Da sempre la Coppa d’Africa regala scenari e situazioni ai limiti della realtà, ma mai come quest’anno si era arrivati a questo punto. Tra partite finite cinque minuti prima salvo poi riprendere senza nemmeno un minuto di recupero, inno sbagliati e fatti risuonare, rigori su rigori per la maggior parte sbagliati e altri mille colpi di scena. L’apice però è stato raggiunto con la lunga vigilia e soprattutto il post partita di Camerun e Comore.

La situazione

Il Camerun padrone di casa e cinque volte campione d’Africa affronta le Isole Comore, uno Stato insulare dell’Africa Orientale alla prima partecipazione della storia. Per l’ex colonia francese si tratta di una sfida molto difficile sulla carta contro la nazione ospitante trascinata da Vincent Aboubakar, attaccante ex Porto e Besiktas che ha chiuso in testa alla classifica marcatori dopo la fase a giorni. Un classico “Davide contro Golia” che presto si trasformerà in una missione impossibile.

Il 22 gennaio alle ore 14, a soli quattro giorni dalla storica vittoria per 3-2 sul Ghana, il direttore generale del Comore, El Hadad Himidi, annuncia tramite un videomessaggio di un minuto su Twitter la spiacevole situazione che vede dodici casi di Covid tra giocatori e staff, sottolineando che tra i calciatori positivi risultano anche gli unici due portieri rimasti vale a a dire Moyadh Ousseini e Ali Ahamada visto che Ben Boina è infortunato.

Naturalmente dai piani alti ci si mette subito al lavoro per pensare ad un piano B, ma in conferenza stampa si pensa al campo ed ecco che entra in gioco Jean Daniel Padovani, preparatore dei portieri che sostituisce davanti ai microfoni l’allenatore Amir Abdou, anch’esso messo fuorigioco dal Covid. «Buttiamola sul ridere – spiega Padovani – Al momento non abbiamo ancora deciso chi andrà in porta contro il Camerun. Ne ho provati un po’ in allenamento, vediamo chi se la caverà meglio. Non abbiamo intenzione di uscire e essere disfattisti. È stato storico per le Comore anche solo qualificarsi per la Can, storico vincere una partita e storico per arrivare agli ottavi. E sarà storico anche giocare una partita con un giocatore di movimento in porta. Insomma, stiamo facendo la storia».

Anche Nadjim Abdou, difensore della Nazionale, ha voluto dire la sua caricando i compagni: «Non puoi trasformarti in portiere per una gara a eliminazione diretta negli ottavi, ma noi siamo qui per rappresentare la nostra nazione. Se dobbiamo fare sacrifici, sia io o qualcun altro, lo faremo. Chi andrà in porta darà tutto come i 10 giocatori di campo».

Ma cosa dicono le regole della Coppa d’Africa circa i casi Covid? La Confédération Africaine de Football, la UEFA africana per intenderci, aveva detto chiaramente che sarebbe bastato un test negativo 48 ore dopo quello positivo per prendere regolarmente parte all’incontro.

Ecco infatti che la Tunisia, il 22 gennaio, si ritrova alla vigilia degli ottavi di finale contro la Nigeria con una situazione di rosa devastata dal Covid con una decina di giocatori più cinque membri dello staff risultati positivi. Per intenderci, dei 5 terzini convocati, 4 sono indisponibili per il match contro la Nigeria.

Arriva però la replica direttamente da Romain Molina, corrispondente del The Guardian, CNN, BBC, The New York Times ou Le Temps, che spiega come la Tunisia abbia chiamato un laboratorio esterno per confermare i risultati dei test PCR effettuati dal CAF con un esito a sorpresa: dei 13 positivi risultati dalla massima organizzazione calcistica africana, solamente due sono risultati davvero positivi. Una situazione che naturalmente fa aprire un caso nazionale e non solo, con tanto di deroga consegnata.

Arriviamo al 23 gennaio, giorno della partita tra Tunisia e Nigeria, con la notizia della negativizzazione da parte di Wahbi Kahzri (stella del Saint-Etienne, in foto nel tweet sottostante), Dylan Bronn e Issam Jebali che dunque partiranno regolarmente con la squadra ma che “la loro presenza contro la Nigeria è molto incerta poiché richiederebbe una deroga da parte del CAF che richiede un test negativo 48 ore prima della partita” come si legge sempre qui sotto

Arriviamo a poche ore dall’inizio della gara e durante la pubblicazione delle formazioni ufficiali si può notare come i tre giocatori diventati negativi nel giro di qualche ora sono regolarmente in distinta, tutti in panchina con addirittura Jebali e Khazri inseriti a quattro minuti dalla fine. Di conseguenza si può immediatamente capire che questa eventuale deroga tunisina sia stata accettata dalla CAF, che sia per far tacere il caso delle due positività realmente riscontrate su tredici o semplicemente per rendere le cose più eque possibili. Ognuno la pensi come vuole.

Ironia della sorte la Tunisia riesce a sorpresa a spazzare via la Nigeria dei vari Ndidi, Aribo, Chukwueze e Iheanacho scatenando come prevedibile che sia la rabbia dei nigeriani e non solo. D’altronde qualche giorno dopo spunta anche un’interessante tesi di un utente di Twitter, prontamente condivisa in maniera pubblica da Molina, che fa notare che il signore responsabile degli affari medici all’interno del Comitato esecutivo della CAF è un certo Wadie Jary, presidente della federazione calcistica tunisina. Tra le altre cose, tale Jary è stato bandito dal Comitato olimpico nazionale (NOC) del paese per quattro anni a gennaio 2021 per violazione dei codici etici olimpici nazionali e internazionali, ma tutto ciò non ha potuto impedire di entrare a far parte del Comitato esecutivo del CAF. Se prima le polemiche erano alle stelle, figuriamoci adesso.

Torniamo però alle Comore e mettetevi nei panni della Federazione che vede letteralmente il giorno prima la Tunisia che può permettersi il lusso di schierare tre casi Covid diventati negativi meno di 48 ore prima in ruoli tra l’altro non cruciali come quello del portiere. A quel punto sembra un gioco da ragazzi chiedere la deroga e semplicemente attendere l’esito positivo. Sì, perché in tutto ciò il 24 gennaio alle 12:13 arriva un altro video messaggio che spiega come sono risultati negativi Ali Ahamada e Yacine Bourhane che si uniranno in gruppo a Yaoundé nel pomeriggio. Due recuperi non casuali visto che proprio Ali Ahamada di ruolo fa il portiere. A quel punto il Comore si ritrova ad avere un portiere a disposizione, rendendo comunque vada meno difficile l’impresa.

Tutto bene quel che finisce bene se non fosse per un clamoroso colpo di scena. Esattamente ieri alle 17 via mail, l’ente medico del CAF ha cambiato la regola che prevedeva il test negativo 48 ore dopo quello positivo, imponendo un protocollo che comprendeva cinque giorni di quarantena in caso di test positivo e dunque non sarà più possibile rientrare nel gruppo in caso di test negativo 48 ore dopo. Se non fosse chiaro, la CAF ha cambiato regolamento ad ottavi di finale in corso dando la possibilità alla Tunisia di avere una deroga a differenza del Comore che sarà obbligata a scendere in campo senza un portiere. I dubbi vengono ulteriormente aumentati se ripensiamo all’avversaria del Comore ovvero il Camerun, nazione ospitante.

Molte persone si sono mobilitate per far luce su questa situazione con Herve Penot de L’Equipe che ha scritto sulle colonne online del noto giornale francese della paradossale situazione che stanno vivendo i ragazzi delle Comore, specificando come il Camerun non c’entri nulla e che vogliono giocare regolarmente una partita contro un portiere di ruolo. Nonostante ciò la Nazionale camerunense si troverà tanti nemici in giro per l’Africa visto come tutti i tifosi africani stiano manifestando il proprio disappunto sui social con tanto di hashtag e frasi a favore delle Comore.

Dopo ore e ore di silenzio, senza alcun comunicato ufficiale, a poco più di un’ora dall’inizio della partita e nel bel mezzo dell’altro ottavo di finale arriva la conferma definitiva da parte del comitato medico della CAF che mette la parola fine su questa lunga storia: Ali Ahamada, portiere passato da positivo a negativo, non potrà giocare stasera contro il Camerun e le Comore avranno dunque un giocatore di movimento come portiere. Situazione che ricordiamo non sarebbe successa né con il vecchio regolamento, se non fosse per il cambiamento last minute tramite mail, né con la deroga, il metodo con cui la Tunisia ha potuto portarsi con sé giocatori negativizzati il giorno prima della partita.

La partita

Infatti le formazioni mostrano Alhadhur in porta, di ruolo terzino, specificando anche nella descrizione l’assenza di Ali Ahamada “non autorizzato sotto la decisione della CAF“. Come aveva detto il preparatore dei portieri Jean Daniel Padovani, comunque vada sarà storia.

