#CagliariRoma, Di Francesco: “Non puoi prendere goal a difesa schierata”

Di Francesco

Eusebio Di Francesco, allenatore della Roma, ha parlato a Sky Sport dopo il pareggio contro il Cagliari.

Queste le sue parole riportate da tuttomercatoweb.com: “Io credo che la squadra vista in campo per 70′ voleva chiudere la partita, ma mi arrabbio per determinate situazioni.

Non voglio nemmeno parlare di tattica, oggi ci sono dei giocatori in campo con esperienza. Non puoi prendere gol a difesa schierata. Va al di là di un discorso tattico. Non puoi difendere così.

Ci sono anche gli avversari, si può soffrire. Abbiamo rischiato di fare il terzo gol, potevamo essere più concreti. C’è anche la rabbia e la condizione fisica da parte degli avversari.

Non riuscivamo più a tenere palla, ci sono mancati dei riferimenti. Abbiamo cambiato anche marcando a uomo, ma se non c’è l’attenzione giusta arrivano i gol.

D’altronde quest’anno abbiamo fatto di tutto, il pensiero in questa gara è che se vuoi cambiare ma hai poche scelte non puoi mettere chi vuoi. In panchina avevo tutti ragazzini, Perotti e Pastore arrivano da un periodo particolare. Ad un certo punto la difesa in campo aveva esperienza, l’allenatore è relativo durante la gara.

Ma io sono il tecnico e mi devo prendere le responsabilità. Sono arrabbiato e amareggiato, non puoi prendere gol a 30 secondi dalla fine. Le cose vanno analizzate a 360°, abbiamo avuto dei problemi a livello caratteriali, dopo il gol subìto non siamo riusciti ad addormentare la partita, abbiamo questi e questa è la situazione di squadra.

De Rossi manca da 40 giorni, spesso poter comunicare con questi giocatori è un vantaggio, servirebbe un time-out per fare capire determinate cose.

Se me li fossi tirati in area non avremmo preso gol. Come è capitato in altre occasioni ho messo Florenzi più alto. Ci sono tante problematiche, anche nelle situazioni simili. Ma non dobbiamo cercare i fantasmi e le streghe. Determina tutto il risultato. Ho cercato di cambiare posizione, ma abbiamo dimostrato di avere dei deficit mentali”.

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Due cose ha in comune con Buffon: la data di nascita e la passione per il calcio. Da sempre tifoso del Milan, è un amante del calcio anni '60: a volte intervista Di Stefano e Pelé, poi si sveglia.