Qualche giorno fa è stato l’anniversario dell’esordio di Ronaldo al Meazza nella Pirelli Cup del 1997. Cristiano Ronaldo ha appena iniziato il suo quarto anno alla Juventus. Dodici anni fa stavamo commentando lo scambio Ibra-Eto’o. Son tutte storie, queste, di calciomercato, un calciomercato che quest’anno sta assumendo connotati ben differenti in quanto, per forza di cose, le disponibilità economiche sono risicate al minimo.

Il Calciomercato delle opportunità

Le squadre italiane guardano alle latitudini francesi con stranezza per quanto sta facendo il Psg mentre tutte le compagini italiane sono alle prese con i conti da salvaguardare e con un mercato da costruire più con la fantasia che con idee concrete.

Per studiare il mercato italiano occorre fare una premessa: difficilmente sarà un mercato legato al nome. Bisogna, a meno di cose clamorose, dimenticarsi del gran colpo se non in uscita. L’Inter, ad esempio, per risanare i conti è stata costretta a vendere Hakimi e ora rincorre Nandez, giocatore funzionale ma, sicuramente più abbordabile a livello di costi rispetto all’esterno marocchino.

In questo senso ha agito anche il Milan che ha dovuto colmare alcune presenti in rosa. La prima, il sostituto di Donnarumma, ha assunto i connotati di un giovane portiere francese fresco campione di Francia. Una seconda, il vice Ibra, ha, forse regalato al campionato italiano il vero nome fino ad ora, quell’Olivier Giroud campione d’Europa e del Mondo in carica, preso a pochi milioni ma con un’esperienza da vendere.

In questo momento storico, i dirigenti delle società, assomigliano un po’ a dei fantallenatori. Perché dico questo? Perché anche i dirigenti del nostro calcio, come un fantallenatore in sede d’asta, deve essere bravo a scovare quel profilo in grado di portare il beneficio maggiore alla propria squadra.

Un esempio significativo, in tal senso, potrebbe essere rappresentato dal Bologna che ha deciso di riportare in Italia Marko Arnautovic scommettendo sulle qualità di un giocatore che alle nostre latitudini è ricordato più per le esultanze post-champions vinta che per quanto fatto vedere in campo.

Tutto questo mercato a costo 0 a cosa porterà? Sicuramente, oltre ad un lavoro dispendioso dei direttori sportivi, anche ad una maggior incidenza degli allenatori. Chi non ha cambiato allenatore potrebbe godere di un piccolo vantaggio. Chi ha puntato su cavalli di ritorno potrebbe giocarsi bene le sue carte. Tutte le big hanno puntato su profili conoscitori del nostro calcio e, questi saranno pronti a darsi battaglia nelle 38 gare del campionato. Allegri, aiutato magari con qualche acquisto a centrocampo, dovrà essere bravo a rimettere insieme i cocci di una Juve ferita nell’orgoglio dopo una stagione anomala. Inzaghi dovrà essere capace a non farsi sopraffare dalla pesante eredità di Conte. Spalletti, Sarri e Mourinho dovranno riportare vigore in due piazze nobili della Serie A. Ai loro direttori sportivi chiedono acquisti, acquisti più di fantasia che di nomi, ma non per questo meno importanti: il trucco sta, forse, nell’essere un po’tutti fantallenatori in sede d’asta per ritrovarsi con un Chalanoglu a 0, un Locatelli o un Giroud.

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