Buffon, intervista social: “Idolo? Da bambino mi innamorai del ruolo del portiere grazie a N’kono”

L’attuale portiere del PSG, ex bandiera bianconera, si è lasciato andare a qualche risposta sul suo account Instagram. Tra le migliaia di domande poste in diretta dai fans, il portiere toscano ha risposto alle più belle. Riportiamo le sue parole.

La nuova vita a Parigi?
“È nuova, interessante e coinvolgente. Un’esperienza che mi mancava e che sono felice di aver fatto”.


Cosa farai dopo il ritiro?
“Onestamente non ho ancora deciso, mi piacerebbe rimanere nel mondo del calcio dove credo che l’esperienza di noi giocatori possa essere un valore aggiunto per la crescita del movimento”.

Qual’è stata la partita in cui ti sei emozionato di più?
“Tutte le finali sono emozioni allo stato puro. Ma se devo indicarne una sola, anche se in maniera un po’ scontata, dico la finale della Coppa del Mondo”.

Quale era il tuo idolo?
“In molti sanno che da bambino mi innamorai del ruolo del portiere grazie a N’kono. In generale però non ho mai avuto grandi idoli. Ho sempre amato le squadre che, anche se non favorite, non mollavano mai. Come il Genoa di Scoglio o il Pescara di Galeone”. 

Ti senti spesso con i tuoi amici della Juventus che hai lasciato a Torino?
“Certo! In modo particolare con Chiellini, Bonucci e Barzagli, con cui abbiamo condiviso tanti anni sia con la Juve che con la Nazionale. Sono amici veri e importanti, oltre che grandi calciatori”.

Qual è stata la parata più bella che tu abbia mai fatto?
“Ne dico 3: Italia-Paraguay; Parma-Inter su Recoba; Italia-Gemania su Podolski”.

Cosa ti motiva a giocare ancora a 40 anni?
“Domanda lecita, talvolta me lo chiedo anche io. E’ per il desiderio di nuove sfide, come quella di essere qui a 40 anni e di giocare ancora ad altissimi livelli. Quando mi alleno lo faccio sempre con grande voglia e il mio corpo risponde bene, non mi va di buttare via un talento che la natura mi ha dato. E’ giusto che io prosegua finché mi sento adatto a giocare ad altissimi livelli”.

Qual è la partita e lo stadio che ti hanno emozionato di più?
“Ce ne sono tanti. Sicuramente Anfield, a Liverpool, è stato uno dei pochi stadi, insieme a Glasgow con i Rangers e a Istanbul con il Fenerbahce nei quali per i primi 15-20 c’era una tale confusione che facevo fatica a concentrarmi. Partite che non mi scordo l’esordio Parma-Milan, tante partite con il Parma, la vittoria in Coppa Uefa, in Coppa Italia e in Supercoppa Italiana. Con la Juventus la semifinale del 2003 contro il Real Madrid. Nonostante l’epilogo non sia stato quello desiderato, Real Madrid-Juventus dell’anno scorso, dove sono stato espulso, è stata una partita da sogno, che ogni giocatore sogna di poter fare. Ti emoziona tanto perché, nonostante avessimo tutto contro, abbiamo provato a dare un senso a un quarto di finale. Ci siamo riusciti, l’epilogo non è stato dei migliori, ma le sensazioni in quella serata da sogno non le ho mai provate altrove“.

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Vincenzo, classe 1998, amante del bel calcio e della Juve. Il mio preferito: Roberto Baggio, IL GIOCATORE.