L’estremo difensore  e capitano della nazionale azzurra, Gianluigi Buffon, nel corso di un’intervista per La Repubblica ha parlato della disastrosa sconfitta di sabato sera contro la Spagna.

Sulla partita di sabato: “Io penso che abbiamo perso perché abbiamo trovato una squadra che si è dimostrata superiore. Poi, se vogliamo scendere nelle valutazioni tattiche, che non mi competono, il ct sa analizzare i nostri pregi e i nostri limiti: per me, dopo aver rivisto la partita, capirà benissimo quello che possiamo esprimere in certe partite contro determinate squadre e contro altre”.

I motivi della sconfitta: “Pensavamo, venendo da un bel filotto di risultati, di poter almeno stare in partita. Come avevo detto alla vigilia, il risultato poteva essere anche secondario. Era importante dimostrare di poter fare la gara, creare grattacapi, mantenere il risultato in bilico fino all’ultimo. Così non è stato: in mezzo ai nostri demeriti, che ci sono sicuramente, esistono anche i meriti degli spagnoli. Non mi aspettavo fossero così superiori. La sentenza emessa da questa partita è che la Spagna ha dimostrato di essere più forte di noi. Bravi loro”.

Sulla manifesta superiorità delle Furie Rosse: “Hanno una qualità eccelsa nei vari singoli, non da oggi ma da dieci anni. Hanno un modo di giocare consolidato in tantissimi anni: se fanno una cosa in campo, sanno perché la fanno. E questa sicurezza te la danno solo il tempo e le vittorie costruite insieme. In più, continuano a sfornare interpreti nuovi”.

Responsabilità per la sconfitta: “Se mi sento responsabile? Sui gol si può sempre fare di più. Quando hai dieci persone davanti, se non vedi partire la palla diventa complicato. È un pelo nell’uovo, me ne rendo conto”.

 Sulle speranze di qualificarsi ai prossimi Mondiali: “Innanzitutto pensiamo e speriamo di andarci. Una volta ottenuta la qualificazione, avremo quasi un anno davanti: ci saranno tanti altri stage, allenamenti insieme per conoscerci, crescere, affinare determinati meccanismi. Speriamo di qui a giugno di diventare un po’ meno umani anche noi. Abbiamo una qualificazione da raggiungere tramite i play-off, però nei play-off non ci siamo ancora. Dobbiamo vincere almeno un’altra partita, pensiamo a Israele”.

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