Il Covid-19 ha fermato tutto ciò che faceva parte della nostra quotidianità e tra questi anche i campionati di calcio in Europa ma la UEFA è sicura di poter riprendere la stagione e terminarla.

Quasi tutti i presidenti delle rispettive federazioni europee sono concordi sul concludere la stagione in corso, tranne il Belgio che ha annullato il campionato assegnando il titolo prendendo in considerazione la classifica dell’ultima giornata giocata e quindi al Bruges.

Questa decisione ha scatenato le ire del Presidente della UEFA Aleksander Ceferin: “Le squadre del Belgio e le altre che pensano a una soluzione simile rischiano di non partecipare alle coppe europee nella prossima stagione”. Il numero uno del massimo organo calcistico europeo ha messo in chiaro subito una cosa, chi non termina il campionato avrà ripercussioni sulle qualificazione alle prossime edizioni di Champions League ed Europa League.

D’altro canto, sempre lo stesso Presidente della UEFA , invita alla calma: “Sono ottimista sul fatto che vedremo la conclusione del campionato spagnolo, sono ottimista sul fatto che vedremo la conclusione del campionato italiano, e sono ottimista in generale. Certo, non posso garantire nulla, non posso promettere nulla. Dipendera’ tutto dalla situazione di ciascun Paese, dipendera’ dal fatto che le circostanze siano abbastanza sicure da permettere di giocare a calcio senza mettere in pericolo nessuno”. La domanda allora è… Quando effettivamente riprenderanno i campionati e con che modalità?

La Serie A riparte a maggio?

Nella serata di ieri il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha prorogato la quarantena fino al 3 di maggio spegnendo subito le speranze di alcuni club di Serie A di poter riprendere almeno gli allenamenti sui propri campi. Il Ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, ha però aperto uno spiraglio con una lettera indirizzata al Presidente del CONI Giovanni Malagò: “Nella profonda convinzione che i nostri atleti e le nostre atlete, normodotati e disabili, torneranno a vincere e onorare presto il Tricolore, dentro e fuori i campi di gara, vi prego di voler attivare le Federazioni e gli altri soggetti del sistema sportivo affinché la ripresa degli allenamenti e delle attività avvenga, presumibilmente dal 4 maggio, nel più rigoroso rispetto delle prescrizioni di sicurezza che saranno individuate d’intesa con le autorità sanitarie e gli organismi scientifici”

Al momento si può ipotizzare una data della ripresa, ovvero la metà di maggio, probabilmente a porte chiuse la FIGC spinge alla riapertura delle competizioni in ogni suo grado e ordine per poter concludere quanto prima possibile tutti i campionati e cercare di livellare la perdita economica all’interno delle varie leghe.

Alcune società si sono attrezzate con lo smart working tra i giocatori ed i preparatori atletici che tramite Skype riescono a seguire gli allenamenti dei tesserati

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Le perdite economiche enormi della Liga

Il Presidente della Federcalcio spagnola, Javier Tebas, ha le idee chiare: “La prima data utile può essere il 28 maggio, in Spagna ci stiamo ragionando e non vogliamo farci trovare impreparati e in alternativa si può pensare di ripartire il 6 o il 28 giugno. In questo modo rispetteremmo il protocollo mandato anche alle altre leghe europee, le competizioni nazionali a giugno farebbero slittare quelle internazionali al mese successivo, e così via. Siamo sicuri di poter concludere i campionati, non è stata proprio contemplata l’ipotesi di cancellare la stagione in nessuna Lega e chi spinge in tale direzione lo fa per interessi personali. Perdite? Circa 1 miliardo di Euro, ma in ogni caso pur terminando i campionati ci sarebbero difficoltà a cui far fronte”.

La difficoltà maggiore per la Liga è quella legata ai diritti televisivi. La Federcalcio ha incassato circa il 90% e potrebbe rinunciare al 10% restante e restituire un ulteriore 18% ed il danno economico per le società sarà immenso. L’ipotesi sarebbe quella di dover giocare ogni 3 giorni a porte chiuse per rispettare tutto il calendario e non andare oltre ad una certa data in vista della stagione prossima.

La riforma dei diritti tv in Premier League

In Premier League non si è ancora risolto la questione in merito al taglio degli stipendi con il sindacato dei calciatori che ha subito rifiutato la richiesta della riduzione del 30% dei salari chiesto dalla Federazione. La Players’ Football Association ha spiegato: “I giocatori pretendono l’ultima parola sull’utilizzo delle loro decurtazioni salariali, preoccupati che i tagli finiscano per privare lo Stato di enormi introiti (sotto forma di mancato gettito fiscale) proprio nel momento di massimo bisogno”.

La Premier League ha però già pianificato quello che sarà il termine della stagione. Si giocherà a giugno, ritmi serratissimi per concludere il prima possibile ma la quasi certezza sarà che le gare verranno giocate a porte chiuse e trasmesse sulla Tv in chiaro.

La Bundesliga riparte: c’è la data

Il pragmatismo teutonico la fa da padrone anche durante l’emergenza Coronavirus. La Federcalcio tedesca sta studiando la soluzione migliore per terminare la stagione e la data ipotizzata sarebbe quella del 9 maggio. Le gare verranno giocate a porte chiuse con un limite di circa 126 persone all’interno della struttura tra: calciatori, staff tecnico e sanitario, raccattapalle, addetti alla sicurezza, dirigenti e giornalisti.

Quando riprenderanno le coppe Europee?

La UEFA, infine, ha già dichiarato l’intenzione di voler terminare a tutti i costi le due massime coppe europee senza voler modificare il format anche se molti indicano l’idea come possibilità di far scoppiare un nuovo caso Valencia-Atalanta con gli spagnoli che hanno contratto il Coronavirus dopo aver giocato contro i bergamaschi. Il Presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, è però certo di concludere il tutto anche per una questione economica e di accordi commerciali che, se non rispettati, porterebbe un danno economico non indifferente all’interno del sistema calcio in Europa.

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Campano di nascita e siciliano d'adozione, classe 93' e passato da terzino destro. Ho successivamente capito che rendo meglio da giornalista che come calciatore.

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