Fabio Pagliara potrebbe uscire di scena dalla Sigi, questo quanto raccolto dalla redazione di Novantesimo.com dopo le anticipazioni di oggi da parte di Pianeta Catania. 

Un tira e molla che non nasce di certo ora, tanti i piccoli segnali che andavano verso una scollatura fra le due parti. Ora che si entra nel vivo della prossima stagione sembrano però nascere i primi problemi che evidenziano un distacco troppo grande fra le vedute di pensiero del manager catanese e gli altri soci Sigi. 

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è l’ingresso di Tacopina in società. Pagliara è disponibile ed entusiasta ad accogliere l’imprenditore Italoamericano, non solo per le credenziali economiche ma anche per un discorso di espansione del brand in America. 

I soci Sigi come il prossimo presidente, nonché azionista di maggioranza, Gaetano Nicolosi sono invece sfavorevoli all’ingresso in società di Tacopina. Le motivazioni sono semplici. La SpA capeggiata dall’avvocato Ferraù non vuole che dopo l’impressionante sforzo compiuto per salvare la matricola 11700 arrivi qualcuno che trovi la “tavola apparecchiata” è detti legge all’interno del management della squadra etnea. 

Inoltre come affermato più volte dai vari soci, il Catania dispone di una discreta potenzialità economica sebbene in cerca di altri imprenditori pronti a sposare il progetto. 

In sintesi in Sigi si entra ma solo se si rispettano le regole dello statuto, quindi potere decisionale massimo del 30% in sede di cda.

D’altronde l’interesse del broker statunitense è concreto tanto da venire in città per la seconda volta nell’arco di un mese. Arriverà il 27 agosto e tornerà in base il 2 settembre. A fargli compagnia ci sarà un ex banchiere della Goldman Sachs e attuale proprietario dell’hotel 5 stelle “The Courtain” situato a Londra. 

La Sigi però non gradisce la presenza di Tacopina in città dato che non ha avvisato della sua presenza, se non tramite i giornalisti e quindi non è atteso per il momento a Torre del Grifo. 

Tornando a Pagliara la crisi sembra difficilmente rimediabile, il ruolo che gli è stato proposto è quello di curare il marketing (vedi brand 11700 e cambio logo), lui dal canto suo vorrebbe più potere, forte di essere stato, insieme a Maurizio Pellegrino, l’ideatore dell’ormai ex comitato. 

Le richieste del segretario Fidal sono le seguenti: azionariato diffuso, crowdfunding e totale cambiamento dell’area marketing con annessa rivoluzione societaria. Quindi uno switch dal ormai vecchio modus operandi. 

In questo momento il Catania sembra andare verso un’altra direzione. Seppur più volte sbandierato come azionariato diffuso in questo momento il socio forte è Nicolosi infatti è stato lui ad aver messo più risorse per iscrivere il club etneo al prossimo campionato. 

Secondo quanto raccolto, stasera ci sarà un incontro chiarificatore a Riposto. Infatti Pagliara era atteso in mattinata a Torre del Grifo ma i soci si vedranno stasera a cena dopo che Pellegrino, Guerini e appunto Pagliara saranno premiati dall’USSI. 

Prima o poi doveva succedere, questi sono primi segnali di incomprensione in Sigi dopo il miracoloso acquisto del Calcio Catania. 

Per carità nulla di anormale, semplici diversità di vedute fra le tante persone che costituiscono l’SpA che detiene il 95,4% delle azioni del club rossoazzurro.

Vedremo cosa accadrà stasera: Pagliara è ad un bivio. 

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Edoardo Sergi, classe 1998 nato a Catania. Studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport.