E’ rivoluzione in casa Catania, dopo l’esonero di Andrea Camplone a margine della pesantissima sconfitta inflitta dalla Vibonese, i rossoazzurri ripartono da Cristiano Lucarelli che già si era seduto sulla panchina dell’Elefante durante la stagione 2017-2018, raggiungendo un buon secondo posto in campionato.

Gli etnei hanno avuto veramente pochissimo tempo per preparare al meglio questo match, infatti il tecnico livornese è arrivato ai piedi dell’Etna solo lunedì, ha svolto l’allenamento pomeridiano e poi si è tenuta la classica conferenza stampa di presentazione. Nella mattinata di ieri c’è stata la rifinitura pre-gara a Torre del Grifo e di sera si è giocato.

Un clima inverosimile allo stadio “Angelo Massimino”: la curva sud non entra e lascia uno striscione di protesta, la curva nord entra e contesta proprietà e dirigenza per tutti i novanta minuti di gioco. Una situazione già annunciata dopo la disfatta di Vibo Valentia e le continue schermaglie fra il tifo organizzato e l’ad Pietro Lo Monaco.

Protesta della curva sud che decide di non entrare

Il primo Catania dell’allenatore livornese si è presentato con un 5-3-1-1 abbottonato anche in casa, con tre difensori centrali (interessante l’esperimento di capitan Biagianti regista difensivo, ma da rivedere contro avversari più forti), due terzini a fare da “quinti” (Calapai e il ripescato Marchese, considerata l’indisponibilità dell’ultima ora di Pinto, colpito da stato febbrile e rimasto a Torre del Grifo), un mediano robusto davanti alla difesa (Welbeck), due mezzali (Rizzo e Lodi) e una seconda punta (Mazzarani) a sostegno del centravanti Di Piazza. Evidente l’intento di conferire un minimo di compattezza all’armata Brancaleone vista a Vibo Valentia, cercando di proteggere quanto più possibile una difesa fragile e lenta. In questa direzione, va letto l’impiego di Welbeck da metodista, così come l’arretramento di Biagianti al centro della difesa, nella speranza di proporre un aiuto al ghanese in fase di riproposizione dell’azione.

Il match durante la prima parte del primo tempo è con poche emozioni, il Catania prova a fare la partita ma i neroazzurri si chiudono bene e l’equilibrio fa da padrone. Al 38′ Mazzarani sfiora il goal colpendo l’incrocio dei pali dopo un’eccezionale parata di Casadei, cinque minuti dopo ci pensa Mbende a sbloccare il risultato da calcio d’angolo con un’impetuosa incornata di testa.

La seconda metà di gara è più piacevole, i rossoazzurri hanno due chiare occasioni per chiudere la partita, prima con Calapai che “galoppa” sulla fascia destra, entra in area e calcia sull’esterno della rete. Poco dopo con l’occasionissima per Curiale, servito con un magistrale colpo di tacco di Di Piazza: il tiro del numero 11 finisce fuori di poco alla destra dell’estremo difensore pugliese. Al novantesimo la pareggia il Bisceglie con il più classico dei goal dell’ex: Giulio Ebagua si fionda su un cross proveniente dalla sinistra prendendo il tempo a Saporetti, ed impatta di testa in rete.

Un Catania sfortunato che probabilmente avrebbe meritato i 3 punti, invece riesce solamente ad ottenere un pareggio, il primo della stagione, che gli va stretto. Una squadra totalmente rivoluzionata, infatti, oltre il modulo, gli etnei hanno giocato un calcio totalmente diverso rispetto a quello praticato con Camplone. Ovviamente, un centrocampo così concepito, con Lodi decentrato sulla mezzala destra e un altro medianaccio come Rizzo sulla mezzala opposta, fa fatica a proporre gioco “pulito”, tanto che i rossazzurri spesso si affidano a lanci dalle retrovie, soprattutto di Silvestri e dello stesso Mbende, per gli scatti di Di Piazza, seguito a rimorchio da Mazzarani. Si è più compatti, più coperti, si rischia poco, ma si produce di meno in fase di costruzione del gioco e di occasioni da rete.

