Cambiare aria o restare, è questo il dilemma per Schick

Schick

Presentatosi a Roma nell’estate del 2017 come l’acquisto più costoso della storia giallorossa, l’avventura di Patrik Schick nella capitale si sta dimostrando molto più complicata del previsto. Nei due anni trascorsi a Roma, non sono molte le giocate che i tifosi romanisti hanno impresse nella memoria che possano giustificare la spesa di 42 milioni di euro per l’acquisto del cartellino. Fino ad ora il giocatore ceco nelle sue due stagioni in giallorosso ha totalizzato 58 presenze tra campionato e varie coppe, mettendo però solamente a segno 8 goal e 3 assist. Come testimoniano i numeri, fino ad ora il Patrik Schick dotato di istinto per il goal e potenza fisica non si è nemmeno presentato.

Cosa non ha funzionato

Arrivato tra l’entusiasmo dei suoi nuovi tifosi, le aspettative per il centravanti ceco erano molto alte viste le prestazioni con la maglia della Sampdoria. Purtroppo per i sostenitori romanisti il giocatore ceco si è rivelato un flop e i motivi di questo fallimento possono essere attribuiti a più cause. Senz’altro il fatto che il numero 14 giallorosso non fosse ideale per il 4-3-3 dell’allora allenatore giallorosso Eusebio Di Francesco non ha aiutato il giocatore ad inserirsi nella squadra. Più volte, infatti, Di Francesco è stato costretto ad utilizzare Schick in zone di campo che non gli erano consone, sia per motivi tattici che per emergenza infortunati. Questo ha sicuramente influito negativamente sulle prestazioni dell’attaccante che, con il susseguirsi di panchine a apparizioni negative in campo, non è mai riuscito a giocare più di 4\5 partite consecutive. Per onor di cronaca va anche detto che le condizioni fisiche del ceco negli ultimi due anni non sono mai state al meglio, tant’è vero che le ricadute durante i periodi di guarigione sono state molteplici.

Se da un lato una parte della colpa può essere attribuita ai vari allenatori che si sono succeduti sulla panchina della Roma per non aver creato le condizioni favorevoli, dall’altra anche il giocatore ha da assumersi le proprie colpe. In particolare quello che gli viene rimproverato dai tifosi romanisti, è quello di aver assunto il più delle volte un atteggiamento non dedito al sacrificio quando è stato chiamato in causa. Non si può dire che lo stesso accadeva con la sua Nazionale, dove Schick ha sempre fornito ottime prestazioni ed è andato in rete con una certa regolarità. Tutti questi fattori hanno minato il cammino di Schick e il suo rapporto con i tifosi, caratterizzato da più bassi che alti.

Un futuro lontano da Roma

Arrivati a questo punto la soluzione migliore per entrambe le parti è senza dubbio quella di separarsi. Sembra ormai evidente che anche il nuovo allenatore Fonseca non sia convinto del giocatore e difficilmente la situazione potrà cambiare durante la stagione. Infatti l’allenatore portoghese non ha in mente di utilizzare un modulo in cui Schick risulti nell’undici titolare o che sia consono alle sue caratteristiche. Anche per il bene del giocatore è ora che l’attaccante classe 1996 si trasferisca in una piazza con meno pressioni rispetto a Roma, in modo da poter ritrovare fiducia in sé stesso.

Come cita Kevin Spacey nel ruolo di Frank Underwood nella celebre serie TV House of Cards: Ci sono due tipi di dolore: quello che ti rende forte e il dolore inutile, ovvero quello che è solo sofferenza. Molto probabilmente il 23enne attaccante della Roma ha sofferto negli ultimi due anni ma, nonostante l’aiuto del mental coach, non è riuscito a trasformare questa sofferenza in determinazione da esprimere in campo. A volte le cose non vanno come sperato e, in particolare in queste situazioni, la soluzione migliore è ricominciare da capo.

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