La partita terminerà 2-1 in favore del Camerun ma con le Isole Comore più pericolose del previsto e con Onana, portiere camerunense dell’Ajax in procinto di firmare con l’Inter, impegnato paradossalmente in maniera più pericolosa del suo collega per un giorno Alhadhur che mette comunque a referto quattro parate, tra cui un doppio intervento che resterà nella storia di questa competizione.

Con quel numero tre messo con l’adesivo al posto del 16, con quel sorriso che spesso lo accompagnato durante la gara e soprattutto con soli due gol subiti in novanta minuti Chaker Alhadhur è stato universalmente votato come migliore in campo dalla giuria dei social che hanno apprezzato questa performance nonostante tutto. Il risultato premierà un Camerun fin troppo in difficoltà nonostante l’uomo in più dal settimo minuto con l’espulsione di Abdou, altra carne al fuoco che ha fatto alimentare le polemiche. Fa effetto vedere che i tiri in porta delle Comore siano superiori a quelli del Camerun, che sicuramente avrà dominato il gioco in termini di possesso palla ma senza rendersi mai realmente pericoloso. Resterà nella storia anche la meravigliosa punizione di M’Changama che aveva per un attimo riaperto la partita a dieci minuti dalla fine.

Triste epilogo

No, non ci riferiamo al risultato che vede uscire la squadra rivelazione del torneo. Ci riferiamo a quello che è successo fuori dallo stadio Olembe dove nel tentativo di sfondare i cancelli sono rimaste ferite una quarantina di persone, alcune in gravi condizioni, e addirittura otto hanno perso la vita stando a quanto riferito da un funzionario del Paese. Tra le vittime una bambina di sei anni.

Comunicato del Camerun firmato Vincent Aboubakar, capitano e capocannoniere della competizione

A rendere ancora più amara e triste la situazione, ci ha pensato la CAF che in un comunicato ufficiale ha dichiarato di essere al corrente della situazione e di stare indagando per ottenere maggiori dettagli su quanto accaduto. Inoltre hanno affermato di essere in costante comunicazione con il governo del Camerun e il Comitato Organizzatore Locale con il segretario generale, Veron Mosengo-Omba, in visita ai tifosi ricoverati nell’ospedale di Yaoundé. Insomma, nessun messaggio di cordoglio per le famiglie della vittime nell’immediato.

Fatta passare la notte, il presidente della CAF Patrice Motsepe ha indetto una riunione di emergenza per toccare vari punti lasciati in sospeso riguardo Camerun-Comore, dentro e fuori dal campo.

A differenza del comunicato, le prime parole di Motsepe sono per le vittime, affermando che andrà personalmente a far visita alle famiglie delle persone scomparse e aggiungendo che ci sarà un minuto di silenzio all’inizio di ogni partita. Ha fatto i nomi dei responsabili di questa disgrazia citando la CAF ma anche il governo camerunese, spostando ogni partita prevista allo stadio Olembe altrove, spiegando che nessuna partita verrà più giocata lì almeno fino a fine della Coppa d’Africa, che al contrario verrà regolarmente fatta andare avanti. Tornando al fattaccio, a rendere realtà l’incubo è stato un cancello tenuto chiuso, riversando di conseguenza la folla in un’unica entrata.

Sul caso dei casi Covid delle Comore, Mostepe si giustifica così: «Alla CHAN abbiamo scoperto che i test Covid di alcune squadre erano già problematici. Abbiamo quindi deciso di avvalerci di un laboratorio indipendente e affidabile per effettuare tutti i test Covid. Questo laboratorio ha dovuto lavorare anche durante Euro2021 e durante la Coppa del Mondo FIFA. Hanno il loro materiale che include l’imparzialità dei risultati. Ringraziamo le autorità camerunesi che hanno dovuto accettare questo accordo». Circa il nuovo regolamento per la quarantena, è stato confermato il cambiamento in corso ovvero che se un giocatori viene trovato positivo post test Covid dovrà ripetere il suo test fino alla sua negatività. A quel punto dovrà osservare un periodo di osservazione di 5 giorni.

Si chiude una pagina di storia del calcio africano e non solo che doveva essere una festa con lo stadio pieno, i padroni di casa supportati dal proprio pubblico e una piccola realtà che alla prima partecipazione voleva giocarsi regolarmente le sue carte per sognare in grande. Così non è stato visto che questa pagina è stata macchiata non solo da decisioni burocratiche e sportive molto dubbie e tuttora non giustificate, ma anche di sangue, quello di vittime innocenti che ancora una volta hanno pagato per una cattiva gestione di una competizione che non doveva nemmeno disputarsi e che con il senno di poi sarebbe stato meglio così.

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