Calo Juve, siamo sicuri che sia colpa di Sarri?

Maurizio Sarri
Maurizio Sarri, allenatore della Juventus

Dopo il pareggio contro il Sassuolo e la sconfitta contro la Lazio, oltre che il contestuale sorpasso dell’Inter, hanno dato adito a diverse polemiche nei confronti di Maurizio Sarri. Del resto, spesso e volentieri non appena una squadra ha un calo ovvero presenta diversi problemi si tende a designare l’allenatore come responsabile di tali sintomi. E se a volte questa logica può risultare corretta, altre no, in quanto per una serie di motivi – che a breve diremo – l’ex allenatore di Empoli, Napoli e Chelsea ha pochissime responsabilità.

La dirigenza ha costruito una rosa incompleta? I terzi della Juve

Per quanto l’operato di Paratici (anche e soprattutto quando affiancato da Marotta) sia da lodare, è innegabile la responsabilità della società sul mercato. Il parco terzino della Juventus è davvero modesto per due ordini di ragioni:
A) una squadra che gioca tre competizioni per vincerle tutte e tre non può presentarsi con soltanto tre terzini in rosa (di cui, ovviamente, due titolari);
B) ciò a maggior ragione quando il modulo di gioco comporta una linea difensiva composta da quattro uomini.

Dover adattare un esterno più offensivo come Cuadrado a terzino, valorizzando la sua velocità, ma scoprendo la sua irruenza, risulta essere una mossa necessaria quando il tuo parco terzini è composto soltanto da Alex Sandro, Danilo (acquistato al posto di Cancelo) e De Sciglio.

TURIN, ITALY – SEPTEMBER 23: Juan Cuadrado of Juventus looks on during the Serie A match between Juventus and Torino FC on September 23, 2017 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino – Juventus FC/Juventus FC via Getty Images)

Gli acquisti a zero della Juve deludono: Ramsey e Rabiot

La Juventus, comunque, ha operato in maniera parsimoniosa sul mercato, soprattutto a centrocampo, acquistando due parametri zero di lusso come Ramsey e Rabiot. Tuttavia la mancata cessione di almeno uno tra Khedira, Can e Matuidi ha comportato un esubero a centrocampo. Nonostante ciò, l’attuale tecnico della Juventus preferisce puntare sulla vecchia guardia, salvo rare eccezioni. Preferisce o deve? In un centrocampo a 3 dove il gioco passa tutto dai piedi di Pjanic e dove viene valorizzato il gioco offensivo, è impensabile fare a meno di due recupera palloni come Khedira e Matuidi.

E allora il problema Ramsey dev’esser rinviato alla trattazione sull’attacco, mentre quello Rabiot può esser spiegato di seguito. Il francese non sembra essere il nome migliore per il centrocampo bianconero, sarebbe stato preferibile acquistare un giocatore con caratteristiche più difensive, da recupera palloni. Eppure si sa, un parametro zero da un top club non è sempre sinonimo di qualità, Adriano Galliani docet.

Gli infortuni della Juventus nella stagione 2019/2020

Per quanto concerne l’attacco, Sarri, alla luce dei ripetuti infortuni di Douglas Costa, è stato costretto ad abbandonare il tridente offensivo. Il passaggio al tandem d’attacco supportato dal trequartista è stato quasi obbligatorio. Proprio quest’ultimo ruolo dovrebbe esser rivestito da Ramsey, ma anche qui i ripetuti infortuni non sono stati d’aiuto alla Vecchia Signora. L’unico errore di cui si potrebbe tacciare il tecnico toscano sarebbe l’ostinazione nel voler schierare Bernardeschi in quel ruolo (e magari non voler provare ad arretrare Dybala).

Paradossalmente, comunque, in attacco sono stati gli esuberi a dare man forte in questo periodo, Higuain in primis. Con Mandzukic fuori dai giochi e pronto ad essere ceduto, il Pipita ha sopperito al calo di Ronaldo dovuto a reiterati problemi fisici. Difficilmente possiamo immaginare che il portoghese abbia attriti con il suo nuovo tecnico, visto anche il tipo di gioco che questi è propenso a fare.

Eppure, il tanto acclamato “Sarrismo” non si è ancora visto, se non in occasione dei primi 60 minuti contro Inter e Napoli. Nonostante ciò, a Sarri vanno dati i meriti della definitiva consacrazione di Pjanic, oltre che di un passaggio del turno più che esemplare (la Juventus è infatti qualificata come prima del girone già dopo la quinta giornata). La Juventus di Sarri dobbiamo ancora vederla, ci resta solo da aspettare il più grande galantuomo di sempre: il tempo.

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Giornalista pubblicista dal 2017, tifoso del Milan dal 1996. Nato a Catania, studia giurisprudenza e ama scrivere di calcio ed attualità. Ha pubblicato un libro dal titolo "CircoStanze" con la casa editrice "Prova d'Autore".

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