L’altra faccia della medaglia è la difficoltà a mettere gli attaccanti nelle condizioni di tirare in porta e la palese idiosincrasia di Lodi al ruolo di mezzala. Questo potrebbe rivelarsi un problema, il solito problema per Lucarelli. Al di là di un paio di belle aperture, il numero 10 rossazzurro è sembrato avulso dal gioco, fino ad essere sostituito da Bucolo nel finale.

I migliori in campo per il Catania sono stati: Biagianti che in un’ insolita posizione da “libero” è riuscito a soffocare le avanzate offensive dei pugliesi; Rizzo, giocatore spesso criticato, ieri ha sfornato una buona prestazione condita da grande corsa e quantità; Di Piazza che ha giocato una partita di grande sacrificio fornendo assist e sponde per liberare i compagni. Il peggiore: Lodi, non è entrato mai in partita, i palloni giocati dal centrocampista sono stati abbastanza “scolastici” rallentando spesso la manovra.

In 24 ore non si possono fare miracoli e il Catania ha tanto da recuperare, impossibile dare un giudizio sull’operato del neo tecnico degli etnei che ha l’arduo compito di portare la squadra quantomeno a giocare i play-off, che da quest’anno non saranno più accessibili alle prime dieci classificate della regular season come negli anni passati. La strada è lunga e tutta in salita, ma a Lucarelli piacciono le sfide, come da egli stesso detto. Ha preso una squadra con enormi difficoltà tecniche e caratteriali ed è difficile rialzare la china. L’incognita rimane sempre quella di dare solidità difensiva ad una squadra che nel reparto arretrato ha la “coperta corta” e giocatori non all’altezza di disputare un campionato di vertice.

Domenica prossima al “Massimino” si presenterà una squadra più forte, più in salute e in piena fiducia. Il Bari di Vivarini sta viaggiando a mille e ha già quasi del tutto annullato il ritardo rispetto alle prime accumulato durante il difficoltoso inizio di torneo. I biancorossi scenderanno in campo da chiari favoriti, malgrado i rossazzurri possano godere dei vantaggi del fattore campo. Prenderne atto con umiltà e pedalare sarà probabilmente l’unica chance a disposizione degli uomini di Lucarelli al fine di evitare un’altra delusione. Quindi, profilo basso, lavoro e determinazione, solo così il Catania potrà pretendere il rispetto del pubblico.

TABELLINO
CATANIA-BISCEGLIE 1-1
Marcatori: Mbende al 44′, Ebagua al 91′.

CATANIA (3-5-2): Furlan; Mbende, Silvestri, Biagianti; Calapai (dall’86’ Biondi), Rizzo, Lodi (dall’81’ Bucolo), Welbeck, Marchese (dall’86’ Saporetti); Di Piazza (dall’81’ Catania), Mazzarani (dal 61′ Curiale). A disp.: Martinez, Noce, Saporetti, Biondi, Bucolo, Barisic, Rossetti, Curiale, Catania, Distefano. All: Cristiano Lucarelli.

BISCEGLIE (3-5-2): Casadei; Turi, Hristov, Piccinni; Mastrippolito (dal 46′ Ferrante), Abonckelet, Zibert, Camporeale (dal 72′ Ebagua), Tarantino (dal 61′ Cardamone); Montero, Gatto (dal 17′ Longo). A disp.: Borghetto, Wilmots, Murolo, Dellino, Cardamone, Ferrante, Spedaliere, Ebagua, Manicone, Longo. All: Sandro Pochesci.

ARBITRO: Federico Longo di Paola.

ASSISTENTI: Amir Salama di Ostia Lido e Domenico Fontemurato di Roma 2.

AMMONITI: Montero al 54′.

ESPULSI: –

RECUPERO: 1′ pt; 5′ st-

INDISPONIBILI: Sarno, Esposito, Di Molfetta e Llama; Diallo, Zigrossi, Ungaro e Rafetrainaina.

SQUALIFICATI: Dall’Oglio.

DIFFIDATI: –

SPETTATORI: 6.724.

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Mi chiamo Edoardo Sergi, sono nato a Catania 21 anni fa e studio Economia Aziendale presso l'Università degli studi di Catania. Amo lo sport, specialmente il calcio. La mia più grande passione è quella di scrivere e raccontare storie di sport

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