania prova a cambiare qualcosa mettendo nella mischia Vicente, Mazzarani e il neo acquisto Capanni. Il nuovo numero 7, scuola Milan, non brilla durante il match e sembra un giocatore del tutto normale. Forse paga l’emozione vista la giovane età, classe 2000, ma non sembra un giocatore che può cambiare le sorti degli etnei.

I biancoverdi provano a trovare il goal con tiri dalla distanza, Furlan vola più volte ed evita il duplice vantaggio.

Ma è proprio una papera del portiere del Catania che consente a Donnarumma, migliore in campo, di timbrare il cartellino dei marcatori.

C’è pure spazio per l’esordio del capitano della Beretti del Calcio Catania: Rossitto. Il numero 24 festeggia in una sola giornata la prima convocazione e la prima presenza con la squadra maggiore.

La partita finisce così, il Monopoli giganteggia al “Massimino” e vince meritatamente.

I baresi si confermano bestia nera di Lucarelli che 2 anni fa subì la sconfitta più roboante della sua carriera: 5-0 a Monopoli e panchina che scricchiolò parecchio. Ma da quella partita il tecnico rossoazzurro riuscì a compattare l’ambiente e portò gli etnei a disputare la finale dei playoff.

Ora la riflessione si fa più ampia e le parole dell’allenatore del Catania rimbombano e pesano tanto. Non ha alzato bandiera bianca ma ha fatto un grosso passo indietro affermando: “Oggi finisce il sogno, dobbiamo pensare a salvarci-prosegue dicendo- Ho chiesto aiuto in più occasioni, ma nessuno tende la mano ed è ovvio che alla prima difficoltà la squadra si sgretola.

Il giudizio non può non essere condizionato dall’atmosfera, è difficile non leggere e non vedere quello che succede fuori. La prestazione è figlia del momento. Non ho la bacchetta magica. Detto questo, non si molla, porto avanti la baracca finché posso e finché ne avrò la possibilità. Dimissioni? Io posso essere inca… come una bestia, ma sicuramente non mi dimetto e non per una questione di soldi. Un giorno vi farò vedere la mia busta paga..

Sarebbe stato troppo semplice dimettersi e rimettermi sul mercato. Vado fino in fondo col Catania, come ho promesso. Ci ho sempre messo la faccia. Se quando sono arrivato mi avessero detto che ci sarebbe stata questa situazione non avrei accettato.

A Cristiano Lucarelli vanno dati tantissimi meriti. Oggi ha parlato in maniera molto schietta, come ha SEMPRE fatto. Ma questa volta è sembrato come se non fosse neanche un tesserato del Calcio Catania, ha spiegato la situazione parlando con il cuore in mano.

Per carità non è di certo una cosa nuova per lui, però ha detto quello che noi giornalisti, tifosi o chiunque segua questa squadra ha sempre detto.

Le dichiarazioni di Lo Monaco sono state un’uscita a vuoto clamorosa, un errore, uno dei tantissimi e infiniti errori che questa dirigenza ha compiuto.

La proprietà sta sfasciando tutto quello che l’allenatore semina.

Questa è una società allo sbaraglio ed è FINITA. Che sia ben chiaro a tutti. Solo un cambio di proprietà potrà fermare questa emorragia.

Il Catania è un morto che cammina!

CONDIVIDI
Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008