#CagliariTorino, Mazzarri pronto a cambiare modulo: “Ora servono i fatti”

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Walter Mazzarri, come tutti i tifosi del Torino, vuole un cambio di rotta da parte dei suoi giocatori.

Durante la consueta conferenza stampa, alla vigilia della trasferta in casa del Cagliari, l’ex Watford ha analizzato la situazione dei granata. Ecco le sue parole secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb: “E’ sempre difficile andare a vincere in trasferta, soprattutto quando la matematica non dà la salvezza. Contro la Lazio la stavano addirittura vincendo. Si tratta di una squadra, il Cagliari, organizzata e con un buon allenatore. Sarà un ambiente caldo. E siamo tutti arrabbiati per le ultime prestazioni”.

Qualcosa di diverso domani? “Nelle prime cinque partite in cui abbiamo fatto risultati c’è stato bisogno di cambiare qualcosa. In questa settimana ho fatto più verifiche per quanto riguarda il modulo. Quando ci sarà la maturità giusta per cambiare in corsa avremo qualcosa in più. Oggi farò l’ultima verifica”.

Il ricordo di Mondonico: “L’ultimo ricordo è quello della sua signorilità, quando faceva l’opinionista. E’ un periodo in cui troppe persone di spessore sono venute a mancare. L’ultimo trofeo qui a Torino lo ha portato lui, e siamo tutti quanti addolorati”.

Cosa si aspetta dalla squadra, di visto in allenamento? “Ora voglio vedere risposte in campo, quello che facciamo in allenamento dovrà essere applicato soprattutto sul terreno di gioco”.

Come si spiega la flessione rispetto all’avvio? “Sono tante le considerazioni da fare da questo punto di vista. Ora pensiamo a fare bene le ultime dieci partite. Domani mi aspetto una partita tosta, anche se non voglio parlare troppo presto. Serve fare i fatti sul campo e parlare poco”.

Come ha ritrovato i Nazionali dopo la sosta? “Ljajic e Obi hanno fatto allenamento ieri. Belotti procede, farò una partitella per vedere come stanno. Mi sembra che stiano bene. Gli ultimi due giorni lavoriamo più di testa che di altro. Dal punto di vista tecnico e tattico servirà stare meglio del Cagliari, soprattutto fisicamente. Ho chiamato subito Belotti, visto che è arrivato prima degli altri. L’ho visto carico e motivato, e molto voglioso di fare bene, dispiaciuto per il momento attuale”.

Maggiore impiego di giovani, come suggerisce Cairo? “Nel calcio di oggi si gioca in 14. A me interessa l’equilibrio di squadra. Dobbiamo fare al meglio le ultime dieci partite. Le mie scelte verranno indirizzate solo per il finale. Bonifazi? Il discorso va al di là delle mie scelte, contano le condizioni fisiche. E in questo senso è facile essere penalizzati”.

Lyanco? “E’ un lungodegente, credo ci sia ancora molto tempo da aspettare per rivederlo in campo. Ma sono valutazioni che dovrà fare il medico”.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.