Con una nuova esperienza nel campionato di Serie A con la maglia del Milan alle porte, l’ormai ex portiere del Napoli Pepe Reina è stato ascoltato come persona informata sui fatti dai pm di Napoli che indagano sui rapporti tra calcio e camorra.

Lo spagnolo, deferito dalla procura Figc per il rapporto con i fratelli Esposito, ha rilasciato alcune dichiarazioni, riportate da Il Mattino, riguardanti i fatti e ciò che è stato commesso proprio dai fratelli Esposito, entrati nel calcio con una serie di sponsorizzazioni.

L’ex Liverpool, convocato dalla Spagna per il Mondiale in Russia, ha affermato che i due fratelli gli sembravano due persone normali e due semplici imprenditori che lavoravano come sponsor del Napoli.

Successivamente, il 35enne ha affermato che gli era stato illustrato un progetto al quale, però, egli non ha mai collaborato e che, nonostante il loro arresto nell’estate del 2017, egli ha continuato a frequentarli considerandoli persone normali.

Ecco le parole di Reina:

“Gli Esposito? Per me erano persone normali. Mi furono presentati come imprenditori nel settore dei giocattoli e sapevo che erano sponsor del Napoli. Non so chi li abbia introdotti nel Napoli. Poi ho appreso, frequentandoli, che avevano anche altre attività. Non ho mai ritenuto di partecipare alle attività dei fratelli Esposito né mi è mai stato proposto da loro. Gabriele mi ha solo parlato di un progetto di aprire un locale a Ibiza quest’estate. Dopo il loro arresto del 22 giugno 2017 ho continuato a frequentarli, per me erano persone normali. Li frequentavo a cena e a Ibiza quando venivano. Erano amici e quando furono scarcerati la prima volta concessi loro il dubbio che non fossero persone cattive”.

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