“Butta la palla e prega”, la filosofia calcistica in Italia durante una pandemia

Il calcio italiano vuole andare avanti, ma ogni giorno è come se tornasse indietro. Non solo nel senso metaforico ma anche in maniera letterale, considerando che dopo appena tre giornate di Serie A sono già 2 le partite da recuperare e per cui servirà lavorare per (ri)mettere tutti sullo stesso piano nel percorso che dovrà (dovrebbe…) condurre alla conclusione regolare del campionato.

Genoa-Torino prima e Juventus-Napoli poi, sono queste due le partite in attesa del risultato e soprattutto sono queste quattro le squadre che aspettano di avere le stesse partite giocate delle avversarie. E, domanda principale, nel caso di Juventus-Napoli, in che modo verrà decretato il risultato finale?

Juventus-Napoli farà da apripista

Tutti sanno cos’è successo ieri tra bianconeri e azzurri, pochi sanno cosa succederà da domani in poi quando verosimilmente, attenendosi al regolamento, il Giudice Sportivo infliggerà la vittoria per 3-0 a tavolino a favore della squadra di Andrea Pirlo. Il Napoli avrà il diritto di fare ricorso, da qui si apriranno tanti scenari che per ovvie ragioni, a prescindere dall’esito, influenzeranno il proseguo futuro del campionato e ogni decisione presa avrà conseguenze nel caso in cui si dovesse verificare un evento simile nel corso dei prossimi mesi. Una situazione surreale e che nessuno si sarebbe mai aspettato di dover fronteggiare. E forse è proprio questo il problema.

Giustificata la scorsa stagione, non questa

La scorsa stagione è stata molto travagliata dal periodo in cui in Italia la diffusione del Covid ha iniziato ad allarmare anche il mondo del calcio al momento in cui si è deciso di riprendere la Serie A dopo lo stop obbligato e di portare a termine il campionato, comportando visioni assai differenti tra tutti i presidenti delle varie squadre e dai rispettivi dirigenti. Il campionato in quel momento era già oltre alla metà del percorso, e tutti gli organi calcistici si sono ritrovati a prendere delle regole e delle decisioni a corso d’opera, cercando di risolvere problemi che era impossibile prevedere. Quest’anno, però, il quadro era ed è totalmente diverso dal punto che i problemi c’erano già prima di iniziare.

Soluzioni tardive

Nonostante questo, non ci sono stati fin da subito regolamenti molto precisi e che risolvessero ogni situazione senza dover intervenire dopo che è accaduto qualcosa di anomalo. Il campionato di Serie A per quanto riguarda il possibile rinvio delle partite a causa dei contagiati si è adeguata alle normative UEFA, ma il problema è che la scelta (legittima) di accettare regole già in vigore per le competizioni europee è stata presa dopo che è scoppiato il problema legato al Genoa e i tanti, troppi positivi emersi nella squadra rossoblù. Per quanto sia un problema reale e preoccupante, non era nulla di immaginabile prima dell’inizio del campionato.

Impossibile mantenere queste condizioni

Probabilmente ci si è fatti influenzare dall’andamento dello scorso campionato, quando dopo la ripresa non si sono evidenziati positivi ma i contatti limitati (complice anche il fatto che si giocava ogni 3 giorni e il tempo libero a disposizione era ben poco) hanno permesso il contenimento dei contagi. Stilare norme che coordinassero ogni possibile avvenimento era qualcosa che si sarebbe dovuta fare prima e non lasciare trascorrere il tempo e aggiustare i problemi una volta venuti fuori. Il campionato è lungo e arrivare a maggio in queste condizioni è praticamente impossibile. La partita tra Juventus e Napoli rappresenterà un punto fondamentale per i casi simili che si potranno verificare in futuro, ma tutto passa dalle interpretazioni dei vari comunicati.

Ciò che è avvenuto tra la partita che si sarebbe dovuta disputare sabato tra Genoa e Torino e che è rinviata a data da destinarsi e ciò che è accaduto, e soprattutto ciò che accadrà tra Juventus e Napoli, è solo l’inizio di un lungo campionato che potrà giocarsi più nelle sedi legali che in campo. Esagerazione voluta, non sarà proprio così, ma ciò non minimizza quanto sta accadendo.

Tanti dubbi non risolti correttamente

Alla base di tutto ciò c’è una scarsa gestione dei regolamenti fatti e non fatti prima dell’inizio del campionato. Una dei tanti dubbi che si avevano durante l’estate e per tutto il mese di settembre riguardava la direzione da prendere nel caso in cui una squadra dovesse registrare diversi positivi in un colpo solo e in che modo questo problema potesse essere risolto. La soluzione, anche se è ancora fonte di dibattito e discussione, è arrivata solamente dopo il verificarsi di tale problema.

