Che il Bari fosse la squadra meglio attrezzata del girone sud della Serie C non c’erano dubbi, ma che il Catania gli potesse tenere testa come ha fatto ieri, si, c’erano tanti dubbi. I ragazzi di Lucarelli sono stati compatti fino alla fine e non hanno subito le offensive di Antenucci e compagni. Il 3-5-2 del tecnico livornese sta dando i suoi frutti almeno in fase difensiva, l’attacco è ancora da rivedere.

Il tecnico livornese propone i titolari di questo frangente di campionato, con il rientro di Pinto e Dall’Oglio al posto di Marchese e Rizzo. Contro il 3-5-2 di Vivarini, impostato su un sontuoso Awua in mezzo al campo e le ripartenze di Costa a supporto di Antenucci e Simeri. Il 3-5-2 di Lucarelli funziona, trovando le giuste misure in difesa e, talora, indovinando la verticalizzazione giusta per il mobile Di Piazza. Peccato che i due “quinti”, fondamentali per tale modulo, nel Catania non girano a dovere e accompagnano poco l’azione. Il numero 9 sembra troppo isolato con Mazzarani e i due interni di centrocampo che lo accompagnano poco e non riempiono l’aria in fase di cross dalla fascia.

Il primo tempo è stato indubbiamente spumeggiante, due grandi squadre che si sono affrontate a viso aperto. Occasioni da una parte e dall’altra con i due portieri protagonisti. Netto il rigore negato ai rossazzurri al 24’ per un clamoroso fallo di mani in piena area (almeno un metro e mezzo) di Awua. Protagonista, ancora una volta, in negativo il celebre Marchetti di Ostia Lido, già in passato autore di prestazioni disastrose ai danni dei rossazzurri. Altrettanto clamorosa è l’occasione fallita da Mazzarani quattro minuti prima, su ottima azione promossa da Di Piazza. Incredibile l’errore, secondo consecutivo dopo quello con il Bisceglie, dell’ex modenese.

Anche lo stesso Di Piazza al 36’ si procura un’altra grande occasione, trovando la gran parata di Frattali, a dimostrazione di come il Catania in ogni caso meritasse il vantaggio, a fronte di un Bari quasi del tutto inesistente in avanti (deludentissimo l’ex Antenucci, poi sostituito nella ripresa). Gli ospiti nel secondo tempo migliorino sotto questo profilo (un solo tiro potenzialmente pericoloso del subentrato Folorunsho, un paio di metri a lato, a dieci minuti dalla fine), ma non soffrono più di tanto a causa dell’inevitabile calo del Catania, squadra di scarsa intensità atletica. I baresi si accontentano del buon punto in trasferta e i rossazzurri non riescono più a pungere.

Interessante l’esperimento tattico di Lucarelli che come da egli stesso detto durante la conferenza stampa post partita, cercava di aggirare la difesa “lenta” dei galletti con i traversoni provenienti dalla fascia. Proprio per questo più volte Dall’Oglio andava ad allargarsi e Pinto e Calapai stavano in linea con le due punte. Esperimento riuscito nel primo tempo, poi nella seconda metà di gioco la condizione è scesa e il tecnico rossoazzurro ha provato ad utilizzare la fisicità di Barisic proponendo un 3-4-3, cercando di sfruttare il gioco sugli esterni. L’intelligente Vivarini ha risposto alla mossa tattica del mister del Catania schierandosi con la difesa a quattro -“la peggior formazione per noi“- afferma Lucarelli facendo i complimenti al collega.

Un buon Catania nel complesso contro la “corazzata” Bari. È chiaro che Lucarelli sta pensando di più alla fase difensiva e a risollevare il morale dei giocatori, il risultato per ora è positivo: il Catania ha preso solo un goal in 2 partite e le due squadre affrontate non hanno mai impensierito la retroguardia Etnea. Si è vista una rinnovata solidità difensiva con un rinfrancato Mbende, fra i migliori, un lucido Biagianti, promosso da centrale, e un Silvestri meno impreciso del solito. Merito anche dell’impostazione tattica di Lucarelli, il cui 5-3-2 sicuramente protegge meglio il reparto arretrato, potendo contare anche su uno schermo mediano più robusto come quello costituito da Welbeck. Peccato che la cosiddetta “coperta corta” sia diventata quasi un assioma in casa Catania. Con Camplone la si tirava in avanti, ottenendo tanti gol siglati e un numero ancor maggiore subito; con Lucarelli la si tira indietro, raggiungendo una certa impermeabilità difensiva e una quasi totale insipienza in fase avanzata.

I migliori:

Mbende: ancora una volta quasi perfetto. La “cura” Lucarelli sembra aver dato buoni frutti su un giocatore più sicuro nello schieramento a tre e bravo anche in impostazione. Antenucci limitato, così come le discese dello stantuffo Costa.

