Il referendum che si terrà domenica per stabilire o meno l’indipendenza della Catalogna potrebbe cambiare non solo la storia della Spagna ma anche il calcio spagnolo.

A tal proposito ha parlato Gerard Figueras, direttore generale dello Sport della Generalitat catalana, che ai microfoni della Gazzetta dello Sport ha spiegato i cambiamenti che il referendum potrebbe apportare al mondo del calcio.

“Per noi è chiaro che lo sport è parte viva del referendum: se dovesse vincere il “Sì” la prima immagine d’indipendenza vera che il mondo, ma anche la Catalogna, avrà sarà quella della nazionale catalana in una partita di calcio ufficiale. Sento spesso dire che non bisogna mischiare sport e politica. Al contrario, a mio avviso è obbligatorio farlo perché lo sport è la proiezione del Paese nel mondo, e per questo è tanto importante. Non si possono separare le due cose. L’aspetto più importante è la grande incognita di questi giorni, ovvero cosa succederà con le squadre professionistiche, dove giocheranno le squadre catalane e in particolare il Barça, visto che tutto il mondo è ossessionato dal tema. Non c’è una risposta dicotomica: chi dice che il futuro sarà bianco o nero sbaglia perché si aprirà un nuovo scenario e bisognerà negoziare. In caso d’indipendenza le squadre catalane di Liga, Barcellona, Espanyol e Girona, prima di tutto dovranno decidere dove vogliono giocare: nella Liga spagnola o in quella di un Paese vicino: Italia, Francia, la Premier. Una volta che i club avranno fatto questa riflessione si dovrà iniziare una trattativa con la Federazione che organizza il torneo prescelto. Sarà il Barça a dover decidere se voler continuare nella Liga spagnola, e se lo decide ci sarà una negoziazione. E quindi nonostante ciò che ha detto il signor Tebas fino a oggi la sua opinione non sarà l’unica che conterà davvero, dovrà confrontarsi con quelle del resto dei club della Liga e soprattutto dovrà tenere in considerazione gli aspetti contrattuali ed economici, che sono rilevanti. E poi gli argomenti citati da Tebas, secondo i quali in caso d’indipendenza della Catalogna la legge spagnola impedirebbe alle squadre catalane di giocare in campionati spagnoli, sono falsi. Ora in Spagna ci sono squadre di altri Paesi che giocano in campionati nazionali: i club di Andorra tanto nel calcio che nel basket. In Francia gioca il Monaco, in Inghilterra i club gallesi: non penso che la Uefa abbia nulla in contrario a vedere un altro club giocare in una Liga differente a quella del suo Paese. Siamo in una situazione di conflitto politico e fino a domenica la temperatura continuerà a salire ed è chiaro che tutti utilizzino argomenti per far salire la tensione. Tebas sta facendo campagna per il “No”, si è apertamente manifestato come affine ai movimenti franchisti, quindi contro l’indipendenza della Catalogna: sta utilizzando la propria posizione per provare a spaventare quelle persone che sono tifose del Barça e che potrebbero votare “Sì”, facendo pensare loro che il Barça non giocherà mai più col Madrid a meno di incontri di Champions, sperando così che non vadano a votare. Lui fa la sua campagna e va bene che la faccia fino a domenica”, riporta Calciomercato.com.
APRI un CONTO con bet365 e RICEVI IL SUPERBONUS che RADDOPPIA le giocate.

CONDIVIDI
15/10/99 Redattore di Novantesimo

Warning: A non-numeric value encountered in /web/htdocs/www.novantesimo.com/home/wp-content/themes/Newspaper/includes/wp_booster/td_block.php on line 1008