“Butta la palla e prega che andrà tutto bene”

Sembra esser questa la filosofia che il calcio italiano vuole adottare per tutto il campionato ma che porterà più svantaggi che altro. “Butta la palla e prega”, si dice spesso durante i minuti finali di una partita quando una squadra sta perdendo e le serve un gol per pareggiare. “Butta la palla in avanti e speriamo bene, speriamo che entri in porta”, è triste da pensare che questa filosofia è quella che pare si stia utilizzando in questo campionato. “Noi partiamo e giochiamo sperando vada tutto bene”. Cambiano le parole ma non la forma. Farlo durante una partita di calcio va bene perché arrivati verso la fine della sfida ormai si ha poco da perdere. Farlo durante una pandemia dove c’è in ballo anche e soprattutto la salute pubblica va meno bene. Si è partiti nella speranza che non si incontrassero problematiche la cui soluzione non fosse spiegata all’interno nel regolamento, dopo pochi minuti di cammino si è subito inciampati.

Juventus-Napoli, servono motivazioni e responsabili

Da qui a maggio si potranno verificare altre problematiche e già d’ora si fatica a pensare e prevedere cosa possa accadere con le questioni già presenti e non risolte. Ci dirà molto ciò che accadrà sull’argomento Juventus-Napoli. Il 3-0 a tavolino sarà questione di tempo, domani con ogni probabilità verrà confermato dal giudice sportivo ma il Napoli avrà modo di fare ricorso. Ma come giusto che sia per vincere un ricorso servirà fare leva sugli aspetti a favore che dimostrino l’impossibilità di giocare la partita, mentre la Lega Serie A attraverso comunicati ufficiali ha ribadito l’esistenza delle condizioni per la regolare disputa dell’incontro. Se il Napoli dovesse vincere il ricorso facendo prevalere le proprie ragioni in merito all’infattibilità di giocare la partita, allora sarebbe una grande perdita di immagine da parte di tutto il sistema calcistico italiano. In caso contrario, ovvero che la vittoria a tavolino alla Juventus venisse attribuita prima e confermata ufficialmente poi, servirà capire le motivazioni della mancata partenza del Napoli. Si tratta di un’incomprensione delle regole? Si tratta invece di regole non chiare o addirittura in contrasto tra di loro? Qualsiasi esito venisse fuori e qualsiasi siano le loro motivazioni sarà in ogni modo qualcosa di grave e chi ha commesso l’errore dovrà prendersi le proprie responsabilità.

Un problema tira l’altro

E, altro discorso legato, se dovesse in futuro presentarsi una situazione simile si procederà nello stesso modo oppure l’esito potrà essere differente perché un altro eventuale 3-0 a tavolino sarà assegnato per motivazioni differenti rispetto a Juve e Napoli? Non si parla di vittorie a tavolino simili a quanto avvenuto, per esempio, nella prima giornata tra Verona e Roma perché si parla di infrazioni regolamentari diverse, ora ci vorremmo soffermare su un 3-0 a tavolino dovuto alla non presentazione di una squadra alla partita. Se dovesse accadere, è possibile pensare che le motivazioni della squadra in questione potrebbero essere diverse rispetto a quelle del Napoli considerando le tante varianti che offre una situazione del genere. Altro 3-0 e altro ricorso?

Tutto torna al discorso trattato prima. L’impressione è che si cerchi di andare avanti sperando di incorrere in meno problemi possibili e che soprattutto non ne sorgano dei nuovi, perché in quel caso bisognerà stilare nuove regole che permettano di risolvere il caso. Ma, durante una pandemia, questa filosofia pare decisamente impraticabile ed è possibile arrivare ad un vero e proprio scontro durante la stagione. Ogni problema che emergerà, nessuno si augura possa accadere ma la speranza qui è davvero poca, genererà polemiche ma soprattutto ricorsi e battaglie legali.

Big match a tavolino, immagine triste per la Serie A

Vedere la Juventus vincere una partita così importante come quella contro il Napoli a tavolino è molto triste ma anche preoccupante, i bianconeri hanno giustamente seguito le regole e un’eventuale vittoria decisa dal Giudice e non dal campo certamente non è un danno di immagine della Juve o comunque un qualcosa che potrà ritorcersi legalmente contro la squadra di Agnelli in quanto tutta la società ha agito secondo le disposizioni della Lega. Però, la paura più grande è che questo non possa rimanere un caso isolato ma essere il primo episodio di altri simili, tutti con possibili sfumature diverse e con esiti altrettanto diversi. Alcuni verdetti di fine stagione potranno essere influenzati dalle decisioni del Giudice Sportivo e non dal campo, come dovrebbe sempre essere.

Prevenire prima di curare, ma in fretta

Ognuno potrà avere le proprie motivazioni e forzare su di esse, alcune regole non sono ancora chiare e soprattutto possono essere interpretate in maniera diversa. Essere di fronte ad un problema e non sapere come risolverlo dal punto di vista regolamentare è un fatto molto grave ma che sarebbe potuto essere evitato. E non averlo fatto è ancora più grave. Spesso si fanno domande su cosa potrà accedere in caso di molti casi di positività, ci si domanda in quali condizioni si può giocare e in quali no e le risposte sono o nulle o molto vaghe. E, le risposte apparentemente più certe, vengono fornite successivamente al verificarsi del problema. Siamo ad inizio ottobre, dobbiamo arrivare a maggio sperando che qualcosa cambi, magari prevenendo prima di curare. Buttare la palla e pregare che entri in porta conta solo durante le partite, in questo contesto serve a ben poco. Metti che la palla poi vada fuori, come ci si comporta?

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15/10/99 Redattore di Novantesimo

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