Lionel Messi compie 33 anni ma è già leggenda

Da piccoli ci raccontavano storie senza tempo, di quelle legate da sogni e fantasia e ti ritrovavi a immedesimarti in “Peter Pan o Capitan Uncino”. Crescendo, inevitabilmente, ti ritrovi a guardare verso altri interessi e, per alcuni di questi, speri che esista la possibilità di fermare il tempo e ci provi sognando o usando la fantasia. Nel mondo del calcio, molti appassionati vorrebbero tornare indietro agli anni 90 costernato di campioni. I ragazzi di oggi, invece, vorrebbero che i campioni di questi anni potessero non smettere mai. Uno di questi campioni, un certo Lionel Messi, fa gli anni oggi: ben 33.

Nasce a Rosario, in Argentina, il 24 giugno 1987, la famiglia Messi annuncia la nascita del piccolo Lionel. La famiglia Messi ha lontane origini italiane. Il trisavolo, Angelo Messi, emigrò da Recanati alla fine dell’ottocento. Storie d’Italia, dunque. A proposito di sogni, v’immaginate Messi con la maglia della nazionale azzurra? Vi sto facendo “soffrire”? Scusate, non volevo.

La storia di Messi al Como

La carriera di Messi avrebbe potuto tingersi con il nostro tricolore, se i dirigenti del Como, all’alba degli anni 2000, avessero avuto fiducia in quel ragazzino veloce con la palla al piede ma gracile fisicamente. In realtà l’affare non va a buon fine e così Lionel arriva nelle giovanili del Barcellona e il resto è ormai storia contemporanea.

Una storia, una leggenda nata ufficialmente il 16 ottobre 2004 con l’esordio in prima squadra, nella gara interna contro l’Espanyol, sostituendo un grande campione come Ronaldinho. Un 19 sulle spalle, ancora per poco.Il 1° maggio 2005, contro l’Albacete, la prima esultanza dopo un gol. Una data storica, in un certo senso. Ronaldinho raccontò anni dopo di aver capito che fosse il momento di lasciare il posto.

Messi con Guardiola

L’incontro con Guardiola lo esalta. Il tiki-taka sembra sposarsi perfettamente con le caratteristiche di Leo che comincia a fare gol e a decidere le sfide che contano. Nel 2009 mette la firma sulla finale di Champions, contro il Manchester United, siglando un gran gol con uno stacco di testa. Quella stessa estate inizia un dualismo destinato a diventare storia. Quando C.Ronaldo sbarca al Bernabeu nessuno probabilmente immaginava ciò che sarebbe successo dopo. Il dualismo Ronaldo-Messi segnerà, (e sta segnando tutt’ora), un’epoca. Gli amanti di Ronaldo contro gli amanti di Messi. Decretare un vincitore? Impossibile. Loro come la prendono? Continuando a segnare.

Un calciatore argentino si sa, ha il sogno di diventare come Maradona. Bé, se non l’ha raggiunto, Messi ci è andato molto vicino. E’ il campione che più è andato vicino a ciò. Ha vinto tutto quanto un giocatore possa vincere sia da un punto di vista di squadra che di singolo con i 6 palloni d’oro che splendono nella sua bacheca di casa. Roba per pochi. Solo Ronaldo, 5, lo guarda da vicino. Del resto negli ultimi 10 anni è sempre stata roba loro. E ora che Ronaldo è venuto in Italia sembra quasi che, a Messi, possa mancare.

Il 10 argentino è giocatore completo. E’ poesia applicata al calcio. Oramai si è entrati in una concezione secondo la quale tutti guardano le partite del Barcellona solo per aspettare, per vedere l’ultima genialata del ragazzo, eterno giovane, con la 10 sulle spalle. Parte palla al piede e non sai mai cosa possa accadere. Quando entra negli ultimi 16 metri avversari i portieri avversario cominciano a pregare che non possa umiliarli nel peggiore dei modi. Punizione, destro, sinistro, di testa, scartando il portiere, da lontano e anche di mano, come Maradona ai mondiali del 1986, in un derby del 2007. E’ successo anche a portieri affermati come Neuer e Casillas. Il 6 maggio 2015, in un Barcellona-Bayern di Champions, irrise Jerome Boateng con una finta e scavetto su Neuer. Roba per pochi

Il palmares di Messi è sotto gli occhi di tutti. Il suo essere campione senza tempo pure. Quando il diez saluterà il calcio in molti piangeranno. Non solo aficionados blaugrana. Tutti gli amanti del calcio penseranno a ciò che è stato questo ragazzo, poesia applicata al calcio. Insieme a Ronaldo ha caratterizzato un’epoca e, tutti noi, vorremmo che il tempo si fermasse per ammirarlo ancora per anni, perché, in cuor nostro sappiamo che, arrivato a 33 anni, potremo ammirare la Pulce ancora per pochi anni.

Cercando di non pensare al futuro, e dimenticando quello che sarebbe potuto essere (se il trisavolo non fosse salpato alla volta dell’Argentina nel 1883), per ora ci limitiamo ad un TANTI AUGURI LIONEL MESSI!

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