Buffon: “Da ragazzo mi sentivo indistruttibile, adesso sono ancora più ambizioso”

Buffon

Gianluigi Buffon si racconta e ripercorre alcune tappe della sua carriera. Questa volta, infatti, spiega fatti e episodi accaduti diversi anni fa, quando il portiere era alle prime esperienze da professionista.

Da ragazzo – confessa Buffon in un’intervista a Vanity Fair covavo una sensazione di onnipotenza e invincibilità. Mi sentivo indistruttibile, pensavo di poter eccedere, di fare quel che volevo… Mi tengo ben stretta la sana follia dei miei vent’anni… Ho fatto le mie cazzate, ne ho assaporato il gusto e in un certo senso sono contento di non essermene dimenticata neanche una”. Un esempio quando Buffon, allora giocatore del Parma, rispose male a Nevio Scala, suo allenatore: “Si girò verso di me e mi guardò come nessun altro ha mai più fatto. Era furibondo e aveva tutte le ragioni”.

Altro passo significativo il periodo difficile all’età di 25 anni: ” Per qualche mese, ogni cosa perse di senso. Mi pareva che agli altri non interessassi io, ma solo il campione che incarnavo. Che tutti chiedessero di Buffon e nessuno di Gigi. Fu un momento complicatissimo. Avevo 25 anni, cavalcavo l’onda del successo e della notorietà. Un giorno, a pochi minuti da una partita di campionato mi avvicinai a Ivano Bordon, l’allenatore dei portieri, e gli dissi: “Ivano, fai scaldare Chimenti, di giocare io non me la sento”. Avevo avuto un attacco di panico. Non ero in grado di sostenere la gara. Se non avessi condiviso quell’esperienza, quella nebbia e quella confusione con altre persone, forse non ne sarei uscito. Ebbi la lucidità di capire che quel momento rappresentava uno spartiacque tra l’arrendersi e fare i conti con le debolezze che abbiamo tutti. Non ho mai avuto paura di mostrarle né di piangere, una cosa che mi capita e di cui non mi vergogno affatto”.

Buffon torna all’attualità e esprime la propria opinione sui fatti di violenza accaduti in occasione dello scorso Inter-Napoli: “Se affonda un barcone a Lampedusa e muoiono 300 persone ci commuoviamo e pensiamo anche ad adottare i bambini rimasti orfani, ma se non affonda ci lamentiamo dell’ingresso di 300 immigrati e ci chiediamo cosa vengano a fare. È difficile provare a contestualizzare quanto successo a Milano. L’odio è un vento osceno, da qualunque parte spiri. Non solo in uno stadio. Perché ho il forte sospetto che il calcio, in tutto questo, reciti soltanto da pretesto”.

Buffon, ora portiere del PSG, punta a giocare ancora un anno: “L’idea, se il Psg sarà d’accordo, è quello. Mi descrivo come uno strano figuro di 40 anni che va in campo, pensa di averne venti e ha più sogni e ambizioni di quanti ne avesse da ragazzo. Tra dieci anni? Spero di essere in piedi. Se ripenso al ragazzino che ero e ai sogni che avevo, non commuovermi è impossibile”, riporta Tuttomercatoweb.

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15/10/99 Redattore di Novantesimo