Marco Reus, giocatore tanto talentuoso quanto fragile, nel corso delle sua carriera ha subito tre gravi infortuni che ne hanno limitato la consacrazione; il tedesco ha parlato oggi a GQ del suo periodo lontano dal campo: “La solitudine è quello che ti consuma di più durante la riabilitazione, bisogna sempre lavorare sodo. Darei tutti i miei soldi per essere sano e per fare il mio lavoro, per fare quello che amo giocare a calcio”.

Questo non è un infortunio normale, ci vogliono sei o sette mesi, bisogna essere forti di testa, non puoi aiutare la squadra, ma solo seguire il tuo programma di recupero – ha continuato l’attaccante tedesco – Non ho mai pensato di smettere, non è mai stata un’opzione per me, la riabilitazione non è stata facile, ma la mia fidanzata, la famiglia e gli amici mi hanno aiutato in questo momento difficile, vedi chi è veramente con te”.

Sui tempi di recupero: “Tornerò quando il mio corpo mi dirà che è pronto, è anche una questione di fiducia che il corpo ti dà. Che si tratti di gennaio, febbraio o marzo, ancora non lo so”.

Sul suo contratto con il Borussia Dortmund, che andrà in scadenza nel 2019:Avrò 30 anni e quello sarà il mio ultimo grande contratto, la mia ultima possibilità di provare qualcosa di diverso, ma adesso mi sento a mio agio a Dortmund

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