Cagliari, quando il calciomercato supera la filosofia del tecnico

Nainggolan, Nandez, Simeone...sono solo alcuni dei nomi che il Cagliari è riuscito a portare in terra sarda per rinforzare l’organico a disposizione di Rolando Maran. Un mercato fatto con il solo obiettivo di stupire i propri tifosi nell’anno del centenario e con l’obiettivo di competere per posizioni più ambite all’interno del campionato.

Come tutti gli anni, però, le piacevoli sere estive sono destinate a concludersi per dar vita alle fredde domeniche invernali durante le quali ogni squadra avrà come obiettivo quello di raccogliere il maggior numero di punti disponibili.

Le prime due partite di campionato hanno evidenziato alcune lacune in casa rossoblu che di certo non sono passate inosservate agli occhi dei propri sostenitori.

ROLANDO MARAN, UNA CARRIERA IMPRONTATA SULLA DIFESA

Il tecnico ex Chievo Verona ha da sempre manifestato maggior adesione ad uno schema tattico che vede come protagonista la fase difensiva. Basta pensare alle molteplici salvezze ottenuto con il club veneto o alle scorse stagioni che hanno visto i sardi salvarsi senza alcun tipo di problema.

Con il calciomercato effettuato dalla propria dirigenza, però, qualcosa sarà destinato a cambiare. Perchè? Inutile nascondere che gli acquisti principali come il belga Nainggolan e l’ex Boca Juniors Nandez prediligono un gioco offensivo per mostrare le rispettive qualità sia in materia di inserimenti che di recupero palloni.

I RINFORZI

Gli unici acquisti effettuati in difesa sono stati quelli di Mattiello e di Luca Pellegrini, entrambi volti a rinforzare le fasce a fronte egli addii di Srna, Padoin e di Romagna, avvenuto nei minuti finali della sessione.

A livello qualitativo, però, si potrebbe evincere la mancanza di un vero leader e soprattutto di esperienza, fattore fondamentale per la filosofia del tecnico Maran.

Una struttura offensiva nettamente più ricca del reparto arretrato potrebbe comportare delle instabilità lungo il corso di una stagione che si promette tra le più difficili ed incerte di sempre.

POSSIBILI CAMBIAMENTI

Inutile nascondere che il vero cambiamento dovrà partire dalla mentalità della squadra costretta, fino a pochi anni fa, a non andare oltre i 40 punti come obiettivo stagionale. L’attuale allenatore rossoblu dovrà quindi dare una sterzata decisiva alla squadra e alla propria filosofia, dimostrando a tutti che anche nelle piccole realtà è possibile sognare.

Come? Naturalmente, il primo di partenza è creare un gioco volto ad esaltare le qualità dei singoli: i vari Nainggolan e Joao Pedro preferiscono un gioco basato su continui inserimenti in modo da perforare in maniera più incisiva le difese avversarie. Un modulo, quindi, con i due trequartisti non è da escludere possibilmente alle spalle di Giovanni Simeone che, dato l’infortunio di Leonardo Pavoletti, dovrà mostrare che l’esperienza negativa di Firenze è ormai alle spalle. Il centrocampo, invece, dovrà dividersi tra il combattivo Nandez ed il talento di Marko Rog.

La difesa, invece, dovrà creare uno scudo in attesa del ritorno di Alessio Cragno, protagonista lo scorso anno di una stagione da 10 e lode.

Rolando Maran avrà così molto da lavorare per aggiustare gli equilibri e per non creare del malcontento all’interno della tifoseria e della società, entrambe vogliose di vedere all’opera i propri giocatori nel pieno della forma.

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Classe 1994, studia Scienze Politiche e Relazioni Internazionali. Sabino di nascita e napoletano di adozione, coltivo la passione per il calcio e per la scrittura tanto da analizzare tutto ciò che ruota intorno a tale sport. Obiettivi futuri? Descrivere un calcio che unisce e da speranza a tutte le persone, senza differenze tra colori e categorie.

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