Furlan: se il Catania ha mantenuto la porta inviolata deve sicuramente dire grazie al suo numero uno. Non interventi incredibili, ma quell’aggiunta di solidità e sicurezza che non guastano certamente in questo momento. Due conclusioni respinte perfettamente e uscite scacciapensieri sui cross pugliesi.

Di Piazza: partita intensa, generosa e anche molto preziosa dal punto di vista tecnico. Parte in profondità quando c’è lo spazio e duetta in maniera intelligente con Mazzarani, accorciando e allungando la squadra con la giusta tempistica. Finisce la gara stremato e con un unico rammarico: il gol; ma la prestazione può lasciarlo molto più soddisfatto di qualche gol rubacchiato

I peggiori:

Mazzarani: qualche giocata in verticale illuminante, come l’assist per Di Piazza, qualche movimento utile in raccordo, ma su tutte grida vendetta l’occasionissima sciupata al quarto d’ora, con la porta sguarnita e la mira totalmente imprecisa. Nella ripresa un calo probabilmente dettato dalla stanchezza, ma di certo in generale una prestazione leggermente sottotono

Lodi: non una prestazione indimenticabile per il numero dieci, che però è stato come al solito uno dei più pericolosi dei suoi grazie ad una punizione millimetrica. Dopo la sua uscita il giro palla del Catania non migliora, anzi, ma inevitabilmente deve essere gestito

Pinto: corre tanto e si fa trovare sempre alto, però troppi errori di misura. Cross sbagliati e appoggi non precisi, ma nel complesso una prestazione che sfiora la sufficienza nel processo di ripresa mentale del numero venti

Il lavoro è lungo e con il tempo si dovrà migliorare anche la fase offensiva che tutt’oggi si è dimostrata sterile e con pochi sprazzi che spesso sono stati determinati da giocate dei singoli. Certo che se il Catania avesse concretizzato le due chiarissime occasioni create, soprattutto quella di Mazzarani, probabilmente oggi avremmo parlato di una squadra rivitalizzata. Anche il rigore netto e chiaro non dato è un alibi a favore di mister Lucarelli. 

Potevano essere 6 punti in due partite, ma sono solo 2. C’è qualcosa da sistemare e le prime risposte potranno arrivare dall’infermeria che pullula di giocatori importanti. C’è molto materiale su cui lavorare, i tanti giocatori infortunati presentano caratteristiche tecniche totalmente diverse da quelle dei titolari di questi due match. Come detto dal mister si può anche ragionare, in futuro, su un 3-4-3, sfruttando le caratteristiche di: Di Molfetta, Sarno e Lele Catania.

Spingere TUTTI dalla parte dei rossoazzurri può solo fare bene a questa squadra, come detto dall’allenatore: “negli ultimi 15 anni il Calcio Catania ha costruito i suoi risultati quando TUTTE le componenti spingevano dalla stessa parte”. Purtroppo ora non è così e tutti (dirigenza e tifosi) dovrebbero fare un passo indietro.

TABELLINO
CATANIA-BARI 0-0

CATANIA (3-5-2): Furlan; Mbende, Silvestri, Biagianti; Calapai, Welbeck, Lodi (dal 70′ Barisic), Dall’Oglio (dal 70′ Rizzo), Pinto (dall’82’ Marchese); Mazzarani, Di Piazza. A disp.: Martinez, Noce, Biondi, Saporetti, Marchese, Rizzo, Bucolo, Rossetti, Catania, Barisic, Curiale, Distefano. All: Lucarelli.

BARI (3-5-2): Frattali; Sabbione, Di Cesare, Perrotta; Berra, Schiavone, Awua (dal 90′ Terrani), Scavone (dal 15′ Folorunsho), Costa (dal 72′ Floriano); Antenucci (dal 72′ Ferrari), Simeri (dal 90′ Neglia). A disp.: Marfella, Liso, Bianco, Esposito, Cascione, Corsinelli, Kupisz, Ferrari, Folorunsho, Neglia, Floriano, Terrani. All: Vivarini.

ARBITRO: Matteo Marchetti di Ostia Lido.

ASSISTENTI: Cosimo Cataldo di Bergamo e Marco Ceccon di Lovere.

AMMONITI: Berra al 57′, Folorunsho e Costa al 64′, Silvestri al 66′, Schiavone all’86’

ESPULSI: –

RECUPERO: 1′ pt; 3′ st;

INDISPONIBILI: Llama, Esposito, Sarno, Fornito e Di Molfetta; Hamlili e D’Ursi.

SQUALIFICATI: –

DIFFIDATI: Dall’Oglio

SPETTATORI: 7.807 (334 settore ospiti)

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Mi chiamo Edoardo Sergi, sono nato a Catania 21 anni fa e studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. Amo lo sport, specialmente il calcio. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport

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