Cagliari, Rastelli: “Barella è uno dei migliori giovani in circolazione, il suo segreto è la continuità”

Nonostante l’esonero arrivato ad ottobre, Massimo Rastelli ha ricevuto un riconoscimento agli Italian Sport Awards per l’avventura a Cagliari.

L’ex tecnico dei sardi ha ripercorso la sua esperienza in rossoblù ed ha trattato alcuni temi attuali del campionato ai microfoni di TMW Radio:

Ha ricevuto un premio per la sua esperienza alla guida della squadra sarda.

“Sono stati ventotto mesi importanti, ricchi di risultati e successi. Ringrazio chi ha scelto di consegnarmi questo riconoscimento, è sempre una bella soddisfazione”.

Che campionato stiamo vivendo?

“Uno dei più belli degli ultimi anni, con tante squadre in lotta per lo scudetto. Anche la lotta in bassa classifica, eccezion fatta per il Benevento, è molto accesa”.

Chi sta sorprendendo in questa stagione?

“Credo che l’Inter abbia dimostrato di poter giocare per lo Scudetto, mi sta impressionando di nuovo l’Atalanta nonostante l’impegno in Europa League. Riesce a fare risultati importanti anche in Italia, mentre il Sassuolo un anno fa ha accusato problemi con il doppio impegno”.

Sfida Juve-Napoli per il tricolore?

“Vedo anche Inter e Roma in lotta, ci sono quattro squadre in lizza. Vedremo chi riuscirà a mantenere il passo della Juve, che in questi anni è riuscita sempre a spuntarla”.

Barella piace alle big, lo vede pronto per il grande salto?

“Sì, ho avuto il piacere di allenarlo. È uno dei migliori giovani in circolazione, ha avuto la bravura di conquistare il posto e di giocare con continuità. Il segreto è questo, sta crescendo gara dopo gara. Si sta mettendo all’attenzione dei grandi club”.

Consiglia subito il salto in una big?

“Non do consigli, lui sa benissimo come comportarsi. Deve fare bene al Cagliari, saprà lui e chi ne cura gli interessi cosa fare per il suo bene”.

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Ragazzo del '99, amo il calcio, argomento di cui parlerei tutto il giorno se fosse possibile. Studio le lingue straniere, adoro la letteratura francese ed il mio sogno, dopo aver viaggiato qualche anno all'estero, sarebbe lavorare e vivere quotidianamente nel mondo del pallone.

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